«Per noi la gestione della diversità è molto importante»
Signor Rebord, lei ha istituito quella che in molti chiamano “Scuola reclute light” con marce più leggere e con scarpe comode... Volete rendere il militare più attraente?
Philippe Rebord: Direi piuttosto che vogliamo mettere in forma le reclute in maniera più graduale. È una formula che funziona, ci sono meno infortuni e meno licenziamenti per ragioni mediche.
Altra questione importante: le donne. Secondo lei è giusto che anche per loro vi sia l'obbligo di leva?
Questa è una domanda politica. Senz'altro ritengo che dovrebbero esserci più donne nell'esercito, hanno qualcosa di diverso e importante da dare soprattutto nell'ambito della mediazione con la popolazione civile. Lo confermano le missioni internazionali come Swisscoy in Kosovo, lì il 22% dei militi sul campo è femmina mentre nell'esercito è dello 0,7%.
Alla fine di quest'anno lascerà per motivi di salute, che farà?
Mi dedicherò alla famiglia e finalmente avrò un po' di vita sociale! Da capo dell'esercito non ho molto tempo libero e non vedo un concerto da anni... E ho anche promesso a mia moglie di imparare a stirare.
