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Prepararsi bene ai colloqui difficili

Da settembre 2023 l’Assistenza spirituale dell’esercito offre una formazione destinata ai quadri militari e denominata «Colloqui difficili e cattive notizie», i cui contenuti generali sono volti a poter gestire tali situazioni, come ad esempio in caso di decesso. Dopo un esperimento pilota tenutosi a settembre 2023, il 16 novembre 2023 ha avuto luogo il primo corso, con il sostegno della Comunicazione Difesa.

09.01.2024 | Comunicazione Difesa, Christian Bärtschi

I quadri si esercitano a comunicare una cattiva notizia.
I quadri si esercitano a comunicare una cattiva notizia. ©VBS/DDPS, Christian Bärtschi

Il contrasto è impressionante: all’esterno è possibile ammirare i paesaggi dell’Appenzello, mentre all’interno si parla di morte. In occasione di un corso di una giornata a Teufen (AR), sette quadri dell’esercito stanno imparando come comunicare una notizia difficile, ad esempio un decesso, nel miglior modo possibile. Questi colloqui con le famiglie rappresentano sempre una sfida. Per poter fornire gli strumenti necessari, nella parte teorica i responsabili del corso Stefan Staub e Stefan Keilwerth affrontano con i partecipanti i colloqui difficili, che saranno successivamente oggetto di allenamento con attori professionisti. Questo nuovo corso appena lanciato è rivolto ai quadri militari, ad esempio ai comandanti di battaglione e agli aiutanti. Inoltre, è importante perché favorisce la resilienza e la leadership in situazioni difficili, nell’ottica del rafforzamento della capacità di difesa dell’esercito.

Consigli in caso di evento grave

I colloqui in cui si informano i congiunti del decesso o di un grave incidente in cui è rimasto vittima un familiare non avvengono mai per telefono e sempre in uniforme. «Indossare l’uniforme è anche un modo di proteggervi. Può capitare che i militari vengano incolpati della morte di una persona o di un indicente; in questo modo per voi sarà più facile non prendere sul personale queste accuse e metabolizzarle meglio», afferma Stefan Staub. «Non parliamo mai di 'defunto' o di 'salma', ma di 'suo figlio', 'suo marito', 'la sua compagna'». Inoltre è sempre meglio affrontare direttamente questi argomenti. «Restare sul vago o creare false speranze non porta a niente». Stefan Keilwerth precisa: «Non appena si entra in casa, bisogna avviare la discussione con delicatezza, quindi fornire informazioni chiare senza parlare troppo o troppo velocemente. Alcuni familiari non vogliono parlare, ma sono contenti che ci sia qualcuno con loro».

Una simulazione quasi reale

La comunicazione di una cattiva notizia viene allenata in un contesto privato con attori professionisti per preparare i partecipanti a questo tipo di evento nella maniera più realistica possibile. La situazione simulata si svolge nel modo seguente: due quadri militari suonano alla porta della casa dove vive la famiglia Berisha. Il padre apre la porta e chiede il perché della visita. I due quadri dicono che devono parlare di un argomento serio e si siedono al tavolo. I membri della famiglia reagiscono in modo diverso alla notizia del decesso del figlio durante il servizio militare: il padre realizza subito quanto accaduto e si dispera, la madre non riesce a metabolizzare la notizia e chiede più volte quando il figlio tornerà a casa. Nel frattempo la coppia litiga. I due quadri cercano di fornire informazioni chiare, mostrano partecipazione al dolore della famiglia e reagiscono in modo spontaneo a quanto viene detto. Dopo venti minuti termina l’esercizio. I due partecipanti al corso hanno l’aria visibilmente provata.

Un esercizio realistico

Al termine dell’esercizio i responsabili del corso discutono con i partecipanti gli elementi che sono stati gestiti bene e cosa è migliorabile. La vivace discussione dimostra che non tutti percepiscono quanto accaduto allo stesso modo e che ci sono vari approcci alla morte. Steven Senn, partecipante al corso e comandante di circondario per il Cantone di Sciaffusa, descrive le sue impressioni: «L’esercizio è stato molto proficuo. Le scene con gli attori erano impressionanti e assolutamente realistiche».

Una comunicazione impegnativa

Stefan Staub, responsabile del corso, è molto soddisfatto della giornata: «Sono rimasto colpito dalla serietà e dall’interesse che i partecipanti hanno dimostrato durante il corso». Ci tiene a sottolineare anche le doti comunicative dei partecipanti: «I quadri sono istruiti per impartire istruzioni chiare. Quando si tratta invece di comunicare la notizia di un decesso, è necessario un modo di parlare sensibile, quindi anche il ricorso alla comunicazione non verbale, perché si ha a che fare con silenzi, senso di impotenza e grande dolore. I partecipanti sono stati in grado di dimostrare il loro sgomento in modo toccante».

Preparati al meglio

Steven Senn è pienamente soddisfatto del corso a cui ha partecipato: «Era organizzato molto bene e orientato ai destinatari. La speranza è quella di non dover mai vivere una situazione simile, ma sta alla mia responsabilità individuale essere preparato anche a questo».

Au sujet des deux responsables du cours

Le capitaine Stefan Staub est diacre dans la paroisse catholique de Teufen-Bühler-Stein et aumônier de l’armée. Le capitaine Stefan Keilwerth est pasteur et ancien policier. Il est responsable de l’aumônerie des forces de police et de sauvetage et de l’assistance spirituelle d’urgence du canton de Zurich. Il est également aumônier de l’armée. Les deux spécialistes dispensent conjointement la nouvelle formation « Discussions éprouvantes et mauvaises nouvelles » proposée par l’Aumônerie de l’armée aux cadres militaires.

I responsabili del corso Stefan Staub (a sinistra) e Stefan Keilwerth (a destra) forniscono consigli utili ai partecipanti.
I responsabili del corso Stefan Staub (a sinistra) e Stefan Keilwerth (a destra) forniscono consigli utili ai partecipanti. ©VBS/DDPS, Christian Bärtschi


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