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ComunicazioniPubblicato il 23 febbraio 2023

Fruttuoso coinvolgimento in strutture internazionali: nella KFOR con la funzione di COS JLSG

Nel 45° contingente della SWISSCOY un comandante nazionale del contingente (NCC) ha assunto per la prima volta anche una funzione in un elemento operativo della KFOR – quello di Chief of Staff del Joint Logistic Support Group (COS JLSG). L’NCC del 47° contingente SWISSCOY, colonnello SMG Roman Camenisch, è quindi attualmente il terzo militare svizzero a svolgere questo compito con molta resistenza e tenacia. Di queste esperienze nel fulcro dell’unità di supporto logistico della KFOR trae beneficio anche l’Esercito Svizzero.

Dall’autunno 2021 la funzione di capo di stato maggiore del Joint Logistic Support Group (JLSG), l’unità di supporto logistico della KFOR, è in mano svizzera. Oltre alle sue funzioni di comandante nazionale del 47° contingente della SWISSCOY e di Senior National Representative (SNR), il colonnello SMG Roman Camenisch svolge quindi anche un terzo ruolo supplementare. Questo non implica soltanto un elevato grado di flessibilità da parte dello stesso Camenisch: «Dovendo svolgere tre funzioni contemporaneamente è indispensabile che io possa delegare alcuni compiti al capo di stato maggiore, il mio sostituto nazionale. Questo presuppone anche una concezione di condotta condivisa», spiega il colonnello SMG. Come NCC è responsabile di 195 militari della SWISSCOY e assume principalmente la condotta del personale e la condotta logistica del contingente coadiuvato dal suo stato maggiore. In quanto rappresentante della Svizzera (SNR) intrattiene inoltre contatti regolari con esponenti delle altre nazioni che mettono a disposizione truppe, e anche con l’ambasciatore svizzero in Kosovo. Roman Camenisch apprezza in modo particolare quest’ultimo aspetto: «Qui si vedono e si vivono le implicazioni politiche in modo molto più diretto rispetto alla Svizzera. Anche questa è un’esperienza molto interessante» riferisce.

Ruolo in seno a un elemento operativo della KFOR

A detta di Camenisch, lo stato maggiore del JLSG non è paragonabile a uno stato maggiore nazionale. Nel Joint Logistic Support Group non esistono ambiti fondamentali di condotta in senso stretto, bensì differenti sottounità logistiche. I loro ambiti di attività si sovrappongono per alcuni aspetti, però operano prevalentemente in maniera autonoma. Di riflesso il compito del Chief of Staff è principalmente di natura amministrativa. Le pianificazioni dell’azione in cui è coinvolto l’intero stato maggiore sono piuttosto rare. Frequentemente il capo di stato maggiore è impegnato nel coordinamento operativo dei singoli settori e svolge una funzione di consulente del comandante del JLSG. Nella sua sfera di compiti rientra anche la rielaborazione delle azioni come per esempio quella al termine dell’impiego del Freedom of Movement Detachment, subordinato al JLSG, lo scorso mese di gennaio durante lo sgombero degli sbarramenti stradali nel nord del Kosovo.

Insegnamenti preziosi grazie alla cooperazione internazionale

«Nell’ambito dell’intensa cooperazione con altre nazioni apprendo quotidianamente cose nuove. Riconosco i punti di forza e i punti deboli nei processi e nelle procedure. Questi insegnamenti sono proficui sia per me come ufficiale di professione, sia, di riflesso, per l’Esercito svizzero, per esempio a vantaggio dell’interoperabilità», asserisce il colonnello SMG Camenisch. In seno al JLSG sono operative 15 nazioni diverse, ognuna con le proprie caratteristiche. Eppure: i processi nel lavoro di stato maggiore, e anche quelli nella pianificazione dell’azione, sono paragonabili a quelli dell’Esercito svizzero. Le prestazioni e i prodotti dei militari svizzeri riescono senza problemi a mantenere il passo nel contesto internazionale, sintetizza Camenisch. E questo sebbene l’Esercito svizzero non sia un esercito d’impiego. Camenisch spiega: «Noi svizzeri agiamo in modo molto pragmatico. Abbiamo la capacità di vedere cosa è essenziale e di agire secondo il buonsenso, e questo è d’aiuto nel contesto internazionale». I feedback molto positivi per quanto riguarda le prestazioni degli svizzeri in seno alla KFOR sono anche frutto del sistema di milizia. Nel confronto internazionale, questo sistema offre il vantaggio unico di poter impiegare specialiste e specialisti diplomati con conoscenze specialistiche approfondite. In particolare nel JLSG questo rappresenta un valore aggiunto enorme: «Il nostro Staff Officer Engineer, per esempio, è un ufficiale di milizia con un diploma in ingegneria. Oltre ad applicare la terminologia tecnica corretta nel JLSG, grazie alla sua carriera di ufficiale, è anche in grado di ragionare in maniera militare e tattica». All’interno del JLSG la Svizzera è un fornitore di prestazioni: troviamo elementi svizzeri per esempio nei settori dei trasporti, del genio, dell’eliminazione di munizioni inesplose (EOD) nonché nel
Non Maneuver Element Freedom of Movement.

La vicinanza alla truppa va mantenuta

Quando non è nel JLSG, Roman Camenisch si trova nel suo ufficio nel Swiss Compound – oppure in viaggio in una delle diverse ubicazioni della SWISSCOY. «La truppa giudica l’NCC in primo luogo in base alla sua presenza, e non alle ore in cui si lavora in ufficio. Ritengo dunque importante fare visita regolarmente a tutte le ubicazioni della SWISSCOY, discutere con i militari del contingente e sondare come stanno e cosa possiamo fare per aiutarli», dichiara Roman Camenisch. Svolgere tre compiti contemporaneamente è una sfida anche dal profilo organizzativo. Affinché possa funzionare devono essere adempiti alcuni presupposti. È per esempio necessario che il comandante del JLSG mostri comprensione per il fatto che il suo Chief of Staff abbia anche dei compiti nazionali da svolgere. Inoltre ci vuole anche fiducia in seno allo stato maggiore della SWISSCOY, in particolare nei confronti del capo dello stato maggiore in veste di sostituto comandante e del S3/5 che si occupa degli aspetti operativi. «Infine bisogna essere pragmatici poiché non c’è assolutamente tempo per fare del micromanagement», conclude il colonnello SMG Roman Camenisch.