In veste di G3 AIR nella SWISSCOY: nel cuore dell’avvincente mondo dell’aviazione
Prima che un elicottero da trasporto delle Forze aeree svizzere in Kosovo a favore della KFOR sia autorizzato a decollare, devono essere effettuati svariati accertamenti. Nel 47° contingente della SWISSCOY il responsabile di tali accertamenti è il cap Tom Papaux, che organizza ogni volo e lo pianifica fin nei minimi particolari.
In veste di G3 Air il cap Papaux svolge molti compiti diversi. In primo luogo è responsabile dell’intera amministrazione riguardante i voli dei Super Puma svizzeri. Inoltre effettua il coordinamento tra SWISSINT, le Forze aeree svizzere e la KFOR. Tra le varie attività, comunica anche con gli Stati confinanti con il Kosovo, quando è necessario richiedere un’autorizzazione diplomatica per un’entrata in volo o per il sorvolo. Ogni giorno è in contatto con membri di altre nazioni per chiarire se i voli successivi siano possibili.
In caso di modifiche riguardanti l’area di atterraggio sono necessari ulteriori accertamenti. Inoltre, circa ogni due mesi, vengono effettuati voli EOD, con i quali si controlla se gli elicotteri possono continuare ad atterrare in tutta sicurezza sulle aree di atterraggio in montagna. «Di conseguenza lavoro a stretto contatto con i colleghi del team EOD».
Per il «daily business» il cap Papaux annota rigorosamente a mano su una lavagna magnetica i voli della settimana successiva. Di regola l’elicottero decolla ogni giorno per trasporti di persone e materiale a favore della missione, a volte anche nel quadro di voli di allenamento per i piloti delle Forze aeree svizzere. «A tal fine devo ottenere un’autorizzazione. Dopo aver effettuato tutti gli accertamenti e se le condizioni meteorologiche lo consentano, posso dare l’ok per il volo».
L’obiettivo del cap Papaux è quello di diventare un elicotterista di professione. Per questo motivo, dopo la maturità, ha deciso di assolvere la scuola reclute a Payerne presso le Forze aeree. Ha fatto le sue prime esperienze con il Super Puma in qualità di caposezione della manutenzione degli elicotteri e durante il suo primo CR è venuto a conoscenza della SWISSCOY. «All’inizio ho pensato di candidarmi per l’LMT. Quando poi ho scoperto la funzione di G3 Air, è stato amore a prima vista», afferma sorridendo.
Nonostante le sue esperienze presso le Forze aeree, il lavoro come G3 Air rappresenta una sfida totalmente nuova. «È importante che io pensi a tutto e non tralasci nessun dettaglio. Se dimentico qualcosa, ci sono conseguenze per i piloti e sono io il responsabile». La maggiore sfida da affrontare consiste nel soddisfare le esigenze e le aspettative dei diversi team con i quali collabora. «La maggior parte dei piloti ha già una grande esperienza d’impiego ed è quindi ha molta dimestichezza. Per il "flusso di lavoro" è estremamente importante che la procedura del distaccamento di trasporto aereo e il modo di lavorare del contingente si adattino l’una all’altro. E non è affatto semplice», afferma il capitano Papaux.
Uno degli elementi salienti per il G3 Air è quello della collaborazione internazionale in seno alla KFOR, in particolare con le forze aeree americane, che hanno un approccio molto diverso nei confronti degli impieghi all’estero. Poiché il distaccamento di trasporto aereo svizzero partecipa a molti allenamenti internazionali, i processi si sono uniformati; questo consente una collaborazione più armoniosa con gli altri Paesi della KFOR.
Ma l’aspetto migliore del suo lavoro, per il capitano Papaux, rimane il volo. Occasionalmente, durante i voli d’allenamento dei piloti, può volare come passeggero nel Super Puma. «Questo rende il mio lavoro ancora più speciale e mi piace davvero molto». Il cap Papaux considera il lavoro come G3 Air un’opportunità unica per il suo futuro: «In pochissimo tempo ho già imparato molto sul mondo dell’aviazione. Il lavoro qui è estremamente interessante e vario. Inoltre mi riempie veramente di gioia quando i passeggeri sono soddisfatti dei voli da me organizzati e apprezzano il nostro lavoro».



