Pubblicato il 20 marzo 2026
Programma d’armamento 2026
Con il Programma d’armamento 2026 il Consiglio federale chiede crediti d’impegno per un ammontare di 2,4 miliardi di franchi.

I crediti d’impegno richiesti comprendono il probabile rincaro, una percentuale di rischio stimata e l’imposta sul valore aggiunto. Ad eccezione dell’acquisto di sistemi di difesa terra-aria a media gittata (acquisto complementare) e della pistola 26, al momento non sono disponibili né offerte né bozze di contratto. Analogamente agli immobili in questi casi viene quindi indicato un rischio del 30 per cento. Non sono stati considerati eventuali aumenti straordinari dei prezzi dovuti all’elevata domanda di beni d’armamento e a ritardi nelle forniture.
Difesa terra-aria a media gittata (acquisto complementare)

Investimenti 1000 milioni di franchi
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Con il programma d’armamento 2024 il Parlamento ha approvato un credito d’impegno di 660 milioni di franchi per la difesa terra-aria a media gittata. Ciò consente di sviluppare capacità relative all’efficacia contro obiettivi nello spazio aereo inferiore e medio (fino a 8000 m s.l.m.). Il nuovo sistema IRIS-T SLM verrà utilizzato in particolare per difendersi da missili da crociera, droni tattici nonché aerei da combattimento e potrà essere impiegato in tutte le situazioni.
Per poter coprire un’area più ampia e proteggere ulteriori infrastrutture critiche il Consiglio federale richiede l’acquisto di altre due unità di fuoco. Tuttavia occorre soprattutto aumentare la dotazione di missili al fine di migliorare la capacità di resistenza nell’ambito della difesa dalle minacce a distanza.
Il sistema di difesa terra-aria IRIS-T SLM è stato sviluppato dall’impresa d’armamento tedesca Diehl Defence GmbH & Co. KG. Le unità di fuoco e i missili da acquistare corrispondono ai modelli già ordinati dall’esercito. In aggiunta a ciò vengono acquistati pezzi di ricambio, apparecchiature di collaudo e altri mezzi logistici per aumentare la capacità di resistenza durante gli impieghi. L’acquisto avverrà a sua volta nel quadro dell’iniziativa europea European Sky Shield Initiative (ESSI).
L’Esercito svizzero ha già valutato l’efficacia del sistema IRIS-T SLM nell’estate del 2024 e ne ha confermato l’idoneità per la truppa. Una nuova valutazione non è pertanto necessaria.
Mentre le unità di fuoco approvate con il programma d’armamento 2024 dovrebbero essere consegnate a partire dal 2028, la fornitura delle unità di fuoco e dei mezzi logistici supplementari sarà possibile al più presto a partire dal 2030. I missili supplementari dovrebbero invece essere consegnati già con la prima tranche a partire dal 2028.
Dal momento che si tratta di un acquisto complementare di materiale già collaudato, l’esercito non ha esaminato alcuna alternativa.
Difesa terra-aria a corta gittata

Investimenti 800 milioni di franchi
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Per la difesa terra-aria l’esercito dispone attualmente di due sistemi di difesa contraerea a corta gittata: il missile di difesa contraerea spalleggiabile Stinger e il cannone di difesa contraerea da 35 mm. Questi sistemi possono essere impiegati fino a 3000 metri di altezza dal suolo e sono adatti soprattutto a contrastare gli elicotteri da combattimento, ma soltanto in maniera limitata i droni. Sono poco adatti anche per la protezione di ubicazioni e opere. All’inizio degli anni 2030 giungeranno al termine della loro durata di utilizzo e dovranno essere sostituiti.
Il nuovo sistema deve essere parzialmente mobile e impedire o almeno rendere più difficile all’avversario l’utilizzo dello spazio aereo inferiore. Viene impiegato per proteggere da attacchi aerei le infrastrutture critiche di tipo civile e militare, come ad esempio centrali elettriche, aerodromi o centri logistici.
