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Premesse per un impiego sussidiario dell’esercito

Se i mezzi civili non sono più sufficienti per far fronte a una situazione straordinaria, l’esercito può essere impiegato per fornire appoggio a favore delle autorità civili. In tal caso l’esercito viene impiegato esclusivamente in modo sussidiario e su richiesta delle autorità civili – come per esempio nella lotta contro il coronavirus. I militari forniscono un sostegno laddove altri non possono intervenire.

05.04.2022 | Comunicazione Difesa, Roland Studer

L’armée appuie les autorités civiles à titre subsidiaire pour surmonter des situations extraordinaires.
L’armée appuie les autorités civiles à titre subsidiaire pour surmonter des situations extraordinaires. VBS/DDPS, Giorgio Krüsi

Quando il numero di contagi da coronavirus ha incominciato a salire all’inizio del mese di marzo 2020, i Cantoni hanno inoltrato numerose richieste di appoggio con mezzi militari. Successivamente il Consiglio federale ha deciso di mobilitare l’esercito per appoggiare la sanità pubblica civile nella lotta contro il coronavirus e per sostenere la Rete integrata Svizzera per la sicurezza.

Servizio d’appoggio unicamente su richiesta

Un simile appoggio militare alle autorità civili nella gestione di una situazione straordinaria è basato sul principio di sussidiarietà. Ciò significa che nel caso specifico i Cantoni e i Comuni non sono in grado di gestire una situazione straordinaria con i propri mezzi. In tal caso l’esercito può essere impiegato in via sussidiaria se i Cantoni interessati presentano una richiesta in tal senso. Per ogni servizio d’appoggio dell’esercito è inoltre necessaria un’autorizzazione preliminare del Consiglio federale. I servizi d’appoggio di notevole entità, per i quali è necessario chiamare in servizio più di 2000 militari o la cui durata è superiore a tre settimane, devono essere autorizzati anche dall’Assemblea federale – come è stato il caso per il primo impiego ordinato a causa della pandemia di coronavirus nella primavera del 2020.

Possibilità d’impiego dell’esercito

I militari possono essere impiegati a scopi di protezione, salvataggio e per fornire aiuto. Durante la prima ondata di coronavirus, ad esempio, le forze d’intervento mobilitate in appoggio alla sanità pubblica civile sono state dapprima impiegate in via sussidiaria, per sgravare il personale di cura degli ospedali, delle case per anziani e delle prigioni negli ambiti delle cure di base, delle cure mediche generali e dei trasporti sanitari. Successivamente le formazioni chiamate in servizio sono state impiegate anche a scopi di protezione, ad esempio per appoggiare l’Amministrazione federale delle dogane nella sorveglianza del «confine verde» o per sgravare la polizia cantonale ginevrina nella protezione delle ambasciate a Ginevra.

L’esercito garantisce la propria prontezza in modo rapido ed efficiente

Conformemente a quanto previsto dalla Costituzione federale, l’esercito ha l’obbligo di garantire in tutte le situazioni la prontezza all’impiego delle sue truppe. Il sistema di prontezza differenziata (vedi riquadro informativo 1) consente all’esercito di reagire in qualsiasi momento a eventi straordinari senza preavviso, con le forze e i mezzi necessari e appropriati. L’esercito è pertanto in grado di assicurare in maniera efficiente un rapido appoggio alle autorità cantonali – ricorrendo ai militari in servizio laddove altri non possono intervenire.

Il sistema di prontezza dell’esercito

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In caso di evento vige il sistema di prontezza differenziata: se necessario è possibile mobilitare fino a 35 000 militari entro 10 giorni. Dapprima vengono impiegati i cosiddetti «mezzi di primo intervento», ovvero le organizzazioni di professionisti e i militari in ferma continuata dell’esercito. In seguito vengono convocate le formazioni che si trovano già in servizio nonché le truppe delle scuole reclute e delle scuole per i quadri. Se tali truppe non dovessero essere sufficienti o se sono richieste capacità specifiche, vengono mobilitate ulteriori formazioni. Le truppe supplementari possono essere allarmate elettronicamente e impiegate in tempi brevissimi. In una prima fase vengono chiamate in servizio le formazioni di milizia in prontezza elevata. In tal modo varie migliaia di militari possono essere ulteriormente mobilitate entro 24–96 ore. Se necessario, è possibile chiamare in servizio altre formazioni di milizia mediante ordine di marcia.

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Comunicati stampa

FAQ

Attualità nell’esercito

In linea di principio l'esercito deve adempiere i propri compiti e garantire la prontezza necessaria indipendentemente dalla situazione legata al coronavirus. Ciò è possibile solo se continuano a tenersi le scuole reclute e i corsi di formazione, ma anche il reclutamento. L'esercito valuta costantemente la situazione e adotta misure volte ad arginare la diffusione del coronavirus.

