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«Imparare a condurre è come imparare a nuotare: non si impara sui libri, ma con l’esperienza»

L’esercito si impegna per la sicurezza a lungo termine. In questo modo crea un clima in cui l’economia può prosperare. I quadri nell’esercito e nelle aziende sono notevolmente sollecitati. La formazione militare alla condotta si contraddistingue per tre peculiarità: la formazione pratica alla condotta, il metodo di condotta e la gestione delle crisi.

21.10.2021 | Comunicazione Difesa, Gaby Zimmer

Alcuni momenti dell’incontro tra aziende ed esercito svoltosi a Bremgarten (AG): gli aspiranti della scuola ufficiali del genio/del salvataggio/NBC spiegano ai visitatori interessati quali sono i loro compiti e mezzi d’impiego.
Alcuni momenti dell’incontro tra aziende ed esercito svoltosi a Bremgarten (AG): gli aspiranti della scuola ufficiali del genio/del salvataggio/NBC spiegano ai visitatori interessati quali sono i loro compiti e mezzi d’impiego. ©Comunicazione Difesa, Dominic Walser

Circa 80 quadri provenienti dal settore economico svizzero hanno accettato l’invito del capo dell’esercito, comandante di corpo Thomas Süssli, e si sono recati in loco per farsi un’idea dell’istruzione militare in materia di leadership. In un pomeriggio autunnale di ottobre, hanno incontrato 22 aspiranti della scuola ufficiali del genio/del salvataggio/NBC e i loro superiori a Bremgarten, in Argovia. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Valentin Vogt, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori.

La sicurezza, un fattore fondamentale

Il successo della Svizzera si basa su quattro fattori: commercio, innovazione, infrastruttura e sicurezza. Il mondo è diventato più volatile, incerto, complesso e ambiguo. L’urbanizzazione, la demografia, il cambiamento climatico e la rivoluzione industriale cambiano rapidamente il mondo. «All’inizio del mio mandato, la mia preoccupazione principale era un possibile blackout, infatti l’energia elettrica è per noi assolutamente imprescindibile», afferma il comandante di corpo Thomas Süssli descrivendo una delle sfide per la stabilità della Svizzera. Gli attacchi terroristici costituivano ulteriori scenari probabili nell’elenco dei rischi dell’esercito. Tuttavia è andata diversamente: il 16 marzo 2020 l’esercito ha avviato la più ampia mobilitazione dalla 2ª Guerra mondiale. Per circa dieci settimane, un massimo di 6000 militari hanno appoggiato ospedali, istituti di cura e i servizi civili alle frontiere nell’ambito delle misure contro il coronavirus.

Affidabilità e capacità di affrontare le crisi

«Quello che ho visto fare dai giovani durante questo impiego mi ha reso fiero e consapevole dell’efficacia del nostro sistema. I giovani quadri hanno dovuto adeguarsi costantemente alle sfide in divenire e tenere alto il morale della truppa anche quando il congedo è stato sospeso per diverse settimane». Secondo Thomas Süssli questa è una prova dell’efficacia delle tre peculiarità dell’istruzione militare in materia di leadership: il metodo di condotta 5+2, le esercitazioni pratiche e la gestione delle crisi. «Imparare a condurre è come imparare a nuotare: non si impara sui libri, ma con l’esperienza»

Infondere motivazione

Nell’esercito i cittadini in uniforme, durante la loro istruzione e nei servizi di perfezionamento, prestano impieghi importanti per la popolazione svizzera. Istruzioni ripetitive, fare la guardia e pulire gli scarponi rendono la quotidianità nell’Esercito svizzero non sempre entusiasmante. Pertanto i quadri devono affrontare una sfida: motivare e parlare dritto al cuore della truppa per raggiungere gli obiettivi. È possibile descrivere la leadership con cinque parole chiave: esempio, idea di fondo, comprensione, fiducia e responsabilità. L’esercito insegna ai suoi membri questi valori già a partire dai vent’anni d’età. Occorre che i giovani aspiranti diano sempre prova delle conoscenze teoriche anche direttamente nel quotidiano, conducendo una sezione di circa 50 persone per tutta la durata della scuola reclute (18 settimane).

