print preview Ritornare alla pagina precedente Formazione d’addestramento del genio/salvataggio/NBC

Ponte militare sostituito a Bondo

L’Esercito svizzero ha sostituito il ponte militare installato a Bondo (GR) nell’autunno 2017, dopo la frana del Pizzo Cengalo. Il ponte d’appoggio 46m ha lasciato il posto ad un ponte militare Mabey, che nella zona sicura offrirà un accesso alternativo al paese, verosimilmente sino al 2023. Una via di fuga che nessuno spera di dover riutilizzare.

21.03.2019 | Comunicazione Difesa, Giorgio Krüsi

Bondo
Prosegue sino all’imbrunire l’instancabile lavoro dei militi del battaglione d’intervento in caso di catastrofe.

Nevicava quando, durante la notte, il convoglio militare attraversava il passo dello Julier e poi quello del Maloja per raggiungere la Val Bregaglia. Fortunatamente il cantiere si è poi aperto col sole, anche se la mattina il termometro restava sotto lo zero.

Settimana scorsa una sezione del battaglione d’intervento d’aiuto in caso di catastrofe ha cominciato la sostituzione del ponte militare installato a sud di Bondo dopo la frana del Pizzo Cengalo. D’intesa con l’autorità comunale e cantonale, il ponte d’appoggio 46m posato nell’autunno 2017 quale accesso sicuro al paese, è stato così sostituito con un ponte militare Mabey.

Anche per preparare il sedime alla posa del nuovo ponte, sono stati impiegati diversi macchinari pesanti dell’esercito, che hanno anche richiesto una breve interruzione della corrente sulla linea di alta tensione o una chiusura parziale della strada principale. Non vi sono però stati grandi inconvenienti e sono bastati pochi giorni per compiere l’opera: il nuovo manufatto del peso di circa 60 tonnellate è posato e rimarrà a Bondo verosimilmente sino al 2023.

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Marcello Crüzer

Questa via sicura a sud di Bondo è di fondamentale importanza. E’ rassicurante sapere che l’esercito ci affianca dal fatidico 23 agosto 2017.

Marcello Crüzer, responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Bregaglia.

«Questa via sicura a sud di Bondo è di fondamentale importanza: verrebbe riaperta per l’uscita ed entrata nel caso di ulteriori colate», precisa Marcello Crüzer, responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Bregaglia. «E’ rassicurante sapere che l’esercito ci affianca dal fatidico 23 agosto 2017. Un aiuto destinato a prolungarsi nel tempo.»

I ventisette militi di milizia in ferma continuata del comando di Bremgarten avevano poco tempo per ripiegare il ponte precedente, per preparare il nuovo basamento e per posarvi il nuovo manufatto. «Siamo formati per intervenire nel breve tempo. Per noi quadri si trattava prima di pianificare l’azione, poi di condurla e accompagnarla», confida il capo-sezione primotenente Jesse Rüegg, contento di rientrare dall’estate prossima, dopo due anni di servizio militare, nella sua vita civile di giardiniere.

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Iten Jesse Rüegg

Siamo formati per intervenire nel breve tempo. Per noi quadri si trattava prima di pianificare l’azione, poi di condurla e accompagnarla.

Iten Jesse Rüegg, capo-sezione bat int acc.

Dopo gli interventi d’emergenza delle prime ore, la sorveglianza a monte e a valle del Cengalo, le prestazioni nell’ambito delle telecomunicazioni e della viabilità, un ultimo segno della presenza militare dopo il disastro del 2017 è costituito dal nuovo ponte appena installato. Come una polizza assicurativa, che si spera di mai dover riutilizzare.

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Il convoglio militare sul Maloja innevato