L’esercito rafforza la sua capacità di difesa
Per proteggere la Svizzera e i suoi abitanti anche in futuro, l’esercito deve rafforzare in modo coerente la sua capacità di difesa in tutte le zone d’efficacia. Il Comando dell’esercito ha definito per scritto il modo in cui intende procedere. Il rapporto definisce tre orientamenti e indica i costi.
Nel 1991 si verificò il crollo dell’Unione Sovietica e con essa la dissoluzione dell’alleanza militare del Blocco orientale, nota come Patto di Varsavia. Venne quindi meno il pericolo della Guerra fredda e per l’Europa ebbe inizio un’epoca caratterizzata da trent’anni di pace politica.
In Svizzera ebbero inizio tre decenni in cui la politica, nell’ambito di diverse riforme, fece ampiamente riorganizzare l’esercito sul piano economico-aziendale. Tagliò il suo budget, ridusse l’effettivo regolamentare a 100 000 militari, adeguò il compito fondamentale passando dalla difesa contro attacchi armati all’appoggio sussidiario a favore delle autorità civili e limitò le capacità militari al mantenimento delle competenze. Tali misure non hanno ridotto le abilità dell’esercito, ma ne hanno limitato l’efficacia e la capacità di resistenza.
Potenziale militare e tecnologia
Nel febbraio 2022 la guerra d’aggressione russa contro l’Ucraina ha segnato la conclusione della pace determinando un cambiamento fondamentale della situazione in materia di sicurezza in Europa. Essa continuerà a rimanere instabile, imprevedibile e rappresenterà un pericolo latente, anche per la Svizzera.
Tale pericolo si fonda su due componenti essenziali: da un canto il potenziale militare in Europa continua ad essere disponibile in grande quantità. Dall’altro la tecnologia si evolve in modo sempre più rapido, accelerando di riflesso le innovazioni relative ai sistemi d’esplorazione e d’arma.
Tre orientamenti strategici
L’Esercito svizzero si orienta alla situazione mutata in materia di sicurezza e alle minacce del futuro come indicato al punto 5 «Anticipare le minacce» della Visione 2030. In tal senso la guerra in Ucraina ha aumentato l’urgenza. Per poter continuare ad adempiere il suo compito, ovvero proteggere il Paese e i suoi abitanti, l’esercito deve rafforzare la sua capacità di difesa in tutte le zone d’efficacia (terra, aria, ciberspazio, spazio elettromagnetico, spazio cosmico e settore delle informazioni) in modo completo, moderno e soprattutto coerente. Il Comando dell’esercito ha definito per scritto in un rapporto con quali obiettivi e quale strategia intende procedere. Tale rapporto descrive tre orientamenti.
L'Esercito svizzero vuole:
1. Sviluppare le capacità militari in modo adattivo
- per far fronte ai rapidi cambiamenti del contesto e alla situazione imprevedibile in materia di sicurezza;
- per apprendere in fasi ben gestibili e svilupparsi in modo flessibile;
- per mantenere le sue prestazioni in quanto sistema complessivo, mentre si sviluppa.
2. Sfruttare le opportunità date dal progresso tecnologico
- per aumentare complessivamente le sue prestazioni mediante un’acquisizione più ampia e qualitativamente migliore di informazioni sulla situazione, conseguendo un vantaggio conoscitivo e decisionale nei confronti degli avversari nonché ottenendo un’efficacia più rapida e precisa a grandi distanze;
- per ridurre i rischi dei militari durante gli impieghi di combattimento;
- per ottimizzare i suoi processi mediante digitalizzazione, robotica e intelligenza artificiale e poter di conseguenza impiegare le sue risorse in modo più efficiente o in maniera molteplice.
3. Rafforzare la collaborazione a livello internazionale
- per approfittare delle esperienze e degli standard di altre forze armate e fornire, con le sue capacità, un contributo a favore della sicurezza in Europa;
- per aprire nuove possibilità supplementari, in particolare nell’ambito dell’allenamento e degli acquisti.
Circa 13 miliardi per la prima fase
La guerra in Ucraina ha confermato questi obiettivi e la strategia dell’Esercito svizzero. Tuttavia l’esperienza insegna che in presenza di una situazione mutata in materia di sicurezza le forze armate necessitano di circa dieci anni per potersi consolidare e rafforzare sul piano del personale, del materiale e su quello tecnico. In termini militari in questo caso si parla di «potenziamento».
Il fabbisogno finanziario stimato per l’intero potenziamento dell’Esercito svizzero ammonterà a oltre 40 miliardi di franchi. A questi si aggiungeranno i costi per le scorte supplementari di munizioni, carburanti e pezzi di ricambio.
La prima fase del potenziamento richiederà investimenti dell’ordine di 13 miliardi di franchi e durerà fino agli anni 2030. Ciò implica tuttavia che il Consiglio federale aumenti gradualmente il budget dell’esercito al più tardi entro il 2030 all’1 per cento del prodotto interno lordo, come deciso dal Parlamento nell’autunno 2022.
Ampliare le capacità, colmare le lacune
Quanto prima saranno disponibili i mezzi finanziari supplementari, tanto più rapidamente l’esercito potrà conseguire la sua capacità di difesa, ampliando le sue capacità, colmando le lacune di capacità prima del previsto e mantenendo le capacità esistenti. Queste tre componenti aumenteranno l’effetto difensivo dell’esercito e ne prolungheranno perciò la capacità di resistenza. Nel rapporto «Obiettivi e strategia per il potenziamento» e nella Pianificazione degli investimenti dell’esercito fino al 2035, consultabile in Internet, si illustra per quali capacità, mezzi e sistemi il Comando dell’esercito intende impiegare il budget supplementare. Ogni anno il DDPS richiede i crediti d’impegno necessari al Consiglio federale e al Parlamento con il messaggio sull’esercito.
La politica di sicurezza indica la via da seguire
Per il potenziamento dell’esercito sono già state definite anche le pertinenti basi politiche: il 24 novembre 2021 il Consiglio federale ha pubblicato il Rapporto sulla politica di sicurezza (RAPOLSIC) 2021 che stabilisce le linee guida per il futuro orientamento dell’esercito. Il 7 settembre 2022 il Consiglio federale ha adottato un rapporto complementare al RAPOLSIC 2021 che, in base agli insegnamenti tratti dalla guerra in Ucraina, giunge alla conclusione che occorre accelerare la modernizzazione delle capacità, aumentare i mezzi finanziari dell’esercito e orientare in modo più coerente la difesa alla collaborazione a livello internazionale. Questi due rapporti indicano all’esercito la via da seguire in futuro.
- La politica di sicurezza della Svizzera. Rapporto del Consiglio federale del 24 novembre 2021
- Rapporto complementare al Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 relativo alle conseguenze della guerra in Ucraina del 7 settembre 2022
- Messaggio sull’esercito 2023
- Visione 2030