5+2

Quella che può sembrare un’operazione di calcolo non sempre dà 7 come risultato. I giovani aspiranti imparano ad affrontare ogni incarico in cinque passaggi: comprendere il problema, valutare la situazione, prendere una decisione, sviluppare un piano e dare l’ordine; seguono poi il piano orario e le misure immediate. «Le 62 settimane di servizio militare in un unico periodo svolte da un ufficiale dal reclutamento all’ottenimento del brevetto apportano un valore aggiunto inestimabile per l’interessato e chi gli sta intorno», sottolinea il brigadiere Stefan Christen, comandante della Formazione d’addestramento del genio/del salvataggio/NBC. «Gli strumenti militari si sono rivelati efficaci non soltanto durante la crisi, ma anche nel quotidiano. Indipendentemente che si pianifichi un impiego militare o una gita in campeggio, il 5+2 è una garanzia di successo».

Non c’è un aspirante uguale all’altro

Tutte le aziende auspicano quadri in grado di pensare sotto forma di alternative e di individuare diverse opzioni. Il colonnello SMG Patrick Galimberti, comandante della scuola ufficiali del genio/del salvataggio/NBC apprezza soprattutto l’autodisciplina dimostrata dagli aspiranti. «Alla fine della giornata gli aspiranti si ritrovano nell’aula di teoria, dove riflettono sulla giornata appena trascorsa e preparano quella successiva». Il 75 percento dei 22 aspiranti ha tra i 20 e i 23 anni, 14 di loro hanno già concluso un apprendistato, cinque la maturità e tre una maturità professionale. Tutti si contraddistinguono per una notevole motivazione, una grande volontà di impegnarsi e la passione per il lavoro di squadra. No, non c’è un aspirante uguale all’altro, infatti ogni individuo è unico.

Un leader ha anche seguaci

Valentin Vogt, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori, è convinto che: «Chi ha assolto un’istruzione militare dei quadri non solo è in grado di fornire buone prestazioni, ma anche di ottenere risultati eccellenti». Occorre raggiungere gli obiettivi, indipendentemente che la situazione sia più o meno propizia. «I leader hanno chi li segue, sono dirigenti che si impongono non soltanto per la loro posizione di potere, ma perché sono in grado di convincere e parlare dritto al cuore della gente». L’Unione svizzera degli imprenditori comprende oltre 100 000 aziende con circa due milioni di collaboratori. Valentin Vogt si impegna con la sua associazione affinché la formazione militare alla condotta riceva nuovamente il rilievo che le spetta. «Nella quotidianità militare ero sempre un passo avanti alle mie attività civili. Anche se ho investito molto nella mia carriera da ufficiale, ne traggo ancora beneficio anche 30 anni dopo».

Aspirante Alejandro Grifone, 21 anni, di Flumenthal SO, maturità federale

Aspirante Alejandro Grifone

«Mi motiva poter trasmettere le conoscenze acquisite ai miei subordinati. Dopo 18 settimane di scuola reclute devono poter dire di aver imparato qualcosa di importante per il loro futuro. Personalmente traggo tra l’altro beneficio dalla maggiore flessibilità e resilienza. Qui il lavoro è diverso ogni giorno e dobbiamo darci da fare con qualsiasi tempo».

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L’aspirante Marlon Meier, 20 anni, della città di Zurigo, maturità classica

Aspirante Marlon Meier

Desidero entrare in polizia e trarrò beneficio dalle competenze acquisite nell’esercito. La mia famiglia era fiera di me quando sono entrato nella scuola ufficiali. Imparo cosa significa dare l’esempio 24 ore al giorno, infatti faccio da mamma e papà ai miei subordinati.

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Aspirante Andrea Turrin, 23 anni, AFC quale laboratorista in chimica con maturità professionale

Aspirant Andrea Turrin
Aspirante Andrea Turrin

Quando ho detto ai miei cari di voler assolvere la scuola ufficiali, la maggioranza era scettica. Ma le nozioni teoriche mi sono state utili già dalla prima esercitazione. Non avevamo un piano e grazie al sistema 5+2 siamo riusciti nel nostro intento in modo rapido ed efficace. Nell’allenamento in materia di comunicazione impariamo a presentarci in modo sicuro e competente, cosa di cui dobbiamo dare prova ogni giorno.

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