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«Bigfoot» in impiego per la sicurezza

C'è molto da fare nel cielo sopra la Svizzera. Il capitano Lukas "Bigfoot" Nannini è uno di quei piloti militari di professione che non restano mai senza lavoro, poiché lui e i suoi colleghi garantiscono la sicurezza nel frequentatissimo spazio aereo svizzero. In qualità di membro della squadriglia di volo 17, i "Falcons", nel cockpit di un F/A-18 è un tassello del mosaico che protegge la Svizzera nella terza dimensione.

09.09.2020 | Comunicazione Difesa, Giorgio Krüsi

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(Foto: VBS/DDPS, Giorgio Krüsi e CME)

Il capitano Lukas Nannini (31) conosce la topografia della Svizzera con le sue valli, i fiumi e le montagne come il palmo della sua mano. Dopo tutto, da cinque anni contribuisce alla protezione dello spazio aereo svizzero in numerose missioni. Questo è il suo lavoro quotidiano. Tuttavia, "Bigfoot" ha dovuto svolgere per anni addestramenti intensivi prima di entrare a far parte nel 2015 dei "Falcons" di Payerne, prendendo così i comandi di un F/A-18 quale pilota militare professionista compiutamente istruito. Il premio è un compito poliedrico che ha come obiettivo niente di meno che la protezione della Svizzera e della sua popolazione.

Impegno, curiosità e passione

Lukas Nannini, cresciuto in Ticino, è stato spinto fin da piccolo dall'impegno e dalla curiosità - quest'ultima lo ha avvicinato al fascino dell'aviazione. «Durante le lezioni di fisica al liceo di Bellinzona, sono rimasto affascinato dalle leggi e dalle forze che regolano il volo», spiega il pilota di caccia. Così Nannini si è iscritto ai corsi di Sphair, la piattaforma formativa delle Forze aeree svizzere. Molto presto scoprì così la sua passione per il volo.

Nannini ha assolto la scuola ufficiali della difesa contraerea a Emmen ed è stato accettato nella scuola piloti all'età di vent'anni, dopo aver superato con successo i test attitudinali fisici e mentali nonché le prove sul PC-7. Dopo cinque anni di addestramento, nel 2015 "Bigfoot" ha preso i comandi di un F/A-18 e un anno dopo ha completato il team della Patrouille Suisse, dove attualmente ricopre il ruolo di secondo solista. È inoltre istruttore di volo sul PC-7, dove non solo insegna ai giovani piloti la tecnica del volo, ma trasmette loro anche i valori di apertura, modestia e disponibilità al sacrificio.

Nel cockpit giochi in squadra

Essere un pilota di caccia significa innanzitutto prendere decisioni, con un margine di errore estremamente ridotto, dice Nannini. Di fatto nella cabina sei solo, «ma allo stesso tempo sei un teamplayer, in costante comunicazione con i tuoi colleghi di volo, con i controllori del traffico aereo, con l'equipaggio di terra.» I piloti di jet da combattimento, che nel servizio di polizia aerea vegliano alla sicurezza sopra la Svizzera, non sono combattenti solitari, ma parte di un insieme.

Prontezza permanente

Nei cieli svizzeri succede sempre qualcosa: ogni giorno 3'500 aerei attraversano lo spazio aereo svizzero, rendendolo uno dei più trafficati d'Europa. Nel 2019 sono stati registrati 1,3 milioni di movimenti aerei civili e militari. Nannini spiega che è quindi un presupposto essenziale per la sicurezza della Svizzera che la prontezza immediata possa essere garantita in ogni momento. «Dobbiamo essere in grado di intervenire entro pochi minuti.» Ecco perché gli equipaggi sono in standby permanente presso una base aerea con una rotazione di 3 giorni e mezzo.

Missioni variegate

Oltre alla sorveglianza quotidiana dello spazio aereo, Nannini è regolarmente in volo per delle cosiddette "live missions" non appena è richiesta l'autorizzazione diplomatica per velivoli di Stato stranieri civili o militari. Questo accade mediamente 300 volte all'anno. Gli F/A-18, invece, vengono ingaggiati circa 20 volte per delle "hot missions" quando lo spazio aereo o le regole del traffico aereo sono gravemente violate o un aereo incontra problemi tecnici. Ci sono piloti, spiega Nannini, «che si dimenticano di sincronizzarsi sulla giusta frequenza radio, o che non rispettano i piani di volo, mentre altri sono in difficoltà, per esempio, a causa di condizioni meteorologiche avverse.» E poi ci sono quelli che volano senza autorizzazione.

Oltre al servizio di polizia aerea (PA24), Bigfoot è in volo anche quando in Svizzera si tengono conferenze internazionali, cosa frequente grazie al suo statuto di neutralità e perché è sede di numerose organizzazioni internazionali. Anche questi eventi devono essere protetti dall'alto in conformità con gli obblighi previsti dal diritto internazionale.