print preview Ritornare alla pagina precedente Scuola per sottufficiali di professione dell'esercito

«Amo il mio lavoro!» – Un allievo della SSPE racconta

«Qui impariamo ogni giorno qualcosa di nuovo, il livello degli istruttori è elevato e i corsi esterni mi piacciono molto». Il sergente maggiore capo Flamur Avdimetaj, al secondo anno della sua formazione presso la Scuola per sottufficiali di professione dell'esercito (SSPE) a Herisau, è soddisfatto della sua scelta professionale. Durante un esercizio di tre giorni nei pressi di Bülach ci racconta perché si sente al 100% nel suo elemento.

19.07.2017 | Capo Comca ISQE

«Il sgtm capo Flamur Avdimetaj (a destra) e il sgtm capo Sylvain Crettenand durante la guardia»
«Il sgtm capo Flamur Avdimetaj (a destra) e il sgtm capo Sylvain Crettenand durante la guardia»

Al sgtm capo Avdimetaj non sembra mai essere mancata la motivazione e l'energia. Lo sportivo 26enne, cresciuto vicino a Thun, ha assolto un apprendistato come polimeccanico. In seguito ha iniziato direttamente la SR come membro d'equipaggio fant. Ha poi pagato il grado presso la SR fant 3 a Bière. «Ero in una sezione composta esclusivamente da romandi», afferma sorridendo e aggiunge: «Così ho avuto modo di imparare perfettamente il francese». Con il suo camerata, sgtm capo Sylvain Crettenand, conversa infatti senza problemi.

È una calda giornata di inizio estate. I due partecipanti al corso di formazione di base (Cfo base) 2016-2017 della SSPE stanno facendo la guardia davanti all'edificio multiuso a Höri bei Bülach. Sono nel bel mezzo di un esercizio incentrato sull’appoggio a favore delle autorità civili in caso di evento reale. «L'edificio multiuso funge da centrale di comando; alcuni nostri camerati stanno attualmente facendo la guardia alle recinzioni e ai cancelli dell'aeroporto qui vicino o a un deposito di munizioni», spiega il sgtm capo bernese.

I circa 40 soldati della sezione sono suddivisi in quattro gruppi. In questa sequenza dell'esercizio il sgtm capo Viviane Schaaf assume il ruolo di caposezione. «Vi è un periodo di siccità in Europa, l'Esercito svizzero deve garantire l'approvvigionamento idrico del nostro Paese», così descrive la 29enne lo scenario dell'esercizio. La lotta per le materie prime è iniziata, i profughi provenienti da Paesi meridionali cercano di raggiungere il Nord. Si registrano disordini, non solo in Svizzera; inoltre si devono prevedere attentati. «Abbiamo realizzato dei checkpoint; cerchiamo di garantire e assicurare l'esercizio nella zona di prontezza», prosegue Schaaf.

«Il sgtm capo Viviane Schaaf (a destra), provvisoriamente designata come caposezione»
«Il sgtm capo Viviane Schaaf (a destra), provvisoriamente designata come caposezione»

Il sgtm capo Avdimetaj appunta rapidamente qualcosa sul suo giornale di combattimento. Il Cfo base gli piace, uno dei momenti salienti per lui è stato il corso di alpinismo invernale tenutosi ad Andermatt. «La mattina mi alzo senza fatica perché amo il mio lavoro! La scuola sottufficiali era dura ma anche avvincente», racconta Avdimetaj e aggiunge: «Lavoro molto volentieri con la gente e trovo interessante osservare per esempio come evolvono le reclute dall’entrata in servizio il primo giorno fino al termine della SR». In tal senso, quale futuro sottufficiale di professione ha fatto la scelta giusta: da istruttori nelle scuole reclute e per i quadri a coach di quadri di milizia e collaboratori negli stati maggiori, i sottufficiali di professione hanno a disposizione molte opzioni.

Il sgtm capo Schaaf torna al tavolo dei due camerati di guardia, spiega brevemente la rotazione dei compiti e invia Avdimetaj e Crettenand a effettuare la guardia ai veicoli presso il parcheggio vicino. Una volta concluso il corso di formazione di base alla SSPE, il sgtm capo Avdimetaj presterà nuovamente un servizio comandato a Bière. È contento non solo perché conosce già il luogo. Dal Cantone di Vaud la strada per tornare a casa dalla moglie e dalla figlia appena nata sarà un po' più breve.