Per la difesa aerea a distanza ravvicinata sarà acquistato un sistema di difesa contraerea della ditta Rheinmetall Air Defence SA con sede in Svizzera. Tale sistema è costituito da un cannone di difesa contraerea da 35 mm e può essere montato su autocarri, consentendone l’impiego parzialmente mobile. Un cosiddetto cannone revolver consente di sparare diversi tipi di munizioni. Ciò permette di combattere più efficacemente un’ampia gamma di minacce aeree, tra le altre i droni di diverse dimensioni. Grazie alle munizioni programmabili, che esplodono in aria e disperdono numerosi proiettili, è possibile colpire anche bersagli veloci e difficili da combattere. Nel volume d’acquisto sono inoltre previsti mezzi per l’elaborazione dell’immagine della situazione aerea come pure per la direzione del fuoco.
Il tipo di arma scelto è già impiegato con successo da diverse forze armate europee. Si rinuncia pertanto a una valutazione complessiva. In luogo di questa, la truppa sta svolgendo prove e verifiche.
L’introduzione del sistema è previsto a partire dal 2028.
L’esercito ha esaminato tre diverse varianti: una variante con autocarri protetti, una con cannoni da montare su carri armati granatieri ruotati nonché una variante mista. È stata preferita la prima variante poiché viene attribuita grande importanza alla protezione delle infrastrutture critiche. L’acquisto di cannoni da montare su carri armati granatieri ruotati sarà preso in esame in un secondo momento.
Difesa dai mini-droni

Investimenti 30 milioni di franchi
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La sempre maggiore diffusione di piccoli droni difficili da rilevare rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza nello spazio aereo svizzero. I mini-droni possono essere utilizzati in modo abusivo per la ricognizione, il disturbo di procedure o, in casi estremi, per attacchi contro infrastrutture critiche quali per esempio aeroporti o impianti di produzione d’energia. Simili attacchi si fanno sempre più frequenti nello spazio aereo europeo. Pertanto, nel dicembre 2025 le Camere federali hanno incaricato il Consiglio federale, con due mozioni di identico tenore (25.4396 e 25.4405), di garantire una difesa aerea e dai droni efficace.
Per poter individuare, identificare e neutralizzare mini-droni vengono impiegati sensori ed effettori di vario tipo, quali per esempio sistemi di sorveglianza, disturbatori di frequenza (in inglese jammer) o laser. Combinando questi mezzi è possibile proteggere le formazioni militari, la popolazione civile e gli impianti critici.
La soluzione proposta consiste in un sistema di difesa trasferibile che si presta contemporaneamente per la rilevazione di mini-droni e per la relativa difesa. Ha una composizione modulare ed è adattabile, e quindi può essere utilizzato per diverse forme d’impiego e può essere adattato a esigenze future. Rispetto al costo, l’effetto protettivo del sistema è molto elevato, poiché i meccanismi di difesa non richiedono munizioni costose e quindi i rischi correlati sono minimi.
Il sistema di difesa consiste essenzialmente in sensori, unità di controllo ed effettori di vario tipo, i quali rilevano i mini-droni, li identificano e li neutralizzano, per esempio mediante onde elettromagnetiche o radar. Grazie a un software di analisi e condotta, i dati dei sensori possono essere combinati e per le minacce possono essere stabilite delle priorità. A titolo opzionale, il sistema può essere ampliato con componenti che neutralizzano gli oggetti in volo di avvicinamento mediante droni intercettori o proiettili.
I sistemi di difesa appropriati contro i mini-droni vengono testati in condizioni reali di impiego e in ambienti diversi. La valutazione terrà conto sia dei requisiti tecnici, sia di quelli operativi.
L’introduzione presso la truppa avverrà gradualmente a partire dal 2028.
Visto il rapido sviluppo in atto nel settore della difesa dai droni, l’esercito esamina regolarmente delle alternative. La decisione in merito ai componenti da acquistare sarà adottata soltanto appena prima dell’acquisto.
