Incendio boschivo in Vallese: l’esercito ha concluso il suo intervento
Dal 17 luglio al 7 agosto 2023 l’Esercito svizzero ha fornito supporto nella lotta contro l’incendio boschivo scoppiato nell’Alto Vallese. Le autorità civili hanno ricevuto appoggio da elicotteri Super Puma, che in complesso hanno versato 517 tonnellate di acqua sulla zona colpita dall’incendio. Un Super Puma con sistema FLIR e dei militari della «scuola per militari in ferma continuata della fanteria 14» hanno individuato i focolai con telecamere termiche.
L’incendio era scoppiato il 17 luglio 2023 sopra il comune di Bitsch / Ried-Mörel (VS). A causa della rapida propagazione delle fiamme, le autorità del Cantone del Vallese hanno chiesto appoggio all’esercito, dopo aver già chiamato in servizio le forze civili a disposizione (vedi «Il supporto dell’esercito e il principio di sussidiarietà» sotto). L’esercito ha combattuto l’incendio dall’aria con elicotteri Super Puma, ma anche al suolo con l’aiuto di specialisti della Formazione d’addestramento del genio/del salvataggio/NBC e un distaccamento di militari in ferma continuata della fanteria.
Le forze aeree versano 517 tonnellate di acqua
Dal 17 al 24 luglio dei Super Puma dell’Esercito svizzero dotati di «Bambi Bucket» (vedi riquadro) hanno affiancato a turno le autorità civili nelle operazioni di spegnimento. Nel complesso hanno versato 517 tonnellate di acqua sulla zona colpita dall’incendio. L’intervento è stato diretto e coordinato dalle autorità civili. Con il passare dei giorni, la situazione si è stabilizzata. Tuttavia, una nuova minaccia a livello sotterraneo ha richiesto una particolare attenzione.
Localizzazione di focolai sotterranei
Nella zona colpita sono rimasti oltre 150 focolai sotterranei e incendi striscianti. I focolai non sono riconoscibili a occhio nudo e avrebbero potuto dare origine a un nuovo incendio in ogni momento. Per individuare le fonti di calore, a partire dal 19 luglio l’esercito ha impiegato un Super Puma con il sistema FLIR e un distaccamento di militari della «scuola per militari in ferma continuata della fanteria 14». Avevano il compito di localizzare e sorvegliare focolai con l’aiuto di telecamere termiche. Questo lavoro veniva svolto di notte, quando le temperature diminuivano. Le preziose informazioni raccolte sono poi state trasmesse alla direzione d’intervento. «Le informazioni delle telecamere termiche al suolo in combinazione con le riprese dall’aria ci hanno permesso di ottenere un quadro completo degli incendi striscianti. Grazie a questi dati, possiamo combattere il fuoco in modo mirato», spiega Christian Kummer, capo intervento dello Stato maggiore di condotta del comune di Bitsch.
«Competenza e professionalità»
A causa del grande numero di focolai, il servizio d’appoggio dell’esercito, inizialmente previsto fino al 28 luglio, è stato esteso fino al 8 agosto.
Sono davvero colpito dalla motivazione dei militari, che durante l’intero intervento ci hanno fornito supporto in modo competente e professionale
Nel complesso, i militari in ferma continuata della fanteria hanno prestato 294 giorni di servizio. Il Super Puma equipaggiato con il sistema FLIR ha registrato oltre 20 ore di volo. Christian Kummer ha apprezzato il prezioso aiuto dell’esercito: «Sono davvero colpito dalla motivazione dei militari, che durante l’intero intervento ci hanno fornito supporto in modo competente e professionale». L’esercito ha concluso il suo intervento il 7 agosto 2023. Si è ritirato ed è pronto ad aiutare in caso di bisogno.
