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28 000 visitatori hanno partecipato ai festeggiamenti per il cinquantenario della piazza d'armi di Drognens

Ha già 50 anni ma non dà ancora alcun segno di cedimento: la piazza d'armi di Drognens vicino a Romont nel Cantone di Friburgo ha festeggiato il suo compleanno dal 26 al 28 agosto. Le ampie esposizioni hanno creato un ponte tra passato e futuro e hanno attirato circa 28 000 visitatori.

31.08.2022 | Comunicazione Difesa, David Marquis

Jeep storica e Pinzgauer durante i festeggiamenti.
Retrospettiva: all'evento era possibile osservare anche veicoli usati agli inizi della piazza d'armi. ©VBS/DDPS, Theodor Biderbost e David Marquis

Passato e futuro, esercito e vita civile – i festeggiamenti per il cinquantenario della piazza d'armi di Drognens hanno offerto un ampio ventaglio di tematiche oggetto delle esposizioni. Un pezzo d'artiglieria storico ha sparato colpi in cielo sopra il distretto del Glâne, mentre qualche metro più in là i pompieri come pure la polizia hanno mostrato i loro mezzi più nuovi e le Forze aeree hanno dato informazioni in merito all'acquisto previsto degli aerei da combattimento F-35A. Vi erano anche delle Jeep storiche come anche cavalli del treno, gli attuali veicoli e sistemi dell'esercito oppure la dimostrazione di un impiego di fanteria. Insieme l'esercito nonché le autorità locali e le associazioni hanno attirato 28 000 persone nell'arco di tre giorni nella piazza d'armi situata su una graziosa collina.

«Alcuni visitatori erano molto sorpresi dell'ampio spettro di impieghi dell'esercito», ha constatato il maggiore Theodor Biderbost del comitato organizzativo. Ha avuto luogo uno scambio vivace tra gli espositori e i visitatori e si sono visti molti visi sorpresi. L'idea di organizzare dei festeggiamenti per il cinquantenario della piazza d'armi insieme ai partner civili è stato un grande successo. Il primo bilancio degli organizzatori e delle associazioni che hanno contribuito è stato positivo. «Questo evento ha consentito di rafforzare l'immagine dell'esercito e di consolidare ulteriormente il suo radicamento nel territorio», conclude il maggiore Theodor Biderbost.


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