Impiego ricco di sfide per i sommozzatori dell’esercito nel lago di Neuchâtel
45 anni fa si verificò un tragico incidente in cui un aereo da combattimento Hunter precipitò nel lago di Neuchâtel. Oggi i sommozzatori dell’esercito e i militari della scuola del genio 73 recuperano il rottame più grande rimasto sul fondale. Il compito è impegnativo sotto molti aspetti e fornirà importanti spunti per gli impieghi futuri.

Quando oggi, 1º maggio, i sommozzatori dell’esercito si immergeranno nelle fredde acque del lago di Neuchâtel, li attende un compito speciale, perché l’impiego assegnato è impegnativo sotto tre punti di vista: innanzitutto, si svolge a 50 metri di profondità. Inoltre, l’oggetto da recuperare è tutto fuorché ordinario: si tratta di un pezzo di rottame di un aereo da combattimento Hunter, più precisamente la parte posteriore della fusoliera. Infine, la terza sfida consiste nel coordinamento con i camerati della Formazione d’addestramento del genio/del salvataggio/NBC. Il relitto sarà trasportato in superficie utilizzando un argano fissato su ponti galleggianti.
Pronti a qualsiasi eventualità
Il team di sommozzatori dell’esercito è composto principalmente da militari di milizia, che portano con sé un vasto know-how ed esperienza dalla vita civile mettendola a frutto a favore dell’esercito. Il concetto d’impiego dei sommozzatori professionisti prevede diversi scenari. Uno di questi è l’immersione a grandi profondità, che verrà attuata proprio oggi. Questo compito impegnativo fornirà preziose indicazioni per i futuri impieghi e acquisti di materiale.
Dopo una meticolosa preparazione, è finalmente giunto il momento di mettersi all’opera. Per prima cosa, si immergono lungo una cima di discesa fino al sito d’intervento, dove approntano tre punti di ancoraggio nella parte posteriore della fusoliera. Qui sarà agganciato successivamente il gancio della gru per sollevare il rottame. L’aiutante di stato maggiore Michael Schnyder descrive così le sfide dell’immersione a grandi profondità: «La pressione in profondità è di diverse volte superiore a quella in superficie, con diverse conseguenze. La comunicazione tramite segnali manuali deve essere precisa. Dobbiamo essere preparati a tutte le eventualità, perché non possiamo semplicemente tornare in superficie per comunicare».
Lavori pesanti a pelo d’acqua
Riportare il rottame in superficie richiede molta forza, ed è qui che entrano in gioco gli specialisti del comando d’intervento e istruzione 74, del battaglione d’intervento d’aiuto in caso di catastrofe e della scuola del genio 73. Due ponti galleggianti trasportano un trattore con argano, una benna ribaltabile, un’escavatrice e il relativo equipaggio sul posto d’intervento. I sommozzatori viaggiano su imbarcazioni separate. Inoltre, i corpi di polizia dei cantoni limitrofi garantiscono la sicurezza sul lago e in particolare sul relativo perimetro. Il trattore riporta il relitto in superficie, dove l’escavatrice lo raccoglie con la sua pinza e lo deposita sull’autocarro con benna ribaltabile. I traghetti tornano poi a terra.
Tragico incidente 45 anni fa
La mattina dell’11 maggio 1979, due pattuglie della squadriglia d’aviazione 5 decollarono da Raron per effettuare un esercizio tattico di attacco nella zona di Les Ponts de Martel. Dopo l’esercizio, la doppia pattuglia virò sul lago superiore di Neuchâtel per volare nella Val de Travers. Per ragioni tattiche, la manovra iniziò a circa 300 metri sopra l’acqua. Man mano che la virata procedeva, i velivoli si abbassarono di quota, e l’ala destra dell’Hunter dello sfortunato pilota collise con la superficie dell’acqua. Il pilota perse la vita e fu recuperato poco dopo. Dopo il recupero del relitto, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria del pilota deceduto.
Comando Istruzione
3003 Berna













