print preview Ritornare alla pagina precedente Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo

ACMIL | Studio «Sicurezza 2017»

Ottimismo per il futuro della Svizzera, pessimismo per la situazione politica internazionale

26.05.2017 | Dr. phil. Tibor Szvircsev Tresch

L’elettorato svizzero si sente molto sicuro e guarda in modo ottimistico al futuro del nostro Paese. Quest’anno ripone una fiducia nettamente superiore alla media nelle autorità civili e nelle istituzioni, oltre a dirsi soddisfatto dell’Esercito svizzero. Al contrario, lo sviluppo futuro della situazione politica a livello mondiale continua a essere valutato in modo pessimistico dalla popolazione svizzera. Le cittadine e i cittadini attribuiscono una priorità elevata alla lotta al terrorismo. Il 29% degli intervistati ha cambiato le proprie abitudini di viaggio a causa del terrorismo. L’elettorato svizzero s’informa sulla politica di sicurezza e l’esercito prevalentemente attraverso i media tradizionali, quali i giornali, la televisione e la radio. Questo è quanto emerge dai risultati dello studio «Sicurezza 2017» svolto dall’Accademia militare presso il Politecnico federale di Zurigo e dal Center for Security Studies, sempre del PF di Zurigo. 

Sicurezza e ottimismo

Le cittadine e i cittadini svizzeri si sentono molto sicuri. Il senso di sicurezza generalizzato si attesta al 93% (+7%), il valore più alto di sempre. Anche negli spazi pubblici il 79% (-2%) dichiara di sentirsi al sicuro. Rispetto al 2016 molte più persone guardano con ottimismo al futuro del Paese (82%, +7%). 

Fiducia

Nel 2017 la fiducia nelle istituzioni e nelle autorità si situa al di sopra della media pluriennale (2017: 6,7 su una scala da 1 a 10, media pluriennale 6,3).  La fiducia nella polizia continua a presentare il valore più elevato (7,9, ±0,0), seguita da quella nei confronti dei tribunali (7,4, +0,1). Al terzo posto troviamo il Consiglio federale con 7,1 (+0,1). Le posizioni intermedie sono occupate dall’economia svizzera (6,8, ±0,0), dall’esercito (6,8, +0.1) e dal Parlamento (6,6, +0,1). La minor fiducia continua a essere riposta nei partiti politici (5,5, +0,2) e nei media (5,5, +0,4). Tuttavia, rispetto allo scorso anno, la fiducia nei confronti di queste ultime due categorie è aumentata significativamente. 

Soddisfazione nei confronti dell’Esercito svizzero

Nel complesso l’elettorato svizzero si dichiara soddisfatto dell’esercito. L’82% (-2%) è del parere che sia necessario: un risultato nettamente superiore alla media. Per il 46% (±0%) degli intervistati la sfera militare riveste un ruolo centrale nella vita dei cittadini svizzeri. Una maggioranza pari al 59% (+2%) predilige l’esercito di milizia rispetto a quello di professione. Nel confronto pluriennale la soddisfazione delle cittadine e dei cittadini svizzeri nei con-fronti delle prestazioni dell’Esercito svizzero è superiore alla media (6,5 su una scala da 1 a 10, +0,2). La maggior parte della popolazione ritiene che la quota attuale delle spese per la difesa sia adeguata (49%, +1%) o addirittura troppo bassa (12%, -2%). 

Abitudini nella ricerca delle informazioni relative a temi di politica della sicurezza

Le cittadine e i cittadini svizzeri ricorrono prevalentemente ai media tradizionali, quali i giornali, la televisione e la radio, per acquisire informazioni in materia di tematiche rilevanti per la sicurezza. In particolare due terzi utilizzano sia canali d’informazione analogici, sia digitali.                  Un terzo (32%) degli intervistati ritiene che i social media siano canali adeguati per diffondere informazioni relative alla sicurezza o all’Esercito svizzero. 

Valutazione pessimistica della situazione politica internazionale

L’elettorato svizzero ha una visione molto pessimistica della situazione politica mondiale futura (73%, -1%). Quest’opinione negativa nei confronti della realtà internazionale si attesta, proprio come nel 2016, al livello più   alto di sempre. 

Cambiamento delle abitudini di viaggio a causa del terrorismo

L’89% (+2%) degli intervistati appoggia l’intensificazione della lotta al terrorismo. In conseguenza degli attentati terroristici all’estero il 29% delle cittadine e dei cittadini svizzeri dichiara di aver modificato le proprie abitudini di viaggio. Di questi, l’84% consulta i consigli di viaggio della Confederazione e il 75% evita di recarsi in Paesi nei quali si sono verificati di recente attentati terroristici. A causa del terrorismo su scala mondiale il 40% degli intervistati trascorre le proprie vacanze soltanto in Europa e il 35% ha paura di visitare grandi città. 

Neutralità e scarsa disponibilità all’apertura

La neutralità continua a godere di ampi consensi da parte dell’elettorato svizzero. Il 95% (±0%) degli intervistati si dichiara favorevole al suo mantenimento e per l’84% (–1%) questo principio è collegato in modo indissolubile all’idea svizzera di Stato. Ciononostante la sua applicazione pratica è messa maggiormente in discussione. Un numero di gran lunga più elevato di intervistati è dell’opinione che la stretta interdipendenza politica ed economica con altri Stati renda impossibile la neutralità della Svizzera (37%, +9%) e che oggigiorno non sia più plausibile proteggerla militarmente (51%, +6%). La ridotta disponibilità all’apertura è evidente nel fatto che per le cittadine e i cittadini svizzeri l’adesione alla Nato (19%, 0%) o all’UE (15%, –1%) non venga presa in considerazione. Invece la collaborazione economica con l’UE continua a incontrare ampi consensi (81%, ±0%). 

Svolgimento dello studio

La raccolta dei dati per lo studio «Sicurezza 2017» ha coinvolto 1209 cittadine e cittadini in tutte e tre le regioni linguistiche della Svizzera, che sono stati contattati telefonicamente tra il 4 e il 23 gennaio. L’istituto di ricerca LINK si è occupato del rilevamento. L’errore di campionatura si situa attorno al ±2,8%.

Studio «Sicurezza 2017»