print preview Ritornare alla pagina precedente Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo

Risposte poco serie durante i rilevamenti di dati

Gli studi psicologici si basano spesso su questionari per sondare in maniera sistematica gli atteggiamenti e le caratteristiche delle persone. Tuttavia, se tali questionari non vengono compilati in maniera veritiera, i risultati vengono alterati e le conseguenze possono essere gravi. Philippe Goldammer, assistente scientifico presso la cattedra di Psicologia militare dell'Accademia militare (ACMIL) del PF di Zurigo, ha condotto una ricerca sul fenomeno delle «Risposte poco serie durante i rilevamenti di dati», da cui ha poi tratto chiare raccomandazioni.

30.03.2020 | Comunicazione ISQE, Michelle Steinemann

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Immagine simbolo (VBS/DDPS)

Grazie agli attuali mezzi tecnologici esistono oggi diverse possibilità per osservare letteralmente all'interno della testa delle persone, ad esempio misurando l'attività cerebrale. Tuttavia la maggior parte degli studi fa ancora capo ai questionari per il rilevamento dei dati. In questo caso le persone che partecipano all'inchiesta sono invitate a rispondere il più onestamente possibile a una serie di domande. Il problema è che non sempre i partecipanti sono motivati a rispondere in maniera veritiera o a leggere le domande e così mettono le crocette a caso. In psicologia questo fenomeno è detto «careless responding», ossia «risposta negligente». Quale conseguenza possono essere adottate ad esempio direttive d'azione non efficaci sul piano organizzativo oppure misure inadeguate nell'ambito della selezione e dello sviluppo dei capi.

Dal progetto allo studio

Lo studio pubblicato si compone di due parti. Nella prima parte è stata verificata l'efficacia delle modalità più comuni per individuare i «comportamenti responsivi poco seri». Cinque procedimenti dei sette testati si sono rivelati efficaci, tra questi ad esempio il tempo di risposta per ogni domanda. Le persone che selezionano una risposta a caso reagiscono molto più velocemente di chi invece legge con attenzione le domande. Nella seconda parte dello studio queste cinque procedure rivelatesi efficaci sono invece state applicate a un rilevamento di dati precedentemente effettuato.

Il 33% delle risposte è poco serio

Tra il 2013 e il 2015 Goldammer e il suo team hanno interpellato 8838 reclute sul tema della leadership nell'Esercito svizzero. I dati acquisiti all'epoca sono stati valutati un'altra volta per evidenziare gli effetti dei comportamenti responsivi poco seri anche al di fuori del laboratorio di ricerca. Al riguardo è emerso che il 33% dei partecipanti ha risposto in modo non veritiero e quindi un terzo dei dati ha dovuto essere eliminato per non trarre conclusioni errate dallo studio.

Goldammer, P., Annen, H., Stöckli, P. L., & Jonas, K. (2020). Careless responding in questionnaire measures: Detection, impact, and remedies. The Leadership Quarterly, 101384.

 

Intervista a Philippe Goldammer

Philippe Goldammer è assistente scientifico presso la cattedra di Psicologia militare e sostiene la ricerca e l'insegnamento. Ha iniziato la sua attività presso l'ACMIL nel 2011 quale praticante universitario. Dal 2012 al 2016 ha diretto il progetto di ricerca «Valutazione della selezione dei quadri». I dati raccolti per la ricerca gli sono serviti quale base per la sua dissertazione presentata nel 2018.

Se il 33% delle risposte è stato fornito in maniera poco seria, i risultati dello studio del 2016 sono ancora utilizzabili?

Sì, lo sono. Già durante la valutazione statistica di allora avevamo stralciato dallo studio gran parte di queste persone che avevano risposto in maniera inattendibile.

In che maniera i dati risultano distorti se le risposte inattendibili non vengono filtrate?  

I risultati sono comunque ancora visibili nei dati, tuttavia risultano meno riconoscibili. È come se sopra ai dati venisse posato un velo.

Che cosa significa per Lei poter pubblicare nella rivista «The Leadership Quarterly»?

È incredibile che siamo riusciti a inserire una pubblicazione con i dati del progetto del 2016 nella terza più importante rivista nel campo della leadership. Si tratta di una vera e propria attestazione di qualità per la nostra attività di ricerca presso l'ACMIL. In questo modo ci garantiamo visibilità e ci facciamo conoscere anche dai ricercatori a livello internazionale.

Quali insegnamenti sono stati tratti da questo studio per la ricerca presso l'ACMIL?

Dobbiamo fare in modo che i partecipanti allo studio restino motivati affinché rispondano in maniera coscienziosa. Ad esempio mettendo loro a disposizione i rispettivi risultati o i risultati generali dello studio, oppure mostrando loro in maniera comprensibile l'obiettivo e il senso del rilevamento dei dati nonché il motivo per cui è fondamentale che rispondano in maniera scrupolosa. E infine siamo diventati ancora più consapevoli dell'importanza di tali screening e del fatto che debbano essere assolutamente effettuati. Per gli studi viene sempre interpellato un 15% circa in più di persone in modo da poter filtrare le risposte inutilizzabili pur continuando ad avere un numero sufficientemente elevato di campioni.

Che cosa raccomanda ai ricercatori?

Occorre interpellare il 15% in più di persone rispetto a quanto sarebbe necessario, in modo da poter eliminare le risposte inutilizzabili senza ridurre l'eloquenza dei dati. Inoltre i partecipanti all'inchiesta devono restare motivati e a posteriori bisogna stralciare dal rilevamento i dati falsati ricorrendo a test statistici.