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Impiego dell’esercito commuove fino alle lacrime

Il battaglione del genio 6 ha aiutato il villaggio di Cressier in modo rapido, flessibile e senza complicazioni burocratiche. Armato di picconi, pale e mezzi pesanti l’esercito ha contribuito ad arginare le devastazioni causate dal maltempo. L’impegno dimostrato è stato apprezzato dalla popolazione e ha commosso profondamente il sindaco.

12.07.2021 | Comunicazione Difesa, Christoph Merki e Roland Studer

Angehörige des Geniebataillon 6 beseitigen in Cressier NE den meterdicken Schlamm und Dreck, den ein Unwetter hinterlassen hat.
Angehörige des Geniebataillon 6 beseitigen in Cressier NE den meterdicken Schlamm und Dreck, den ein Unwetter hinterlassen hat. ©VBS/DDPS, Giuliano Borter

L’ordine d’impiego è giunto a breve termine. Il battaglione del genio 6 era impegnato in un corso di ripetizione quando il villaggio di Cressier (NE) ha presentato una richiesta di appoggio. Già poche ore dopo l’approvazione della richiesta di appoggio da parte dell’esercito, i primi militari del battaglione del genio 6 sono giunti a Cressier. I danni arrecati dal maltempo erano considerevoli. Il villaggio situato tra il Lago di Neuchâtel e il Lago di Bienne era sommerso da metri di fango e sporcizia.

Tuttavia l’attenzione era in primo luogo concentrata sul torrente Ruhaut. «Nel letto del torrente si erano accumulate enormi quantità di macerie, legname e fango. Abbiamo provveduto a sgomberarli il più resto possibile affinché l’acqua potesse defluire in caso di ulteriori piogge», ricorda l’ufficiale stampa e informazione Giuliano Borter. Inoltre i militari del battaglione del genio 6 hanno costruito un bacino di contenimento sopra il paese per poter raccogliere e asportare le masse d’acqua e le macerie in caso di nuovi temporali. Infine hanno anche provveduto a eliminare i rami e gli altri ostacoli che si erano incagliati nei ruscelli sotterranei.

La popolazione li ha accolti con un applauso

Nel villaggio i soldati lavoravano anche con macchine da cantiere pesanti, quali escavatrici cingolate e autocarri. Principalmente però si servivano di pale e picconi per i lavori di sgombero. «È stato molto faticoso, un lavoro fisico. Però erano tutti altamente motivati e si impegnavano a fondo», dichiara Giuliano Borter. È stato fantastico poter dimostrare di cosa è capace un battaglione del genio, afferma l’ufficiale tracciando un bilancio. Gli abitanti di Cressier hanno apprezzato profondamente questo impegno e hanno applaudito l’esercito quando è arrivato sul posto con gli apparecchi e gli specialisti di cui c’era urgentemente bisogno.

Anche i responsabili dell’esercito sono venuti a farsi un’idea del lavoro svolto con competenza dal battaglione del genio 6. Sia il capo del Comando Operazioni, comandante di corpo Laurent Michaud, sia i comandanti delle divisioni territoriali 1 e 2, divisionario Yvon Langel e divisionario Daniel Keller, si sono detti impressionati.

«Abbiamo solo fatto il nostro lavoro»

L’aiuto «rapido ed efficiente» dell’esercito ha lasciato un ricordo indelebile anche nella memoria di Jean-Bernard Simonet. «Sono rimasto commosso dalla naturalezza e dalla perseveranza con cui hanno svolto questo duro lavoro», dichiara il sindaco di Cressier. L’impiego dell’esercito ha scongiurato il peggio. Come «piccolo segno della grande riconoscenza» per il prezioso lavoro, nel momento dei saluti finali Jean-Bernard Simonet ha consegnato a ogni soldato un piccolo omaggio della regione. «In quel momento ero vicino alle lacrime», ci dice.

L’ufficiale specialista Giuliano Borter è consapevole di quanto fosse apprezzato l’aiuto del battaglione del genio 6, tuttavia con modestia ha dichiarato: «Abbiamo solo fatto il nostro lavoro». In fondo l’esercito e il battaglione del genio 6 esistono proprio per questo motivo: aiutare quando serve aiuto.


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