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Dall’alba al tramonto, dalla colazione alla cena

Il servizio di guardia al WEF è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Persone e cose vengono tenute sotto sorveglianza tutto il giorno: un lavoro a turni estenuante per la guardia. Siamo andati a vedere come funziona.

26.05.2022 | CUMINAIVEL | sa/ab


La colonnina di mercurio segna 28 gradi: il clima ideale per andare piscina, fare una nuotata e poi mangiarsi un gelato. Già, proprio un bel gelato sarebbe perfetto in questo momento. Qui, in guardia, la situazione è decisamente meno idilliaca: soldati sotto il sole cocente, equipaggiati con giubbotti antiproiettile, arma a tracolla e spray irritante a portata di mano. Gocce di sudore che scorrono sulla fronte, sul collo e poi lungo la schiena: «Come non mai rivogliamo indietro l’inverno – scherza il sergente (sgt) Franco Vivace – Con i 30 gradi che ci sono in questi giorni, sogno la neve e il freddo. Però manca soltanto mezz’ora, poi potremo andare a dormire». Durante il WEF, infatti, i soldati rimangono per mezza giornata nel posto di guardia, poi arriva il tanto agognato cambio. 

Quello che più manca: la libera uscita

Il soldato Patrick Herrmann preferisce il servizio al WEF rispetto al classico corso di ripetizione. «Qui abbiamo modo di confrontarci con molti altri militi, perciò non ci si annoia così in fretta». È il continuo andirivieni a rendere interessante il compito della guardia. Hermann ci dice che ormai si sono anche abituati alla nuova routine quotidiana: i soldati cambiano ogni 12 ore secondo il programma di guardia. «In questo periodo non è prevista nessuna libera uscita, ma se si reintroducesse anche subito non sarei contrario», aggiunge il soldato.

Il servizio pasti è fondamentale

Per permettere alla guardia di rifocillarsi durante i turni, il team di cucina si divide in un gruppo per il giorno e uno per la notte. «Il servizio continua normalmente per noi. Il servizio di guardia si basa sui nostri ritmi», ci spiega il furiere Heer. «Durante la missione, ogni pasto viene servito due volte. Alcuni fanno colazione la sera e cenano la mattina». Insieme al capo-cucina sgt Schärer, Heer si occupa dei pasti per le truppe e per la guardia. Per la maggior parte dei cuochi, il lavoro a turni è una nuova esperienza e una sfida entusiasmante. Un effetto positivo sul lavoro in cucina che si riflette anche sui soldati, come ci spiega ancora il sgt Vivace: «Il morale delle truppe migliora o peggiora a seconda di quello che propone la cucina. Il team ai fornelli fa un ottimo lavoro, bisogna elogiarli».


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