Radar a corto raggio parzialmente mobili

Investimenti 150 milioni di franchi
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A complemento del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi FLORAKO, dalla fine degli anni 1980 l’Esercito svizzero dispone anche del radar tattico d’aviazione TAFLIR. Il radar TAFLIR colma lacune nel quadro della situazione aerea, per esempio coprendo spazi nelle zone d’ombra radar dei sensori FLORAKO. La tecnologia di questo radar è però obsoleta e il suo raggio massimo è limitato a circa 100 chilometri, sicché il sistema sarà messo fuori servizio a fine 2028.
Per poter individuare e combattere tempestivamente le minacce a distanza, l’esercito intende acquistare un sistema radar moderno con una portata di circa 200 chilometri. Il nuovo sistema deve servire non solo alla sorveglianza dello spazio aereo, ma anche per l’allerta da minacce aeree, quali ad esempio droni o razzi.
Per la sorveglianza dello spazio aereo a medio raggio occorre acquistare un sistema radar integrato in un veicolo vettore fuoristrada e già collaudato a livello di impiego. Il sistema previsto può rilevare, monitorare e classificare con precisione obiettivi di piccole dimensioni, veloci e in volo a bassa quota. Avendo una configurazione parzialmente mobile, può essere utilizzato in diversi scenari d’impiego. Grazie alla sua accresciuta mobilità, in caso di conflitto può sottrarsi più facilmente al fuoco nemico.
Dall’inizio della guerra in Ucraina, la domanda di sensori sul mercato degli armamenti ha registrato un forte aumento. In special modo per quanto riguarda i sensori per la sorveglianza dello spazio aereo, la domanda supera tuttora l’offerta, e ciò ha allungato i tempi di consegna e fatto lievitare i prezzi. Il credito d’impegno richiesto è inteso a consentire un’ordinazione tempestiva dei sistemi necessari per fare in modo che dopo la messa fuori servizio del sistema TAFLIR non si crei una lacuna di capacità di lunga durata.
Siccome i tipi che entrano in considerazione sono prodotti di serie impiegati in diverse forze armate europee, è possibile rinunciare a un collaudo completo.
Una volta ottenuto il benestare del Parlamento, si potrà procedere all’ordinazione in modo da consentire l’introduzione presso la truppa a partire dal 2030.
L’esercito ha considerato diverse soluzioni alternative. Tutte le soluzioni esaminate coprono la gamma d’impieghi auspicata, ma si distinguono per alcune caratteristiche. La soluzione preferita consiste in un sistema parzialmente mobile offerto da un produttore europeo.
Sviluppo delle capacità dallo spazio cosmico

Investimenti 30 milioni di franchi
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Lo spazio cosmico sta rapidamente guadagnando importanza per le forze armate, in particolare per l’aiuto alla condotta, l’acquisizione di informazioni e la telecomunicazione. Il Parlamento ha riconosciuto questo fatto e ha definito le capacità nello spazio cosmico come ulteriore parametro fondamentale per l’orientamento dell’esercito fino al 2035.
Oggi l’Esercito svizzero utilizza ancora poche prestazioni dallo spazio cosmico. Per questo motivo, dipende completamente da offerenti commerciali e da cooperazioni con altri Stati. Secondo il suo «Concetto generale spazio cosmico», del quale il Consiglio federale ha preso atto l’8 ottobre 2025, l’esercito intende sviluppare capacità proprie. Innanzitutto, deve essere in grado di realizzare un quadro della situazione spazio cosmico. Attraverso l’osservazione dello spazio cosmico l’esercito ottiene una migliore comprensione delle operazioni che vi si svolgono – così come degli attori, dei mezzi e delle minacce. In secondo luogo, occorre rafforzare l’acquisizione di informazioni. Attraverso l’utilizzo di satelliti da ricognizione, equipaggiati con sensori ottici ed elettronici o con radar, l’esercito acquisirà informazioni dallo spazio cosmico 24 ore su 24 e con qualsiasi condizione atmosferica. In tal modo può perfezionare il proprio monitoraggio della situazione e la propria pianificazione dell’azione. In terzo luogo, occorre migliorare la telecomunicazione, creando un sistema di comunicazione ridondante dallo spazio cosmico. In quarto luogo, lo sviluppo delle capacità favorisce la navigazione di precisione. Quest’ultima svolge già oggi un ruolo importante a livello quotidiano, per esempio nel monitoraggio dei veicoli terrestri e degli aeromobili. In quinto luogo, infine, la truppa dovrà essere in grado di mettere in atto contromisure per l’autoprotezione e la protezione delle informazioni, per poter eludere i sensori che operano dallo spazio cosmico o proteggere i propri sistemi.
