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Specialisti di milizia dell’esercito si occupano della sicurezza nel ciberspazio al WEF

Così come nello spazio aereo e sulle strade, durante il World Economic Forum il traffico è intenso anche nel ciberspazio. Pertanto, in questi giorni, il dispositivo di protezione dell’esercito viene esteso e intensificato in funzione delle minacce e del compito. Anche du-rante il Forum economico mondiale, la Base d’aiuto alla condotta (BAC) è responsabile della cibersicurezza dell’esercito: protegge i sistemi informatici e le reti informatiche dell’esercito e ne assicura il buon funzionamento.

18.01.2019 | Comunicazione Difesa

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Gli utenti dei sistemi informatici possono contribuire personalmente alla sicurezza soprattutto osservando sette semplici regole (cfr. link. Immagine: CME)

A tale scopo, prima del WEF gli specialisti di milizia della BAC entrano in servizio presso il quartiere generale a Berna. Nella vita civile lavorano nel campo della cibersicurezza e hanno l’esperienza necessaria a garantire la capacità di resistenza dell’organizzazione di professionisti della BAC. Mentre altri militari sono impiegati per la sicurezza del WEF all’esterno, in mezzo alla tormenta di neve dei Grigioni, i ciberspecialisti lavorano a Berna davanti agli schermi. Sorvegliano le reti e i sistemi informatici dell’esercito per individuare possibili infiltrazioni da parte di soggetti estranei e, se necessario, intervenire rapidamente. Per individuare le anomalie e interpretarle correttamente, i cibermilitari si servono del loro ricco bagaglio di esperienze.

Le intenzioni degli hacker

Eventuali aggressori possono colpire l’esercito in vari modi: per esempio con un attacco distributed denial of service (DDoS), che mira a ridurre la disponibilità di informazioni. In un simile attacco, un server viene sommerso di richieste fino alla sua saturazione. Un altro possibile attacco consiste nella manipolazione di un sito web con l’obiettivo di indebolire la credibilità dell’organizzazione (il cosiddetto defacing).

Oltre all’osservazione dei sistemi dell’esercito, i ciberspecialisti analizzano anche lo sviluppo della situazione nel ciberspazio globale, per individuare precocemente l’eventuale presenza di minacce concrete per l’esercito e per l’adempimento del suo compito. A tal fine, gli specialisti della BAC collaborano anche con altre organizzazioni, tra cui la Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell'informazione della Confederazione (MELANI).

Un tassello del quadro della situazione
Tutte le informazioni provenienti dal ciberspazio sono trasmesse al monitoraggio della situazione del Comando Operazioni dell’esercito e completano il quadro della situazione per le operazioni. I ciberspecialisti sono parte integrante del dispositivo con cui l’esercito può adempiere il suo compito a favore del WEF.

Il supporto dell'Esercito svizzero



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