Estremismo in seno all'esercito

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) prende molto sul serio la problematica dell'estremismo. L'Esercito svizzero adotta una strategia di tolleranza zero e pertanto non ammette alcun atteggiamento estremista tra i suoi quadri.

L'estremismo costituisce un problema che tocca l’insieme della società. L'Esercito svizzero è uno spaccato della popolazione: non si può dunque mai escludere del tutto che alcuni dei suoi membri aderiscano a ideologie estremiste. In tali frangenti si esige un'azione rapida e coerente da parte dei responsabili militari.

Come in ambito civile, la lotta contro l’estremismo in seno all’esercito è retta dai principi dello Stato di diritto. Nell'intero diritto militare non sono presenti disposizioni particolari relative all'estremismo, ad eccezione della norma penale riguardante la discriminazione razziale all'articolo 171c del codice penale militare. Di regola, possono essere adottate misure nei confronti di militari soltanto a partire dal momento in cui questi si rendono colpevoli di atti delittuosi, in caso di una procedura penale in corso, se commettono degli atti condannabili durante il loro servizio militare oppure se rappresentano un rischio per la sicurezza.

Meccanismi di controllo a disposizione dell'esercito

  • In occasione del reclutamento, tutte le persone soggette all'obbligo di leva vengono sottoposte ad un controllo di sicurezza relativo alle persone (CSP; responsabile: Servizio specializzato CSP, Sicurezza delle informazioni e degli oggetti SIO). Questo controllo permette l'individuazione precoce di persone rappresentanti un pericolo per la sicurezza. Così, il percorso militare di diverse persone che presentano un background estremista viene ogni anno interrotto in via definitiva.
  • Poche settimane prima dell'inizio della scuola reclute, il casellario giudiziale di tutte le reclute viene controllato (responsabile: Personale dell'esercito). In presenza di inchieste penali in corso o di una condanna per un motivo pertinente, delle misure sono prese caso per caso, in ottemperanza alla legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare e alle sue disposizioni esecutive. Questo controllo del casellario giudiziale viene eseguito anche prima di ogni promozione di ufficiali e sottufficiali. Così facendo l'esercito individua estremisti aventi dei precedenti giudiziari.
  • La consegna e il ritiro dell'arma personale sono soggetti a rigidi controlli. In presenza di seri indizi di un potenziale di violenza, l’arma viene ritirata a titolo preventivo e un controllo CSP viene ordinato. Peraltro in caso di una decisione di rischio CSP come pure di una condanna rilevante oppure di un'inchiesta penale, al militare in questione viene richiesto di consegnare l'arma personale al competente centro logistico.

Altre misure preventive

  • Nel corso degli ultimi anni la sensibilizzazione e l’istruzione dei quadri sono state rinforzate. I quadri aventi una funzione chiave nell’ambito della prevenzione dell’estremismo, come pure i capi sezione, gli istruttori di unità, i comandanti di scuola reclute e i membri della polizia militare vengono formati in maniera sistematica.
  • L’esercito si è dotato di un servizio specializzato in materia di estremismo al fine di sostenere e promuovere i suoi sforzi nell’ambito della prevenzione.

Servizio specializzato per l'estremismo in seno all’esercito (SSEEs)

L’SSEEs è la centrale di annuncio e consulenza in materia di estremismo in seno all’esercito. Creato nel 2002, è aggregato amministrativamente al Servizio per la lotta al razzismo del Segretariato generale del Dipartimento federale degli interni dal 2005. Lavora tuttavia esclusivamente a favore dell'esercito e risponde al capo del Personale dell'esercito, allo Stato maggiore di condotta dell'esercito.

I militari di qualsiasi grado e funzione, come pure i loro parenti, le autorità cantonali e comunali, i cittadini e i rappresentanti dei media possono rivolgersi all’SSEEs. Questo chiarisce e valuta gli indizi che gli sono annunciati, assicura in caso di bisogno la coordinazione e consiglia in materia di diritto, di misure di condotta o di prevenzione.

Per quel che concerne la sensibilizzazione dei quadri militari, l’SSEEs è presente in numerosi stage formativi. Propone altresì dei seminari di formazione approfondita su temi con un legame con l’estremismo.

Discriminazione

Protezione dalla discriminazione

In che modo l'esercito protegge i militari dalle discriminazioni?

I diritti sanciti dalla Costituzione e dalla legge spettano ai militari anche in servizio militare. Ciò vale in particolare per la protezione della personalità, la libertà di credo e di coscienza, il diritto di esprimersi liberamente e l’esercizio dei diritti politici. Durante il servizio, i diritti e le libertà sono però soggetti a restrizioni. In virtù dell’articolo 36 della Costituzione federale (Cost fed; RS 101), a determinate condizioni è possibile procedere a restrizioni dei diritti fondamentali, ma così facendo non può essere violata l’essenza dei diritti fondamentali. Queste restrizioni non possono andare oltre ciò che esige l’adempimento del compito dell’esercito, della truppa e del singolo militare (interesse pubblico) o la protezione di diritti fondamentali altrui.

Il cameratismo militare non concede alcuno spazio alla discriminazione. Il numero 82 del Regolamento di servizio (RS 04; RS 510.107.0) recita chiaramente:
«I militari collaborano in spirito di cameratismo. Essi rispettano la personalità e la proprietà degli altri militari e si assistono mutuamente nella necessità e nel pericolo». In maniera ancora più dettagliata il numero 93 della RS 04 conferisce ad ogni militare il diritto di non essere discriminato.

Rientra in primo luogo nella responsabilità dei superiori militari fare in modo che le disposizioni del Regolamento di servizio vengano rispettate.

Aiuto alle vittime

Sono vittima o testimone di una discriminazione. Chi può aiutarmi?

Rientra in primo luogo nella responsabilità dei superiori militari fare in modo che le disposizioni del Regolamento di servizio vengano rispettate. Questi hanno diversi diritti che sono regolamentati in particolare ai numeri seguenti delle sezioni 2 e 3 del capitolo 8 del Regolamento di servizio: numero 99 (Proposte concernenti il servizio), numero 102 (Colloquio personale), numero 103 (Colloquio personale con il comandante), numero 104 (Reclamo). Il comandante d'unità ha il compito esplicito di occuparsi dei militari della sua unità (numero 31, RS 04). Anche i militari devono assistersi mutualmente (numero 82, RS 04).

Vittime e testimoni di discriminazione possono rivolgersi al Servizio specializzato per l'estremismo in seno all'esercito. Il Servizio specializzato fornisce consulenza, salvaguardando il segreto di servizio e la sfera privata e rispettando la responsabilità e le competenze dei quadri.

Anche il Servizio psicopedagogico dell'esercito (SPP Es) in caso di necessità si occupa della problematica della discriminazione. Per qualsivoglia domanda inerente alla religione, il vostro interlocutore principale è l’Assistenza spirituale dell’esercito, anche nel caso in cui non apparteniate a nessuna delle tre Chiese nazionali  (Chiesa evangelica riformata, Chiesa cattolica romana e Chiesa cattolica cristiana). 

 


Segreteria generale DFI Servizio specializzato per l’estremismo in seno all’esercito
Inselgasse 1
CH-3003 Berna
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