I servizi dallo spazio cosmico non servono unicamente per l’acquisizione di informazioni e per la capacità di condotta dell’esercito. Essi possono essere utilizzati anche dalle autorità civili, per esempio nella gestione delle crisi.
La prima fase di sviluppo è incentrata sul progetto «Alpstar», promosso dalla Svizzera e realizzato dall’Agenzia spaziale europea (European Space Agency, ESA). Da un lato, viene realizzata una rete interconnessa di stazioni di terra, che può essere utilizzata dai servizi satellitari degli Stati partecipanti coinvolti nel progetto e che serve per la cooperazione internazionale. Dall’altro, occorre sviluppare congiuntamente un prototipo di satellite per l’esplorazione radar. Grazie a un design specifico il satellite deve servire anche per l’esplorazione elettronica passiva, in particolare per la localizzazione di stazioni radar o di emittenti al suolo. A medio termine si dovrà raggiungere la produzione industriale in serie per consentire l’acquisto a un prezzo vantaggioso.
In primo luogo, occorre realizzare l’infrastruttura necessaria a terra. Questa include dei centri operativi, che sono necessari in particolare per il controllo dei satelliti e la diffusione dei dati, ma anche stazioni d’osservazione che consentano all’esercito di realizzare un quadro attuale della situazione spazio cosmico.
Questa prima fase di sviluppo delle capacità si estenderà all’incirca sull’arco di sei anni e sarà ultimata presumibilmente all’inizio degli anni 2030. Le capacità essenziali saranno disponibili già a breve termine. Per il successivo sviluppo delle capacità sono previsti investimenti supplementari fino alla metà degli anni 2030.
Sia il prototipo del satellite radar da esplorazione, sia l’infrastruttura a terra sono realizzati in collaborazione con l’ESA e gli Stati partner. In questo modo l’esercito può approfittare delle conoscenze specialistiche di esperti di provata esperienza, grazie alle quali i rischi e i costi possono essere ridotti.
Il sistema sarà introdotto gradualmente a partire dal 2027.
L’esercito ha esaminato se si potesse rinunciare allo sviluppo di un satellite radar multifunzione da esplorazione. Dal momento che non esistono ancora satelliti di questo tipo, esso ritiene che questo progetto sia pionieristico e promettente. Grazie a esso l’esercito può sfruttare sinergie con l’ESA indispensabili per l’ulteriore sviluppo delle capacità.
Aumento della resilienza nell’utilizzo congiunto di servizi civili

Investimenti 100 milioni di franchi
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Per poter gestire gli impieghi in modo integrato, le truppe devono poter accedere a dati e informazioni sicuri in qualsiasi momento e indipendentemente dall’ubicazione. Le tecnologie per una trasmissione dei dati sicura ed efficiente vengono gradualmente modernizzate nell’ambito del progetto «Telecomunicazioni dell’esercito». Un passo importante è rappresentato dall’utilizzo congiunto di reti radio mobili civili, avviato con il programma d’armamento 2020. Inoltre, i componenti per la comunicazione dei veicoli sono equipaggiati con carte SIM, per consentire all’esercito di utilizzare congiuntamente le reti mobili civili per la trasmissione di dati.
Questo servizio è già pronto all’impiego e viene utilizzato in misura crescente dall’esercito. Il presente progetto d’armamento si fonda sull’attuale utilizzo congiunto delle infrastrutture civili e lo amplia. Il progetto consente all’esercito di realizzare una propria infrastruttura fondamentale per l’utilizzo congiunto delle reti civili di dati. In tal modo l’esercito può aumentare la capacità di resistenza dei propri sistemi TIC nell’ottica di possibili minacce e pericoli quali ciberattacchi o interruzioni di corrente. Inoltre, in futuro l’esercito deve essere privilegiato anche nell’ambito dell’utilizzo congiunto di reti di radiocomunicazione mobile di offerenti civili, ciò che oggi non è ancora il caso.
