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ComunicazioniPubblicato il 12 novembre 2024

«Un impiego fuori dalla Svizzera porta sempre un valore aggiunto»

Il primotenente Justine Dognin ha iniziato la sua carriera militare nell’ottobre 2016 nelle truppe di trasmissione dell’artiglieria. Oggi la ventisettenne ginevrina è ufficiale di professione alla scuola d’artiglieria e d’esplorazione 31 a Bière. Nel 2019/2020 ha inoltre prestato un impiego di promovimento militare della pace come sostituto capo del personale presso la SWISSCOY. Nella sua intervista, Justine Dognin racconta qual è stata la sua motivazione a entrare nell’Esercito svizzero, perché ha deciso di intraprendere una carriera di ufficiale e quali sono state le sue esperienze durante un impiego all’estero nell’ambito del promovimento militare della pace.

Il primotenente Justine Dognin è un ufficiale di professione presso la scuola d’artiglieria e d’esplorazione 31 a Bière.

Testo: Stefanie Waltenspül, Comunicazione SWISSINT, a colloquio con il primotenente Justine Dognin
Foto: Primotenente Justine Dognin

Justine Dognin, cosa l’ha spinta ad assolvere la scuola reclute e, successivamente, a intraprendere la carriera di ufficiale?

In realtà, in origine il mio pensiero non era rivolto all’esercito ma alla polizia. Inizialmente vedevo l’esercito come un trampolino di lancio per poi candidarmi all’Accademia di polizia di Savatan. Volevo mettere alla prova me stessa e uscire dalla mia zona di comfort una volta terminati i miei studi. Inoltre mi è sembrato importante rendere un servizio al mio Paese. Nell’esercito ho scoperto un mondo che mi è molto piaciuto. Per questo ho deciso di continuare. Dopo aver conseguito il grado di sergente, ho deciso di intraprendere la carriera di ufficiale. Mi ero posta l’ambizioso obiettivo di partecipare alla marcia di 100 km per testare le mie capacità fisiche e mentali e per riuscire a comandare una sezione.

Cosa l’ha spinta a diventare un ufficiale di professione?

Nel 2018, al termine del mio servizio per il conseguimento del grado di caposezione, mi è stato proposto di continuare a lavorare come ufficiale a contratto temporaneo presso la scuola d’artiglieria e d’esplorazione 31 (l’allora scuola d’artiglieria 31). Ho avuto la fortuna di poter svolgere la mia attività direttamente in un team d’istruzione. Questa esperienza mi ha dato un’idea delle attività che svolge un ufficiale di professione e mi ha spinta a candidarmi. Dopo aver superato con successo le diverse procedure di selezione, nel settembre 2020, ho iniziato l’Accademia militare dopo il mio impiego di promovimento della pace.

Perché ha deciso di prestare un impiego all’estero nel quadro del promovimento militare della pace?

Nel 2019 ho voluto ampliare il mio bagaglio di conoscenze con un impiego all’estero. Ero molto interessata a conoscere l’attività dell’Esercito svizzero al di fuori dei suoi confini nazionali e a fare questa esperienza. In qualità di ufficiale di professione, ritengo molto importante aver vissuto questo aspetto dell’Esercito svizzero. Ed è stata anche una sfida personale.

Come ha vissuto questa esperienza? Quali aspetti ha trovato particolarmente positivi? Ce ne sono stati anche di negativi?

Il mio impiego è andato bene e i sei mesi sono passati molto velocemente. È stato un periodo molto interessante. Grazie alla mia funzione ho potuto vivere in un camp militare durante i sei mesi del mio impiego, interagire con i militari di altre forze armate e osservare una delle missioni del nostro esercito, vale a dire il promovimento della pace.

Qual è stato il valore aggiunto di questo impiego, sia sotto il profilo professionale ma anche personale?

Dal punto di vista professionale, grazie alla mia funzione, ho potuto sperimentare il lavoro di stato maggiore durante l’impiego e acquisire le mie prime esperienze in questo ambito. Siccome molti dei miei colleghi di stato maggiore erano militari di professione, ho beneficiato anche delle loro esperienze. Inoltre il lavoro nell’amministrazione del personale del contingente ha ampliato le mie conoscenze. A livello personale, grazie all’impiego ho consolidato la mia rete di conoscenze sia internamente all’Esercito svizzero, sia su un piano internazionale. Un impiego di sei mesi lontano dalle proprie abitudini e dalla propria routine costituisce anche un’esperienza di vita. Ma soprattutto è un’esperienza a livello umano.

In generale, consiglierebbe un impiego di questo genere alle donne e, se sì, per quale motivo?

Raccomando un impiego di questo tipo a tutte le persone motivate che vogliono uscire dalla routine quotidiana. Indipendentemente dal sesso, un impiego fuori dalla Svizzera porta sempre un valore aggiunto, sia esso personale, professionale o addirittura in entrambi gli ambiti. Il mantenimento della pace riguarda tutti noi, anche se siamo diversi.

Nella sua funzione è tra l’altro responsabile dell’istruzione e della condotta delle reclute e dei futuri quadri.