In generale

Conformemente al Regolamento di servizio dell’esercito, l’obbligo di prestare servizio militare comprende obblighi fuori del servizio (per es. il tiro obbligatorio), il servizio d’istruzione (SR, CR ecc.), il servizio di promovimento della pace, il servizio d’appoggio e il servizio attivo.

  • Servizio d’istruzione
    Nella situazione normale tutti i militari sono tenuti a prestare il numero di giorni di servizio d’istruzione previsto in base al loro grado militare. Il servizio d’istruzione comprende la scuola reclute, i corsi di ripetizione annuali e la partecipazione a corsi di formazione, corsi, esercitazioni e rapporti. Il numero di giorni di servizio d’istruzione da prestare è stabilito nell’ordinanza concernente l’obbligo di prestare servizio militare.
  • Servizio di promovimento della pace
    Gli impieghi per il promovimento della pace all’estero sono prestati su base volontaria e in virtù di pertinenti mandati dell’ONU o dell’OSCE. Chi compie un servizio di promovimento della pace è assunto in base a un contratto di diritto pubblico. Sono computati i giorni di servizio prestati durante l’istruzione specifica all’impiego.
  • Servizio d’appoggio
    Nei casi in cui i mezzi civili non sono sufficienti per un compito di importanza nazionale l’esercito può essere mobilitato per assistere le autorità civili. Il servizio d’appoggio è un impiego dell’esercito e non serve all’istruzione dei militari. Per questo motivo i giorni di servizio prestati in servizio d’appoggio sono computati soltanto in parte o non sono computati del tutto sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione.
  • Servizio attivo
    In caso di minaccia per la sicurezza nazionale l’esercito può essere chiamato alle armi dall’Assemblea federale per prestare un servizio attivo. Le truppe chiamate al servizio attivo sono giurate. L’esercito può essere impiegato in un servizio di difesa nazionale per respingere una minaccia proveniente dall’esterno oppure nel quadro di un servizio d’ordine, per far fronte a gravi minacce interne (per es. terrorismo).

Misure di protezione dell’esercito

In presenza di sintomi di COVID-19 prima di entrare in servizio oppure durante il congedo personale vale il seguente principio: rimanere a casa. Informi telefonicamente il rispettivo comandante e contatti il suo medico di famiglia. Potrà entrare in servizio solo quando il medico ha dato la sua autorizzazione, ma prima dovrà tuttavia informare il suo comando.

Tutti i soldati e i quadri che entrano in servizio vengono informati in merito alla situazione attuale relativa al coronavirus nonché in merito al concetto di protezione e alle relative misure. Se il servizio dura almeno cinque giorni, i militari vengono sottoposti a un test del COVID-19 appena entrati in servizio. Se nonostante tutte le precauzioni qualcuno si ammala, viene immediatamente isolato dalla truppa e sorvegliato da un medico di truppa fino alla completa guarigione.

I test prevengono la diffusione del virus nell’esercito. L’obiettivo è mantenere alto il livello di prontezza all’impiego e all’istruzione dell’esercito.

Quando bisogna sottoporsi al test?

In caso di sintomi:

  • Rapida valutazione tramite il S san Infra, compreso il test PCR

Per tutti i militari e per tutti i servizi:

  • Prima dell’entrata in servizio (centro di test civile, notifica al comando in caso di positività)
  • In occasione dell’entrata in servizio (visita sanitaria d’entrata VSE)
  • Test settimanali
  • Prima della fine del servizio (visita sanitaria d’uscita VSU)
  • Durante la quarantena, a partire dal 5° giorno

Grazie alla Sanità militare l’esercito garantisce l’assistenza medica ai militari. Il virus COVID-19 nei militari impiegati non provoca praticamente decorsi gravi vista la loro età. Qualora dovesse verificarsi un caso grave, l’esercito fa affidamento ai posti nei reparti di cure intensive degli ospedali civili (respiratori).

Di norma può farlo il militare stesso. In primo luogo i parenti sono informati dal militare interessato. Se necessario e d’intesa con il settore dell’esercito addetto alle cure mediche di base, i parenti sono informati anche dal comandante o dal medico di truppa.

È posta in quarantena una persona che non è ammalata a priori. Si tratta di una separazione per motivi di sicurezza. Se il paziente mostra chiari sintomi o se è già risultato positivo al test del virus COVID-19, viene invece messo in isolamento. La quarantena serve a separare le persone che sono state esposte a un rischio elevato di contagio ma che non sono ammalate o che non mostrano alcun sintomo (casi sospetti, contatti con persone infette).

