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Sulle tracce del sogno di bambina

Il sergente capo Amanda Müller* sta compiendo il percorso per diventare agente della polizia militare. Nello scorso mese di settembre ha iniziato presso l'Academie de Police a Savatan, attualmente si trova nel secondo anno di formazione e sta assolvendo lo stage pratico presso il comando d'impiego della polizia militare. Entro un anno avrà terminato la formazione e avrà realizzato in questo modo il suo sogno di bambina.

23.08.2021 | VBS/DDPS VBS/DDPS, Moni Bregy, Cdo PM

Durante il corso presso la polizia giudiziaria militare gli aspiranti apprendono come raccogliere le prove sul luogo del reato. ©Cdo PM, Moni Bregy

Sorridente, con passo deciso, atteggiamento fiero e la treccia di capelli poggiata sulle spalle, il sergente capo Amanda Müller* entra nel centro di sussistenza della caserma di Sion. Arriva direttamente dall'istruzione complementare interna di polizia militare presso la polizia giudiziaria militare, che corrisponde all'inizio dell'anno di pratica. È logico, dal momento che «all'Academie de Police a Savatan l'istruzione è concepita soprattutto per i corpi civili di polizia», spiega Amanda, e aggiunge: «e noi della polizia militare dobbiamo anche acquisire le conoscenze specificatamente militari». In seguito per lei è previsto lo stage pratico presso il posto di polizia militare a Thun, prima che venga promossa al grado di sergente maggiore e che possa ottenere il brevetto di sottufficiale della polizia militare.

Sull'esempio dei fratelli

La decisione di entrare nella polizia militare è stata per la turgoviese Amanda una conseguenza logica dei suoi interessi privati. «Ho due fratelli maggiori che hanno assolto la scuola reclute quando ero ancora molto piccola. Mi ha sempre affascinato molto tutto ciò che ha a che fare con l'esercito e la polizia», ricorda Amanda. E aggiunge: «È stato sempre chiaro che avrei voluto entrare nell'esercito e ho quindi pensato, perché non combinare le due cose?».

La pittrice diplomata ha assolto la scuola reclute presso le truppe di trasmissione a Frauenfeld e dopo aver concluso la scuola sottufficiali ha chiesto il cambiamento d'incorporazione nel battaglione della polizia militare 2. «Quando ho visto il bando di concorso per sottufficiali PM ho pensato di dover assolutamente approfittare dell'opportunità e mi sono subito candidata», racconta Amanda. Dopo i due anni obbligatori nel sevizio di sicurezza della polizia militare e un anno di scuola di polizia, si trova attualmente nell'ultimo quarto della sua istruzione e pertanto vicino alla realizzazione del suo sogno di bambina, come dice la stessa Amanda.

Nessun favoritismo

Amanda ha realizzato faticosamente il suo sogno. Non è stato sempre facile come donna in un ambiente prevalentemente maschile. «Chiaramente all'inizio si sentono dei commenti, ma bisogna semplicemente sopportarli», afferma la risoluta aspirante. Quando le viene chiesto come abbia fatto a guadagnarsi il rispetto dei sui camerati, risponde prontamente: «Semplicemente non si devono chiedere favoritismi e si deve essere disposte a fornire le stesse prestazioni degli uomini e a integrarsi nel gruppo».

Con la forza di volontà tutto riesce

Amanda sopporta egregiamente il fatto di trovarsi ora lontano da casa. «Vado a casa una volta al mese e faccio visita ai miei cari», afferma. Di questi fa parte anche il suo cane Pipoca, di cui sente particolarmente la mancanza. Alla domanda se sia interessata alla funzione di conducente di cani, facendo cenno di no, Amanda dice: «Ci ho già pensato, ma al momento è fuori discussione. Ora la cosa principale è concludere la formazione di polizia».

Comunque si fa anche dei pensieri riguardo al futuro. È ben consapevole del fatto che la professione di agente di polizia non è solo oro che luccica, ma che ci si può anche trovare confrontati con la morte. «Non so come reagirei in un caso del genere», ammette, e aggiunge: «Ma durante la scuola di polizia ho seguito anche lezioni di psicologia e ho imparato come comportarmi in questi momenti con me stessa ma anche con i familiari».

Amanda non conosce la paura. Il periodo finora trascorso l'ha resa più forte. Ai camerati che devono ancora affrontare il percorso consiglierebbe quanto segue: «Dovrebbero perseguire i propri obiettivi, lottare per i propri obiettivi. Tuttavia gli direi anche che quello che iniziano non è un percorso semplice». E secondo Amanda tutto ciò è sintetizzato anche dal motto della polizia militare: «SENZA PAURA». «Essere forti e dimostrare forza di volontà. Se si ha forza di volontà, si può raggiungere qualsiasi cosa», di questo il sgt capo Amanda Müller è il miglior esempio.

 

*Per motivi di protezione della personalità Amanda Müller (nome fittizio) vuole rimanere anonima.