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ComunicazioniPubblicato il 20 luglio 2023

La SWISS HOUSE – più di un lembo di Patria

La SWISS HOUSE nel Camp Film City non è solo una struttura dove trovare assistenza, ma anche un luogo d’incontro all’insegna della convivialità per il contingente svizzero in Kosovo. Esisteva uno chalet di legno già agli albori della SWISSCOY, nel vecchio Camp Casablanca, per dare ai militari una sensazione di casa. Questo lembo di Patria viene mantenuto intatto anche dopo il trasloco nel Camp Film City e continua a offrire momenti di svago e possibilità di ritiro per i soldati dell’Esercito svizzero, ma anche per tutti gli altri militari internazionali della KFOR.


La SWISS HOUSE è una struttura molto apprezzata da tutte le nazioni partecipanti alla KFOR di stanza nel Camp Film City, perché oltre a pietanze tipicamente svizzere come la fondue o la raclette la sua cucina serve anche succulenti piatti a base di carne, o anche semplicemente un caffè. Il formaggio proviene direttamente dalla Svizzera e il suo profumo si diffonde nel locale dando una sensazione di casa. Lo chef incaricato di dirigere la struttura della SWISS HOUSE è il 26enne ten Alexey Kovalev. Ha svolto la sua formazione di cuoco all’Hopital CHUV a Losanna e in seguito ha frequentato la scuola reclute nella Scuola infm 61 a Frauenfeld. Al termine dell’istruzione di base ha assolto la scuola sottufficiali e la scuola ufficiali. Il suo obiettivo era chiaro: coltiva una passione per la cucina, ma anche per l’esercito. «Per me questo impiego rappresenta un ampliamento degli orizzonti. Come chef della SWISS HOUSE ho una grande responsabilità e come ristoratore mi preme che tutti si sentano a loro agio e siano soddisfatti dell’offerta. Questa opportunità è un buon biglietto da visita per l’ulteriore percorso che intendo intraprendere nell’esercito», spiega il ten Kovalev.

Il ruolo di sostituto capocucina della SWISS HOUSE è affidato al sgt Alan Bernasconi. Anche lui è cuoco diplomato e abita in uno dei Cantoni più belli della Svizzera: il Ticino. Prima della sua attività nella SWISSCOY ha lavorato in un ristorante italiano e ha voluto cogliere una nuova sfida durante i suoi anni di gioventù. Per questo motivo si trova ora nel 48º contingente e si rallegra di acquisire una nuova esperienza nella posizione di sostituto chef della SWISS HOUSE: «Un impiego all’estero è sempre stato un mio desiderio, e adesso eccomi qui. La mia giornata lavorativa è molto variata, imparo tante cose e apprezzo molto l’ambiente. Dopo questo impiego vorrei rimanere nel contesto militare. Mi interessa la Polizia militare, ma la cucina rimarrà comunque sempre la mia passione».

Oltre che per la sua gustosa cucina, la SWISS HOUSE è conosciuta e apprezzata anche per il suo ambiente conviviale. L’interno rievoca uno chalet sulle montagne svizzere e invita a rimanere. Alle pareti e sul soffitto sono appesi diversi stemmi dei Cantoni svizzeri e si trovano anche dei badge dei contingenti passati. L’idea è che ogni militare appenda al soffitto lo stemma del suo luogo di domicilio dopo averlo firmato. Nel corso degli anni è così nata una ricca collezione di stemmi comunali legati ai rispettivi Cantoni, a dimostrazione che qui hanno prestato servizio militari provenienti da ogni angolo della Svizzera. Se la SWISS HOUSE potesse parlare, ne avrebbe di storie da raccontare. Anche l’ampia terrazza è, prevalentemente d’estate, un punto d’incontro ben frequentato dalla SWISSCOY, ma anche dagli ospiti stranieri. Da qui si può godere la vista sul camp e sui dintorni sorseggiando un buon caffè. Un piccolo lembo di Patria per i militari, lontano da casa.