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ComunicazioniPubblicato il 20 settembre 2017

«Niente è più costante del cambiamento»: le celebrazioni per lo scioglimento della Scuola di condotta unità

«Stasera stiamo scrivendo un pezzo di storia militare»: queste le parole del colonnello SMG Christoph Lehmann durante il discorso tenuto il 21 settembre sul piazzale della Caserma delle truppe bernesi. Prima dello scioglimento della Scuola di condotta unità della Scuola centrale (SC), del quale è stato comandante negli ultimi due anni, in un momento emozionante ha avuto luogo per l’ultima volta la consegna della bandiera sulle note della fanfara militare di Berna.

Il comandante ha ammesso di provare sentimenti contrastanti in merito allo scioglimento definitivo della propria scuola di condotta: un misto di dispiacere e orgoglio. «Ho trascorso due anni molto belli, che ricorderò sempre», ha continuato Lehmann, ringraziando, tra gli altri, anche il divisionario Daniel Keller, cdt dell’Istruzione superiore dei quadri dell’esercito (ISQE), e il brigadiere Peter Baumgartner, cdt SC, per la fiducia e il sostegno nei suoi confronti. Prima di rivolgersi ai partecipanti dell’ultimo corso di formazione, il comandante ha ringraziato anche i propri collaboratori attuali e passati e, con un po’ di malinconia, ha constatato: «Da domani faremo parte della storia della Caserma delle truppe bernesi».

Nel rivolgersi alla truppa dei futuri comandanti di compagnia, il colonnello Lehmann ha affermato che i sottufficiali superiori rivestono un ruolo importante: sono loro, infatti, la spina dorsale dell’esercito. Non è scontato che dei giovani decidano di intraprendere questo percorso, «Ma ciò mi mostra che vogliono garantire la sicurezza e la libertà del nostro Paese e assumersi delle responsabilità», ha continuato, sottolineando che il loro impegno merita il massimo riconoscimento.

Assumere il comando significa essere da soli. «Non c’è niente di peggio di un superiore che non è in grado di prendere decisioni», ha detto Lehmann ai suoi uomini. La cosa più difficile per un comandante di compagnia è conquistare la stima e l’approvazione dei propri subordinati. «Pretendete molto dai vostri uomini, ma trattate tutti in modo leale ed equo», ha sostenuto Lehmann, asserendo che solo così si ottiene il rispetto della truppa. Al termine del proprio discorso, l’ultimo comandante della Scuola di condotta unità ha ringraziato nuovamente la propria truppa, anche a nome della Svizzera, augurando ai suoi membri ogni bene.

Dopo aver ricevuto la bandiera, il br Peter Baumgartner si è rivolto ai presenti, dicendo di aver parlato, negli ultimi giorni, con alcuni capisezione che vorrebbero diventare comandanti di compagnia. Il comandante della Scuola centrale ha aggiunto: «Per molti di questi giovani il fatto di aver maturato esperienze di servizio positive è stato determinante nel far emergere il desiderio di diventare comandanti di compagnia». Un buon numero di loro ha visto nel proprio comandante di compagnia un esempio positivo e un modello. E anche loro, gli ultimi allievi della Scuola di condotta unità, nel prossimo futuro saranno in questa posizione, in una funzione esemplare. Baumgarten ha continuato: «Pare che una volta il generale Dufour abbia detto che un capo deve condurre con risolutezza, audacia, inventiva e astuzia, e che chi ha conquistato la fiducia dei propri uomini può combattere anche con poche persone al proprio fianco», aggiungendo che un buon comandante rafforza lo spirito di corpo della propria unità e si occupa dei suoi subordinati anche oltre gli orari di lavoro.

«Niente è più costante del cambiamento» ha proseguito il br Baumgartner. Con l’inizio dell’USEs il 1° gennaio 2018 verrà adottato un nuovo modello d’istruzione. Da quel momento l’istruzione dei sottufficiali avrà luogo nelle scuole ufficiali delle formazioni d’addestramento. «Il corso di formazione alla condotta unità si svolgerà a Lucerna.», ha specificato Baumgartner, «Il nostro corpo docente presso la Scuola centrale sarà polivalente e spero che sapremo tutti trarre profitto dalle varie sinergie».

Al termine del proprio discorso il brigadiere ha ringraziato tutti i comandanti della Scuola di condotta unità, citando in conclusione le parole del generale Guisan tratte dalle sue memorie del servizio attivo prestato tra il 1939 e il 1945: «Non si ripeterà mai abbastanza che il posto di un capitano non è in ufficio ma sul terreno».