La quarantena è una misura ordinata per contenere la propagazione di malattie trasmissibili. La misura è ordinata dal medico in capo dell’esercito d’intesa con le autorità civili e militari. Il periodo di quarantena per la SARS-CoV-2 è di cinque giorni. Se al quinto giorno il test risulta negativo, è possibile terminare la quarantena.

L'isolamento significa isolare le persone ammalate o contagiate. Una persona che si ammala durante la quarantena deve essere posta in isolamento. L'isolamento ha luogo nell'infermeria, nel centro medico regionale (CMR) oppure presso un'ubicazione dell'esercito adibita all'isolamento. 

L’isolamento è una misura ordinata per contenere la propagazione di malattie trasmissibili ed è decisa dal personale medico secondo le prescrizioni dell’UFSP (Ufficio federale della sanità pubblica). L’isolamento dura sette giorni, comprese 48 ore senza sintomi prima del licenziamento, fatta eccezione per la fine del servizio: in questo caso la durata della misura è di cinque giorni.

Giorni di servizio, indennità e congedi

I militari ricevono l'80 percento del reddito medio conseguito prima del servizio, al minimo 62 franchi e a al massimo 196 franchi al giorno. Se il militare ha figli, oltre a questa indennità di base riceve anche l’assegno per i figli, che ammonta a 20 franchi per ogni figlio. Se la persona che presta servizio ha figli, l'importo minimo ammonta quindi a 98 franchi e quello massimo a 245 franchi al giorno. L’ammontare massimo dell'indennità complessiva non può tuttavia superare 245 franchi al giorno.

Se la situazione lo permette, il congedo generale viene concesso settimanalmente da parte del rispettivo comandante. Durante il primo e l'ultimo fine settimana della scuola reclute i congedi sono sospesi.  

I militari possono richiedere congedi individuali al proprio comandante. Tali congedi possono essere accordati in caso di emergenze nel contesto familiare, professionale o personale.
 

Ulteriori compiti dell’esercito

Indipendentemente dall’attuale pandemia, l’esercito deve proteggere la popolazione dall’intera gamma di minacce e pericoli possibili. La Costituzione federale assegna all'esercito il compito di garantire la prontezza all'impiego delle sue truppe in tutte le situazioni. Ciò significa che anche in questa situazione straordinaria deve essere svolta l'istruzione di tiro e le Forze aeree effettuano il servizio di polizia aerea e mantengono preparati i propri piloti per la difesa aerea. Un’interruzione degli addestramenti dei piloti di aviogetti per settimane o addirittura mesi pregiudicherebbe la capacità delle Forze aeree di proteggere la popolazione, per esempio nel quadro del servizio di polizia aerea, dalle minacce nello e dallo spazio aereo.

L’esercito verifica costantemente in quali settori è possibile e opportuno ridurre l’istruzione e gli addestramenti in funzione del livello di prontezza. 

Il SSC supporta la pianificazione preventiva e la pianificazione degli impieghi e fornisce consulenza allo Stato maggiore federale «Protezione della popolazione». Inoltre appoggia il coordinamento a livello di Confederazione e la gestione delle risorse in vari settori. Elabora e valuta la situazione sanitaria, ad esempio per quanto concerne i posti letto disponibili a livello nazionale, e rileva i relativi dati mediante il sistema d’informazione e d’impiego (SII). Il SSC dirige il proprio ambito mediante l’Organo di coordinamento sanitario (OCSAN).

Il medico in capo dell’esercito fornisce consulenza al capo dell’esercito per tutte le questioni mediche militari e, in qualità di capo e responsabile della sanità militare, emana le direttive specialistiche necessarie nella propria sfera di competenza.

 

Documenti

  • Concetto di protezione, Comando Istruzione
    Tutti i punti menzionati nel presente concetto di protezione si fondano sugli ordini vigenti del medico in capo dell’esercito nonché sui rispettivi ausili di lavoro, sui promemoria e sulle raccomandazioni relative alle misure di comportamento e d’igiene dell’UFSP.
    22.04.2022 | PDF, 2 Pagine, 188 KB

Servizio di assistenza nell'ambito di COVID-19

  • Domande e Risposte
    La conciliazione di assistenza, famiglia e lavoro pone i militari (mil) davanti a grosse sfide. In queste situazioni il servizio sociale dell'esercito (SSEs) è a Sua piena disposizione con consigli utili e varie forme di sostegno.
    16.12.2021 | PDF, 3 Pagine, 257 KB
  • LAVORO
    Ricerca di lavoro e reinserimento lavorativo post Servizio di Appoggio o Scuola Reclute
    16.04.2020 | PDF, 1 Pagine, 243 KB

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