Aiuto militare in caso di catastrofe

Esercito svizzero e salvaguardia delle condizioni d’esistenza

Uno dei tre compiti fondamentali dell’Esercito svizzero consiste nel coadiuvare le autorità civili, quando i loro mezzi non sono più sufficienti:
a) nella difesa contro gravi minacce;
b) nel far fronte ad altre situazioni straordinarie, segnatamente in caso di catastrofi in Svizzera e all'estero.

Gli «impieghi sussidiari per la prevenzione e la gestione di pericoli esistenziali» in Svizzera e nei paesi limitrofi costituiscono il quadro per l’aiuto militare in caso di catastrofe (aiuto mil cata), mentre i «contributi per il sostegno internazionale alla pace e la gestione delle crisi» (estero) quello per l’assistenza umanitaria da parte dell’esercito (AU Es).

Gli impieghi (di principio nell'ambito del servizio d'appoggio) avvengono secondo il principio della sussidiarietà a favore e su richiesta di:
– aiuto mil cata: autorità civili (stati maggiori cantonali di condotta);
– AU Es: organizzazioni civili (a livello nazionale DFAE, DSC e/o a livello internazionale) e Governi stranieri, quando dopo catastrofi o in situazioni di crisi non sono più in grado di far fronte ai loro compiti per mancanza di personale, di materiale o di tempo.

In tale ambito ci si aspetta che l'esercito intervenga con prontezza (entro un lasso di tempo compreso tra alcune ore e alcuni giorni, a seconda dell'entità e del genere di operazione).

Aiuto militare in caso di catastrofe (Svizzera e paesi limitrofi)

L'aiuto militare in caso di catastrofe viene in primo luogo prestato in Svizzera. Gli impieghi nei paesi limitrofi vengono svolti nel quadro di convenzioni in vigore e dietro relativa autorizzazione del Consiglio federale.

Le autorità civili, in caso di catastrofi naturali, tecnologiche e per atti di violenza in Svizzera, vengono appoggiate in base ad un concetto a tre livelli per ovviare al sovraccarico di lavoro.

  1. Appoggio preventivo: in situazioni normali, viene messo a disposizione dei partner civili diverso materiale di aiuto militare in caso di catastrofe (p es contenitori in- tercambiabili dei battaglioni d'aiuto in caso di catastrofe) destinato all'impiego al di fuori dei servizi della truppa.
  2. Aiuto spontaneo: tutte le truppe che si trovano nelle immediate vicinanze del luogo di una catastrofe, nei limiti delle loro possibilità, prestano aiuto spontaneo rapidamente e in modo limitato in termini di tempo (al massimo 48 h) e spazio;
  3. Aiuto militare in caso di catastrofe: l’aiuto militare in caso di catastrofe, nel quadro della cooperazione nazionale per la sicurezza, comprende in primo luogo interventi di soccorso in caso di situazioni con danni gravi ed estesi e in occasione di incendi di grandi proporzioni. Inoltre, possono essere fornite le seguenti prestazioni a titolo complementare:
    – assistenza alla popolazione minacciata e isolata;
    – prevenzione contro l'estensione della zona disastrata nonché dei danni successivi;
    – collaborazione al ripristino provvisorio delle infrastrutture vitali;
    – rafforzamento o sostituzione di mezzi civili e/o militari già impiegati.


Le truppe di salvataggio, con le loro formazioni specializzate, rappresentano l’elemento principale dell’aiuto militare in caso di catastrofe. Queste formazioni comprendono:

  • la compagnia d'intervento d'aiuto in caso di catastrofe (cp interv acc), che è in grado di fornire le sue prestazioni nell'arco di poche ore;
  • i battaglioni d'aiuto in caso di catastrofe (bat acc 4), che possono essere chiamati in servizio e impiegati per garantire la capacità di resistenza e la creazione di sforzi principali nonché per il relativo rafforzamento.


Per la costituzione di moduli d'impiego orientati al fabbisogno, le formazioni specializzate delle truppe di salvataggio possono essere completate con elementi appartenenti ad altre Armi. In tal caso entrano anzitutto in considerazione mezzi e prestazioni delle Forze aeree, delle truppe de genio, delle truppe della logistica , delle truppe sanitarie, della Sicurezza militare e delle truppe di difesa NBC.

Appoggio all'assistenza umanitaria da parte dell'esercito all'estero

La capacità dell'esercito volta ad appoggiare l’assistenza umanitaria è predisposta in modo che l'appoggio possa avvenire tempi brevissimi. Le esigenze per quanto riguarda la selezione del personale, l'equipaggiamento, l'organizzazione e l'istruzione sono elevate di conseguenza. L'istruzione specifica all'impiego deve quindi avvenire in precedenza.

L'assistenza umanitaria dell'esercito ha sempre luogo a titolo sussidiario
− rispetto alle organizzazioni nazionali competenti (DFAE, DSC/ambito AU+CSA),
− rispetto alle organizzazioni/alle autorità competenti sul posto.

I partner civili assumono la responsabilità complessiva e garantiscono l'osservanza dei principi umanitari e degli standard.

L’appoggio all’assistenza umanitaria ha luogo come forma ampliata dell'aiuto in caso di catastrofe all'estero (operazioni di salvaguardia delle condizioni d’esistenza all’estero). L’obiettivo dell’appoggio all’assistenza umanitaria è in primo luogo quello di salvare vite e di consentire la sopravvivenza di persone in pericolo. Questo può comprendere anche il ripristino delle infrastrutture vitali. L’assistenza militare dipende dai criteri del partner civile da appoggiare, dalle necessità delle vittime e dalle possibilità dell’esercito.

Le elevate esigenze poste nell’ambito dell'appoggio all’assistenza umanitaria rendono necessario l'impiego
esclusivo di moduli d'impiego specialmente definiti, istruiti e preparati.

I seguenti contributi dell’esercito sono attualmente possibili:
− salvataggio;
− mobilità aerea;
− protezione;
− logistica;
− comunicazione;
− coordinamento / consulenza.


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