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Raffiche di vento fino a 230 chilometri orari – il segnale resiste

La trasmissione di segnali radio durante i mesi invernali rappresenta una sfida particolare. In particolare durante il WEF tutto deve funzionare in modo impeccabile. Per fare in modo che le attività del forum non corrano pericoli, la Base d'aiuto alla condotta e il servizio alpino dell'esercito collaborano strettamente tra loro.

20.01.2020 | Comunicazione BAC

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Sullo schermo del centro Network Operation (NOP) della Base d'aiuto alla condotta a Dübendorf appare un messaggio che è stato generato automaticamente dal sistema e che comunica per il momento solo l'informazione di un errore di trasmissione. Dando uno sguardo al sistema emerge che il segnale proveniente da un determinato apparecchio di ricezione si è affievolito, cioè è diventato più debole. Per i collaboratori del NOP inizia quindi la ricerca delle cause. Un'occhiata alla carta meteorologica degli ultimi giorni può aiutarli in questa ricerca. Proprio in inverno, con temperature gelide e molto vento, può succedere che gli involucri di protezione delle cupole delle antenne si ghiaccino. Ciò dà origine a belle sculture di ghiaccio ma indebolisce il segnale.

Lavoro a gelide altitudini

Gli operatori del NOP prendono poi contatto con il Supporto dei sistemi. Hanspeter Vetterli fa parte del team proveniente dalla Base d'aiuto alla condotta (BAC) che sale sulla funivia per andare a esaminare da vicino l'impianto di segnalazione. «Porto sempre con me diversi pezzi di ricambio per essere sempre equipaggiato in maniera ottimale a seconda della causa dell'attenuazione del segnale», afferma descrivendo il suo lavoro. Quando però le temperature sono gelide e occorre arrampicarsi per eliminare il ghiaccio, allora viene richiesto tramite la direzione d'impiego della BAC il supporto del servizio alpino. «Salgono e scendono dal trasmettitore con l'imbragatura ed eliminano il ghiaccio con il piccone». spiega Hanspeter Vetterli. Determinati impianti nella regione del WEF sono particolarmente soggetti a queste formazioni di ghiaccio, come ad esempio l'impianto sul Säntis. Lì le raffiche di vento possono raggiungere anche i 230 chilometri orari. «Quest'anno già prima del WEF sono state adottate varie misure per impedire un'elevata formazione di ghiaccio», afferma Marc Diggelmann, responsabile del NOP presso la BAC. Il ghiaccio viene eliminato già in precedenza, anche se il segnale risulta ancora abbastanza forte. In tal modo si impedisce la formazione di altro ghiaccio, così che nei giorni decisivi tutto funziona in modo impeccabile. Senza lo spettacolo delle sculture di ghiaccio.

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