Con il progetto d’armamento devono essere attuate tre importanti misure che garantiscono una trasmissione di dati sicura e disponibile in qualsiasi momento: lo sviluppo di una struttura fondamentale propria con accesso privilegiato a reti di radiocomunicazione mobile, l’utilizzo congiunto di reti in fibra ottica civili e l’ulteriore sviluppo dei sistemi esistenti per la comunicazione vocale.
Infrastruttura fondamentale propria con accesso privilegiato a reti di radiocomunicazione mobile
In questa fase di sviluppo l’esercito intende realizzare un’infrastruttura fondamentale protetta di radiocomunicazione mobile. Grazie a essa può utilizzare congiuntamente le reti di radiocomunicazione mobile private e al tempo stesso dipende meno dai gestori di tali reti. La realizzazione di questa infrastruttura fondamentale consente all’esercito di controllare direttamente il traffico di dati e di operare in gran parte in modo indipendente. Il fornitore gli garantisce un accesso privilegiato alle reti di radiocomunicazione mobile esistenti – anche in caso d’emergenza o di sovraccarico. Inoltre, sarà assicurato un collegamento funzionante tra i vari fornitori di servizi, al fine di aumentare la disponibilità a livello nazionale. In una fase di sviluppo successiva sarà necessario rendere più resiliente la rete di telecomunicazione mobile e integrare ulteriori antenne.Utilizzo congiunto di reti in fibra ottica esistenti
Grazie all’utilizzo congiunto di linee in fibra ottica civili l’esercito può accedere in modo economico a connessioni di dati sicure ed efficienti, senza dover installare ulteriori linee. Le connessioni in fibra ottica non emettono onde radio. Perciò, esse hanno il vantaggio di non poter essere esplorate o sottoposte a disturbo elettronico. Esse consentono una connessione sicura tra ubicazioni fisse e infrastrutture di condotta sensibili, in aggiunta alla Rete di condotta Svizzera.Ulteriore sviluppo del sistema per la comunicazione vocale
L’Esercito svizzero dispone dal 2022 di un sistema per la comunicazione vocale sicura gestito autonomamente. Questo deve ora essere ulteriormente sviluppato, affinché i sistemi radio militari possano comunicare direttamente con dispositivi disponibili in commercio, per esempio smartphone o tablet. Questa soluzione facilita la comunicazione durante gli impieghi.Il principale fornitore dell’infrastruttura di rete rimane tuttora Swisscom SA, sicché non è necessaria una nuova valutazione.
Swisscom si assume lo sviluppo dei sistemi esistenti ed è incaricata di stabilire le priorità per gli utenti. I componenti dell’infrastruttura fondamentale per l’utilizzo congiunto delle reti civili di dati saranno installati nei centri di calcolo del DDPS tra il 2027 e il 2030.
Inoltre, Swisscom deve equipaggiare le proprie linee in fibra ottica civili con dei punti di allacciamento. Questi devono poter essere utilizzati dall’esercito ed essere compatibili con i suoi sistemi di comunicazione militari. L’utilizzo congiunto di questa infrastruttura di rete fissa sarà ampliato progressivamente a partire dal 2027.
L’ulteriore sviluppo del sistema per la comunicazione vocale sarà realizzato dai fornitori esistenti e gestito dall’esercito. Le prime capacità ampliate potranno essere utilizzate a partire dal 2027.
L’esercito ha esaminato se, oltre a Swisscom, potessero entrare in linea di conto altri offerenti come partner strategici o fornitori principali. Questa alternativa è stata scartata in virtù di considerazioni attinenti alla sicurezza.
L’esercito ha anche esaminato se l’infrastruttura fondamentale esistente di Swisscom potesse essere utilizzata congiuntamente, per non dover sviluppare un’infrastruttura propria. Tuttavia, questa soluzione non terrebbe conto dell’esigenza di aumentare la resilienza dei sistemi militari.
