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Pubblicato lo studio sulle conseguenze a lungo termine del COVID-19 nei militari

Commissionato dal dr. Andreas Stettbacher, medico in capo dell’esercito, lo studio sulle conseguenze a lungo termine del COVID-19 nei giovani militari è stato condotto nel 2021 presso l’Università di Zurigo e ha visto la partecipazione di 500 giovani soldati e soldatesse. I militari che avevano contratto il COVID-19 un anno prima sono stati confrontati con un gruppo di controllo di persone che non si sono mai ammalate di SARS-CoV-2.

01.09.2022 | Sanità militare, Nejla Gültekin

©VBS/DDPS, Dominic Wenger

Finora non era noto se e quali danni a lungo termine potessero manifestarsi nei militari dopo aver contratto il COVID-19. La maggior parte dei militari impiegati durante la pandemia di COVID-19 era composta da giovani in salute e perlopiù di sesso maschile. Finora non esisteva pressoché nessuno studio sulle conseguenze a lungo termine del COVID-19 su questa fascia di popolazione. Per questo motivo il medico in capo dell’esercito, divisionario Stettbacher, ha incaricato l’Istituto di epidemiologia, biostatistica e prevenzione (EBPI) dell’Università di Zurigo di individuare, tramite esami, la presenza di conseguenze a lungo termine del COVID-19 nei militari. A Zurigo 500 soldati e soldatesse di età compresa tra i 20 e 28 anni si sono sottoposti a esami approfonditi ma non invasivi. I risultati di questo studio sono stati ora pubblicati sulla rinomata rivista specializzata «The Lancet Infectious Diseases».

Nessun indizio di conseguenze a lungo termine

Lo studio non ha rilevato nessun’alterazione della fertilità, dei sensi del gusto e dell’olfatto, della funzionalità cardiaca e polmonare nonché della vista. Tuttavia nei militari che avevano contratto il COVID-19 più di sei mesi prima della visita è stato possibile riscontrare una spiccata tendenza a un aumento dei livelli di grassi nel sangue, del peso corporeo e una diminuzione della resistenza. Non vi è alcuna prova che un gran numero di militari soffra di conseguenze a lungo termine del COVID-19 a seguito della malattia.

Lo studio

Lo studio «Persistence, prevalence, and polymorphism of sequelae after COVID-19 in young, unvaccinated adults: a prospective, longitudinal, cohort study» è stato pubblicato sulla «The Lancet Infectious Diseases» ed è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Zurigo (Istituto di epidemiologia, biostatistica e prevenzione), l’Ospedale Universitario di Zurigo nonché il Laboratorio di Spiez e l’Esercito svizzero. Premessa: le conseguenze del COVID-19 non sono definite in maniera sufficiente e la loro fisiopatologia non è chiara. Le conseguenze persistenti potrebbero avere ripercussioni globali, sulla salute pubblica e sulla società. Il nostro obiettivo era descrivere le conseguenze della malattia che si presentano a distanza di più di sei mesi in giovani adulti non ospedalizzati dopo aver contratto il COVID-19. Metodo: in uno studio di coorte prospettica e longitudinale sono stati osservati giovani militari dell’Esercito svizzero.


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