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Estremismo in seno all'esercito

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) prende molto sul serio la problematica dell'estremismo. Nell’esercito svizzero vige l’approccio della tolleranza zero del Capo dell’esercito.

L'estremismo costituisce un problema che tocca l’insieme della società. Non si può escludere del tutto, che anche nell’esercito possano verificarsi singoli casi di atteggiamenti estremisti. L'esercito ne è consapevole ed è cosciente delle proprie responsabilità: attua infatti coerentemente le misure prescritte dalla legge e forma i propri quadri.

Principi

Come in ambito civile, la lotta contro l’estremismo in seno all’esercito è retta dai principi dello Stato di diritto. Nell'intero diritto militare non sono presenti disposizioni particolari relative all'estremismo, ad eccezione della norma penale riguardante la discriminazione razziale all'articolo 171c del codice penale militare. 

Il Capo dell'esercito stabilisce un approccio chiaro: non c'è posto per gli estremisti nell'esercito. Quale orientamento ideologico essi rappresentino è irrilevante. Come il Consiglio federale ha già dichiarato nel suo rapporto sull'estremismo nel 2004, non vanno tollerate le idee estremiste in seno al corpo degli ufficiali.

Misure precauzionali

L'esercito può prendere misure preventive contro i militari che sono sospettati di estremismo. Per esempio, si può ordinare loro il ritiro dell’arma personale o la sospensione delle chiamate in servizio. In attuazione dei requisiti di legge, queste misure possono essere prese solo se ci sono indizi di attività estremiste violente, condanne o indagini penali in corso. Le misure precauzionali possono anche essere prese se ci sono indizi di un potenziale di pericolo o di abuso per quanto riguarda l'arma personale.

In occasione del reclutamento, tutte le persone soggette all'obbligo di leva vengono sottoposte ad un controllo di sicurezza relativo alle persone (CSP; responsabile: Servizio specializzato CSP, Segreteria generale del DDPS). Poche settimane prima dell'inizio della scuola reclute viene effettuato un controllo concernente eventuali condanne da parte delle reclute (responsabile: Personale dell'esercito). Questo controllo del casellario giudiziale viene eseguito anche prima di ogni promozione di ufficiali e sottufficiali.

L'esercito dà grande importanza alla sensibilizzazione e alla formazione dei quadri. Per esempio, i capisezione, gli istruttori d'unità così come i comandanti d'unità e di scuola vengono formati in base alla loro funzione. Anche i capiposto e gli specialisti di polizia giudiziaria della polizia militare vengono formati in quest’ambito.

Servizio specializzato per l'estremismo in seno all’esercito (SSEEs)

L’SSEEs è la centrale di annuncio e consulenza in materia di estremismo in seno all’esercito. I militari di qualsiasi grado e funzione possono rivolgersi all’SSEEs, così come pure i loro parenti, le autorità cantonali e comunali, i cittadini e i rappresentanti dei media. Esso consiglia in materia di diritto, di misure di condotta e di prevenzione. L’SSEEs chiarisce gli indizi annunciati e, se necessario, assicura che vi venga dato seguito; per esempio, informa il Personale dell'esercito in caso di indizi di possibili attività estremiste violente o la polizia militare nel caso di sospetti di reato. L’SSEEs è responsabile delle sensibilizzazioni e istruzioni in numerosi corsi di formazione per quadri militari e propone altresì delle sequenze approfondite d’istruzione su temi inerenti all’estremismo.


Segreteria generale DFI Servizio specializzato per l’estremismo in seno all’esercito
Inselgasse 1
CH-3003 Berna
Tel.
+41 58 463 55 98
Fax
+41 58 462 44 37

E-Mail

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