Guerra elettronica

Investimenti 240 milioni di franchi
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La guerra elettronica (GE) comprende da un lato l’esplorazione di segnali radio emessi da dispositivi o sistemi nemici; dall’altro comprende tutte le misure di protezione e contromisure che devono essere adottate per compromettere le capacità di condotta ed esplorazione nemiche. Questo compito presuppone sensori ed effettori elettromagnetici efficienti. I sensori devono poter rilevare, identificare e localizzare i segnali elettromagnetici, mentre gli effettori – per esempio i disturbatori di frequenza – devono poter funzionare in un contesto di impiego elettromagnetico.
Oggi questi sensori ed effettori sono concepiti principalmente per il supporto ai livelli di condotta superiori. Il livello tattico (unità/corpi di truppa) non è invece ancora in grado di attuare autonomamente misure di protezione e contromisure nell’ambito della GE. Alla luce dell’evoluzione delle minacce è essenziale che l’esercito possa agire a tutti i livelli anche nello spazio elettromagnetico. I suoi mezzi GE devono perciò essere modulari, adatti alla situazione e robusti.
In primo luogo, le capacità di esplorazione nello spazio elettromagnetico esistenti devono essere conservate. Oltre a ciò, i mezzi GE devono essere ampliati in modo tale da essere più mobili, per poter essere di supporto alle formazioni tattiche ed essere integrati nelle truppe di combattimento. Infine, al livello tattico inferiore (unità) devono essere sviluppate nuove capacità per poter identificare le minacce e poter proteggere il personale, le istallazioni e i convogli dalle minacce nello spazio elettromagnetico.
Per il previsto ampiamento delle capacità, i mezzi GE esistenti vengono completati con sensori ed effettori elettromagnetici. Sul piano tecnico i sistemi GE dovrebbero per quanto possibile essere strutturati in modo modulare e riprendere gli standard consolidati, in modo da consentire rapidi adeguamenti. I sensori dovrebbero essere integrati in modo tale da poter evitare modifiche radicali del sistema di base.
I sensori ed effettori elettromagnetici vengono integrati in moduli compatti che possono essere trasportati e utilizzati facilmente dalla truppa. Le formazioni di combattimento saranno in grado di riconoscere le emissioni del nemico e di localizzare le loro emittenti. Grazie a tale soluzione, il livello tattico potrà realizzare autonomamente un quadro della situazione. Una volta analizzato tale quadro, la condotta può decidere se devono essere impiegati effettori per compromettere le capacità di esplorazione e condotta dell’avversario.
L’ammodernamento della GE si svolge nell’ambito di una cooperazione in materia di armamenti con i Paesi Bassi e la Germania, in particolare nel settore dei sensori, dell’analisi dei segnali e della gestione. Con questi Paesi la Svizzera può elaborare soluzioni comuni. Nel caso ideale, ciò consente anche di accorciare i tempi di acquisto. Inoltre, la Svizzera può sfruttare sinergie nella logistica, nell’istruzione e nella gestione dei sistemi.
Per la valutazione è stato acquistato un sistema pilota basato sui componenti essenziali dei sistemi delle nazioni partner. Questo sistema è stato testato nel 2025 sulla base di criteri tecnici, funzionali e operativi. I riscontri sono serviti per precisare i requisiti e per definire il fabbisogno effettivo di sensori ed effettori.
L’acquisto sarà effettuato gradualmente a partire dal 2027. In una prima fase le capacità esistenti saranno mantenute e ulteriormente sviluppate per renderle disponibili appena possibile al livello tattico.
L’esercito ha esaminato se i sistemi esistenti potessero essere adattati in modo tale da soddisfare i nuovi requisiti relativi a modularità e mobilità. È però emerso che la procedura proposta (ossia il rinnovamento parziale dei sistemi di esplorazione esistenti con integrazione di componenti moderne) è molto più economica.
