print preview Ritornare alla pagina precedente Comando Operazioni

Bodio e Osogna: località ideali per lo stazionamento della truppa

Con la realizzazione dell’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) l’Esercito svizzero ha confermato la volontà di mantenere a sud delle Alpi le attuali piazze d’armi e di continuare il processo di ammodernamento delle infrastrutture d’istruzione e della logistica, così come l’edificazione di nuovi comparti. I lavori in corso alla caserma di Isone impongono soluzioni alternative per l’alloggio della truppa, che si è trasferita nella Bassa Leventina e Riviera, consolidando una proficua convivenza pluridecennale fra gli abitanti delle località interessate e i militari.

17.08.2018 | col Graziano Regazzoni

Bodio e Osogna 2

Con l’implementazione dell’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), il progetto di riorganizzazione dell’Esercito svizzero operativo dal 1. gennaio 2018, in Svizzera sono previsti sostanziali cambiamenti nell’attribuzione degli stazionamenti militari. Ciò comporta da una parte la chiusura di alcune strutture, ma dall’altra offre la possibilità di migliorare e rinnovare gli stazionamenti che rimarranno attivi. Anche il Ticino, per il quale tutte le piazze d’armi sono state confermate, è toccato da questi lavori di miglioria, come testimoniano ad esempio gli importanti investimenti per l’ammodernamento del centro logistico del Monte Ceneri e la ristrutturazione della caserma di Isone.

Questi cambiamenti sul territorio ticinese costituiscono una sfida per l’ufficio di coordinazione 3, il cui compito è assicurare alla truppa gli spazi necessari per l’istruzione e le attività militari, nonché per alloggiare i militari. Come spiegato questa mattina durante un incontro con i rappresentanti della stampa, uno dei recenti compiti ricevuti dal comando della divisione territoriale 3, al quale l’ufficio di coordinazione 3 è subordinato, è stato quello di assicurare uno stazionamento per le attività della compagnia circolazione 47/6.

Con la ristrutturazione della caserma di Isone, il centro d‘istruzione forze speciali si è trasferito provvisoriamente alla piazza d’armi del Monte Ceneri. Di conseguenza è stato necessario mettere a disposizione uno stazionamento sostitutivo alle truppe della circolazione, già ubicate al Monte Ceneri. In seguito ad un’attenta ricerca, l’ufficio di coordinazione 3 ha individuato e proposto le installazioni della protezione civile di Bodio e di Osogna. La scelta è stata determinata non solo da fattori pratici (quali per esempio l’immediato accesso alle autostrade e la presenza di piazze di istruzione), ma anche dall’ottima collaborazione con le autorità locali. Le strutture sono state adattate per rispondere al meglio ai bisogni dei circa 180 militari della compagnia circolazione 47/6, e, fra una scuola reclute e l’altra, di altre unità dell’esercito che le utilizzeranno per l’assolvimento degli annuali corsi di ripetizione.

Gli spazi a disposizione della truppa sono stati presentati questa mattina ai rappresentanti dei media dal colonnello Moreno Monticelli, comandante dell’ufficio di coordinamento 3, e da Stefano Imelli e Raffaele De Rosa, sindaci di Bodio e, rispettivamente, di Riviera. Il maggiore Remo Bertuca, ufficiale professionista responsabile della compagnia circolazione, ha presentato le specificità della stessa e ha accompagnato i presenti a visitare le piazze nelle quali i militari della compagnia hanno mostrato alcune fasi dell’istruzione.

I rappresentanti dell’esercito hanno tenuto a ringraziare i sindaci delle due località e, attraverso loro, tutte le cittadine e i cittadini per la decennale proficua collaborazione con l’esercito. Quello di Bodio e di Osogna è solo uno degli esempi di ottima convivenza fra civili e militari. Senza la collaborazione da parte dei comuni e della popolazione l’esercito non sarebbe in grado di rispondere alle esigenze delle proprie truppe. Dal canto loro i sindaci Imelli e De Rosa hanno sottolineato l’importanza dei benefici generati della presenza della truppa per i due comuni da loro amministrati, così come per l’intera regione.

In generale la presenza militare sul territorio ticinese ha un forte impatto economico sui comuni. Secondo i dati dell’ufficio di coordinamento 3, nel 2017 gli oltre 300'000 pernottamenti militari in Ticino hanno fornito un indotto di circa 6.5 milioni di franchi, principalmente dovuto ad acquisti presso fornitori locali, utilizzo delle infrastrutture comunali, e spese dei militi durante le libere uscite.