Prospettive di carriera nelle missioni di promovimento della pace
Gli impieghi di promovimento della pace avvengono su base volontaria. Per soddisfare la crescente domanda in settori altamente specializzati come lo sminamento o la ricognizione aerea, sono state create opportunità di carriera più lunghe.

Testo: Dr. Michael Freudweiler, sostituto comandante SWISSINT
La legge federale sull’esercito e l’amministrazione militare stabilisce che un impiego di promovimento della pace è prestato su base volontaria; ciò ha conseguenze operative. I militari svizzeri nelle missioni internazionali ricoprono funzioni che siamo in grado di assegnare con successo pur competendo con il mercato del lavoro in Svizzera. Un impiego all’estero è spesso interessante per i giovani che stanno completando la loro formazione e sono alla ricerca di una prima esperienza. È invece più difficile quando abbiamo bisogno di persone specializzate ed esperte che possano svolgere a lungo termine il lavoro richiesto da queste funzioni.
Priorità agli high value asset
Il 25 novembre 2020 il Consiglio federale ha stabilito diversi parametri fondamentali nell’ambito delle sue riflessioni sull’ulteriore sviluppo del promovimento della pace. Uno di questi parametri fondamentali prevede che la Svizzera continui a concentrarsi su servizi di qualità, in particolare sugli high value asset richiesti a livello internazionale. Con un’offerta svizzera che si concentrata in misura ancora maggiore sulle prestazioni di qualità elevata in nicchie particolarmente richieste, aumenterà la necessità di personale specializzato nel servizio di promovimento della pace.
Opportunità di impiego flessibili e personalizzate
Per realizzare questo elemento fondamentale del rapporto, sono previste opportunità di occupazione e di impiego flessibili e personalizzate per tutti i tipi di persone e gruppi: per i collaboratori civili e militari nonché per i militari di milizia. Le basi e le direttive necessarie sono state adeguate per aumentare la durata dei contratti dei volontari per gli impieghi nel promovimento militare della pace fino a un massimo di cinque anni (invece dei precedenti sei o dodici mesi), con la possibilità di prorogarli una volta. Per raggiungere un ragionevole equilibrio tra investimento ed efficienza, una parte del periodo contrattuale può essere utilizzata per l’istruzione e la preparazione all’impiego, e una parte più lunga per l’impiego stesso o per diversi impieghi consecutivi.
Possibilità di carriera nel promovimento della pace
Tale istruzione rende possibile l’impiego di volontari (membri della milizia, civili, militari di professione o esterni) in funzioni per le quali in precedenza veniva preso in considerazione soltanto o quasi esclusivamente il personale del DDPS. Questa misura consentirebbe, per esempio, di offrire a un addetto allo sminamento l’opportunità di partecipare a un’istruzione supplementare per sostenere una missione ONU nel campo del disarmo, della smobilitazione e della reintegrazione (DDR) e, dopo un certo numero di impieghi in questo ambito, di essere impiegato come esperto nel campo della riforma del settore della sicurezza (SSR). Potenzialmente, una simile carriera potrebbe svilupparsi anche nel campo della gestione delle armi e delle munizioni e aiutare le forze armate ad amministrare in modo appropriato le loro scorte, come nell’attuale progetto in Bosnia ed Erzegovina. Allo stesso modo, in alcuni campi in cui l’istruzione richiede più tempo, come quello dei piloti di droni, potremmo istruire dei volontari disposti a svolgere un impiego: in tal modo non vi sarebbe alcun impatto sulla sicurezza in Svizzera. Dopo alcuni anni questi volontari tornerebbero al sistema di milizia e porterebbero con sé una grande esperienza utile per l’esercito.
Adeguamento della legge militare
Un’altra questione riguarda la modifica della legge militare, volta a consentire l’invio di esperti militari senza un mandato esplicito da parte dell’ONU o dell’OSCE. Grazie a queste misure, sia il DFAE sia le organizzazioni internazionali o regionali, come l’ONU, l’OSCE, l’UE, l’ECOWAS o l’Unione africana, possono beneficiare del know-how di tali esperti militari nell’ambito di processi di pace e su richiesta delle parti in conflitto. L’adeguamento della legge militare è previsto per il 2026. Consentirebbe l’impiego presso l’ONU di specialisti che per brevi periodi di tempo si recherebbero nelle aree di crisi in qualità di esperti, rafforzando così la prevenzione dei conflitti. Anche in questo caso, l’obiettivo è reclutare volontari che lavorino da un quartiere generale dell’ONU per partecipare a missioni relativamente brevi su incarico dell’ONU. Gli specialisti metterebbero a disposizione le loro conoscenze specialistiche in campo militare in base alle esigenze del rispettivo Stato.
Questi sviluppi riguardanti la carriera nell’ambito del promovimento militare della pace, inizialmente previsti per una decina di esperti, danno all’esercito una maggiore flessibilità e consentono di rispondere meglio alle esigenze dei partner internazionali. Inoltre, offrono un certo grado di sicurezza del lavoro e danno una prospettiva ai volontari che si impegnano a favore del servizio di promovimento della pace in seno all’esercito.