Pistola 26

Investimenti 50 milioni di franchi
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Da cinquant’anni i militari dell’Esercito svizzero sono equipaggiati con la pistola 75 modello SIG P220. Le attuali scorte di pistole saranno sufficienti a coprire il fabbisogno dell’esercito per circa quattro anni. Già oggi l’approvvigionamento di pezzi di ricambio è difficile e costoso. Con il programma d’armamento 2026 si prevede di acquistare un nuovo modello che sostituirà gradualmente la pistola 75 in un periodo transitorio di cinque anni. Per potere equipaggiare i militari con la pistola per l’intera durata di utilizzo prevista di trent’anni, saranno in seguito necessari ulteriori acquisti successivi. A tale scopo il Consiglio federale solleciterà a tempo debito ulteriori crediti d’impegno.
L’acquisto dovrà consentire una sostituzione quantitativamente equivalente alla pistola 9 mm 75. Ciò comprende vari accessori, come ad esempio i caricatori di riserva e le fondine. La manutenzione e il mantenimento dell’efficienza della nuova pistola saranno garantiti da parte dell’esercito. A tale scopo saranno acquistati i necessari mezzi logistici come ad esempio utensili e pezzi di ricambio, nonché prestazioni di servizio per lo sviluppo del know-how in materia di manutenzione.
Prima di decidere quale modello di pistola acquistare, l’Ufficio federale dell’armamento armasuisse ha effettuato una valutazione articolata in più fasi. Nella primavera del 2023 ha contattato per iscritto dodici potenziali produttori di armi. Cinque di questi sono stati selezionati per la valutazione preliminare. I loro prodotti sono stati testati sulla base di criteri tecnici, logistici e specifici agli impieghi. Tre modelli sono infine stati sottoposti a test approfonditi e analizzati sul piano commerciale. Oltre agli aspetti militari, tecnici ed economici, nella scelta del modello sono state determinanti anche considerazioni in materia di politica d’armamento.
Le tempistiche per l’acquisto dipendono dalle esigenze dell’esercito in modo che la nuova pistola possa essere introdotta a partire dal 2028.
L’esercito ha valutato se il fabbisogno complessivo della nuova pistola debba essere soddisfatto ricorrendo a un unico credito d’armamento in modo da poter rinunciare a ulteriori acquisti negli anni successivi. Questa opzione è stata scartata in considerazione del credito d’impegno disponibile per i beni d’armamento.
Capitoli del messaggio sull’esercito 2026
- Pagina iniziale
- Situazione sul mercato degli armamenti
- Programma d’armamento
- Credito addizionale: aerei da combattimento F-35A
- Programma degli immobili del DDPS
Messaggio sull’esercito 2024
Il orientamento a lungo termine, il materiale dell’esercito e il limite di spesa
vengono definiti e proposto ogni quattro anni nel messaggio sull'esercito.
- Pagina iniziale
- Parametri fondamentali per l’orientamento a lungo termine dell’esercito fino al 2035
- Acquisto di materiale dell’esercito fino al 2027
- Limite di spesa dell’esercito fino al 2028
Ulteriori informazioni
- 20.03.2026 Decisione del Consiglio federale
- 06.03.2026 Decisioni in materia di politica di sicurezza
- Conferenza stampa
- Credito addizionale: aerei da combattimento F-35A (comunicato stampa)
- Aumento temporaneo dell’imposta sul valore aggiunto per il rafforzamento della sicurezza e della difesa: consultazione (comunicato stampa)
- 28.01.2026 Safforzamento della sicurezza e della difesa della Svizzera
- Conferenza stampa
- Discorso del consigliere federale Martin Pfister (capo del DDPS)
- Finanziamento dell'esercito (dossier web)
Indice
- Difesa terra-aria a media gittata (acquisto complementare)
- Difesa terra-aria a corta gittata
- Difesa dai mini-droni
- Radar a corto raggio parzialmente mobili
- Sviluppo delle capacità dallo spazio cosmico
- Aumento della resilienza nell’utilizzo congiunto di servizi civili
- Guerra elettronica
- Pistola 26
- Capitoli del messaggio sull’esercito 2026
- Messaggio sull’esercito 2024
- Ulteriori informazioni