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Un cannocchiale di puntamento non è un paio di occhiali: l’intelligenza artificiale impara il linguaggio militare.

Tutti hanno già tradotto frasi standard con Google, Deepl o altri tool. Questi strumenti sono veloci, fanno risparmiare risorse e la qualità delle relative traduzioni è ormai molto buona, seppur non priva di errori. Tutto si basa sull’intelligenza artificiale. Tuttavia le lingue straniere non sono il linguaggio militare. Un progetto innovativo sta sviluppando l’intelligenza artificiale di un prodotto disponibile sul mercato per potere offrire in futuro ordini plurilingue. Si cercano quindi persone interessate a effettuare i test.

02.11.2022 | Progetto Svil lungo termine D/Es, Tomas Huber

Oltre ai servizi linguistici ufficiali competenti, vengono sempre più impiegati strumenti di traduzione supportati da computer per un discorso di rapidità nonché di scarsità e sovraccarico delle risorse.
Oltre ai servizi linguistici ufficiali competenti, vengono sempre più impiegati strumenti di traduzione supportati da computer per un discorso di rapidità nonché di scarsità e sovraccarico delle risorse. Shutterstock – Cybrain e VBS/DDPS

Relativamente poche persone utilizzano termini militari, pertanto gli strumenti di traduzione conosciuti li imparano in modo impreciso o errato. Suscita ilarità il fatto che termini tecnici militari vengano tradotti ispirandosi all’ambito civile. Ad esempio Zielfernrohr non viene tradotto con cannocchiale di puntamento ma con occhiali o lunettes. Inoltre gli ordini sono spesso classificati, motivo per cui l’utilizzo di un’applicazione pubblica basata su cloud è vietata.

Finora perlopiù ordini monolingue

Per gli stati maggiori militari e le scuole significa che gli ordini devono sempre essere tradotti dalla lingua di partenza nelle altre lingue ufficiali. L’onere è enorme e viene spesso sostenuto da personale militare altamente qualificato, le cui risorse potrebbero generare un valore aggiunto in altri ambiti. Oppure si rinuncia del tutto a tradurre l’ordine. Ciò produce potenzialmente maggiori oneri o incomprensioni a livello di utenti.

La seconda prova deve porre rimedio a questa situazione

Il team innovativo competente del progetto Svil lungo termine D/Es ha scelto tra diversi prodotti il più adeguato e pochi mesi fa ha eseguito un primo test. Questo ha avuto scarso successo, poiché il livello di apprendimento richiesto era troppo elevato. Passare dalle conoscenze da prima elementare a quelle della maturità in poche settimane era troppo ambizioso. Nel frattempo sono stati adottati adeguamenti e l’intelligenza artificiale ha per così dire superato in poco tempo alcuni anni scolastici in materia di linguaggio militare. È tutto pronto per la seconda prova.

Novembre è il mese del test: partecipa anche tu!

A novembre il prodotto sviluppato dovrà davvero essere spinto verso i propri limiti. L’intelligenza artificiale non necessita di pause, è immune al dolore e alla fatica, e se provasse emozioni sarebbe lieta di affrontare una sfida impegnativa. Tale sfida riguarda il tedesco e il francese in entrambe le direzioni.

Vuoi provare a vedere come funziona l’intelligenza artificiale? Saremmo lieti di darti un accesso, affinché tu possa testare personalmente e osservare come la qualità migliora grazie all’intelligenza artificiale. A tale scopo ti basta contattare il capoprogetto Tomas Huber (tomas.huber@vtg.admin.ch).

A dicembre seguiranno le valutazioni per stabilire entro la fine dell’anno se il software di traduzione potrà conseguire il suo «diploma militare» e se l’offerta potrà essere estesa a livello D.

Logo-evolve

Cambiamento in più fasi: parola magica «evolve»

Allo scopo di non trasporre idee che generano valore aggiunto in lunghi documenti finché non diventano obsolete e superate, nel team Svil lungo termine D/Es viene seguito l’approccio «evolve»: di norma un prodotto disponibile sul mercato viene adeguato in modo tale che soddisfi le esigenze della truppa. Ciò non avviene a porte chiuse, ma con prove, riscontri, miglioramenti e nuovi tentativi, ed è utile a tutti: le persone che eseguono il test possono dare il loro contributo, mentre gli sviluppatori ricevono conoscenze di base e scenari quotidiani realistici. In poche parole finché un progetto ha luogo all’insegna di «evolve», è ancora in fase di sperimentazione e di sviluppo.


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