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Cambiamento climatico all’interno della truppa

Attivisti in marcia per tre giorni da Landquart a Davos per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici. La tutela dell’ambiente è tra i temi centrali di questa edizione del WEF, Cuminaivel ha raccolto le opinioni della truppa.

21.01.2020 | CUMINAIVEL | ni/gr

Das meint die Truppe zum Klimawandel

 

Tutela dell’ambiente e sostenibilità saranno al centro del Forum economico mondiale quest’anno. Nei prossimi giorni, infatti, capi di stato e di governo si confronteranno per trovare soluzioni alla crisi climatica. Già la settimana scorso invece un gruppo di giovani motivati, sostenuti da alcuni adulti, ha lanciato il «Davos Climate Summit». Si tratta di un’alleanza di diversi gruppi d'interesse, tra cui membri della Gioventù Climatica di Zurigo e oppositori del WEF. E la prima azione di spessore non si fatta attendere, con i giovani attivisti che hanno avviato domenica una marcia in favore del clima. La colonna verde si snoderà sul tragitto tra Landquart e Davos passando per Klosters, nonostante il governo del canton Grigioni non abbia approvato l’ultima tappa. «Ora i partecipanti al WEF devono assumersi le proprie responsabilità - hanno reclamato a gran voce gli attivisti - Devono adottare misure su larga scala per la salvaguardia del clima e per la giustizia sociale, introducendo un controllo democratico».

Non c’è dubbio che il clima sia stato l’argomento mediatico dominante dello scorso anno. Una preoccupazione che ha provocato proteste di massa in tutta Europa e che ha suscitato l’indignazione soprattutto dei giovani, che anche in Svizzera sono scesi in piazza. Uno sciopero studentesco che dal 2018 ha una leader e un volto: Greta Thunberg. Al WEF di quest’anno la 17enne attivista svedese parteciperà a diversi dibattiti, ma ha tuttavia fatto sapere solo qualche giorno fa che non parteciperà alla marcia per il clima. 

Anche l’Esercito svizzero è composto da migliaia di giovani che potrebbero essere direttamente toccati dal cambiamento climatico. Cuminaivel ha chiesto ai soldati la loro opinione sia sul cambiamento climatico, sia sulla marcia di protesta di questi giorni.

Soldat Uthayakumar

«Bisognerebbe preoccuparsi del clima e della natura. Ma per favore non esageriamo! Servirebbe mantenere una sana via di mezzo. Purtroppo ciò manca nel discorso di oggi. »

Soldat Kaspar

«Per me l'intero “vortice climatico” sta diventando sempre più estremo. Non fraintendetemi, la preoccupazione è fondamentalmente giusta. Ora purtroppo, a mio parere, perde efficacia a causa di una sorta di isterismo»

Soldat Ljuna

«Penso che questa marcia sia davvero stupida, non ha alcun senso. Dovrebbero andare piuttosto in Australia a dare una mano laggiù: ci sono milioni di animali che bruciano vivi ed è davvero terribile. Questo mi rende triste. Ma questa escursione a Davos potevano anche risparmiarsela.»

Soldat Milicevic

«È una buona cosa! Il problema sono le grandi imprese e i rappresentanti di queste aziende sono al WEF. Sono un meccanico d’auto e mi dà fastidio sentire tutta la disinformazione sulla questione climatica. Ad esempio, si dice sempre che le auto diesel sono cattive. In realtà ho scoperto che la produzione di una batteria per un'auto elettrica equivale in termini di consumo ai 300’000 chilometri percorsi da un veicolo diesel.»

Soldat Wolf

«Prendiamo in considerazione l'esercito svizzero: i nostri pasti vengono consegnati ogni giorno dopo un tragitto di 40 minuti di macchina in auto, quando qui dove ci troviamo ci sarebbe già una cucina. Un tale atteggiamento semplicemente non ha senso e mette a dura prova il clima.»

Soldat Bucher

«Questa abitudine di prendere continuamente l’aereo mi dà sui nervi. Al giorno d’oggi andiamo a Barcellona questo fine settimana e poi a Londra il prossimo. Il volo deve essere limitato. Invece prendono di mira noi agricoltori che subiamo normative ambientali sempre più severe. Ciò comporta un’enorme spesa supplementare.»