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Affinché le Forze aeree possano volare

Il responsabile del servizio di volo sa quale personale sia necessario in un determinato posto e quali velivoli siano necessari in un determinato momento per adempiere i compiti del servizio di polizia aerea e di difesa aerea e per gli esercizi. Rappresenta l'elemento di collegamento tra il comando, i piloti e la manutenzione e con il suo team fa in modo che tutto funzioni, sia a terra che in aria.

24.10.2018 | Comunicazione Difesa

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I compiti delle Forze aeree svizzere sono rapidamente formulati, ma il programma alla base è molto fitto: il servizio di polizia aerea e la difesa aerea per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo, il trasporto aereo e la ricognizione aerea. Si effettuano voli nell'ambito di missioni e di allenamenti. Alle spalle vi è il compito tutt'altro che banale dei rispettivi responsabili del servizio di volo presso gli aerodromi militari: il coordinamento con il comando e i piloti, le decisioni in merito all'impiego dei singoli aeromobili e del relativo personale e le necessarie qualificazioni specialistiche per ogni compito.

Il responsabile del servizio di volo dell'aerodromo militare di Meiringen, Andreas Stucki, è entusiasta della complessità del suo compito: «Sono un mediatore tra diverse culture lavorative. Ogni giorno è diverso dall'altro e per me è il posto più interessante in quest'aerodromo». Andreas Stucki ha concluso l'istruzione quale meccanico, ha assolto perfezionamenti sugli elicotteri e nel contempo è ufficiale dell'esercito con il grado di capitano. Durante il suo impiego in Kosovo come dispatcher d'elicottero sono state poste le prime basi per il suo attuale lavoro: il coordinamento di diversi specialisti per il servizio di volo come pure un buon acume per la collaborazione internazionale, ad esempio nell'ambito di esercitazioni delle Forze aeree con partner stranieri.

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Il responsabile del servizio di volo, Andreas Stucki, osserva le attività in corso all'aerodromo.

Nel team Supporto servizio di volo a Meiringen lavorano tra gli altri meccanici e specialisti in avionica. A tale riguardo sono necessarie differenti qualificazioni. A seconda della necessità, oltre al servizio di volo con jet da combattimento, nel team dev'essere presente qualcuno con certificazione per gli elicotteri Super Puma o EC635, qualora siano previste operazioni con gli elicotteri. Altri compiti di coordinamento sono quelli concernenti il servizio di picchetto incidenti (pompieri d'aerodromo), l'impianto di bloccaggio per i jet da combattimento (per frenare rapidamente in caso di problemi tecnici) come pure i meccanici di avionica e gli armaioli. Anche i giovani collaboratori devono essere in grado di lavorare sugli ormai antiquati jet da combattimento F-5 Tiger.  Per oltre 6 mesi all'anno l'aerodromo militare di Meiringen dispone il cosiddetto «PA24 Alternate», vale a dire che si tiene in stato di prontezza per fornire appoggio all'aerodromo di Payerne nell'ambito del servizio di polizia aerea.

Nel frattempo la pianificazione degli impieghi e delle flotte si estende anche al di là dei confini nazionali: una o due volte all'anno le Forze aeree svizzere svolgono allenamenti all'estero. Attualmente sono previsti i preparativi per l'allenamento di volo notturno che si svolgerà nel mese di novembre in Scozia. «Si tratta di una buona esperienza per collaborare con partner provenienti da altre culture. Si impara molto quando si esce dal proprio mondo», afferma Stucki.

Senza manutenzione non può decollare alcun jet da combattimento o elicottero e non può aver luogo alcun esercizio o alcuna missione. Andreas Stucki indica il rivestimento davanti agli hangar: «Siamo responsabili di tutto quello che passa su questo pavimento, si può dire». La manutenzione e il coordinamento sono i presupposti fondamentali affinché le Forze aeree possano volare, semplicemente la base. Non è una responsabilità gravosa? «Lo considero un privilegio. Ogni volta che vedo decollare un jet da combattimento, sono pieno di soddisfazione e di orgoglio. E dico a me stesso: siamo noi a renderlo possibile!», conclude Andreas Stucki.

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