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Giornata nuovo futuro per le ragazze del Kosovo

Di primo acchito molte persone associano la parola «soldato» all’immagine di un uomo grande, grosso e forte che sa tutto sul combattimento. In molti Paesi, infatti, la presenza di donne nell’esercito è piuttosto scarsa. Diventare soldato a titolo volontario, per molte giovani ragazze non è un'opzione da poter prendere in considerazione. Ma anche altre in professioni difficilmente le ragazze riescono a trovare dei modelli femminili. L’«International Dey of girl child» si propone di cambiare questa situazione.

03.11.2020 | SWISSINT

La presidente del Parlamento kosovaro, Vjosa Osmani, ha invitato diverse specialiste e donne manager a parlare all’interno del parlamento di fronte a un gruppo di ragazzine d'età compresa tra i 5 e i 12 anni.
La presidente del Parlamento kosovaro, Vjosa Osmani, ha invitato diverse specialiste e donne manager a parlare all’interno del parlamento di fronte a un gruppo di ragazzine d'età compresa tra i 5 e i 12 anni.

Paesaggi collinosi ricoperti da un fitto bosco circondano la zona, che in lingua albanese viene chiamata Mitrovicë e in lingua serba Kosovska Mitrovica. Mitrovica si trova nel nord del Kosovo ed è situata nella zona a sud-ovest dei piedi della catena montuosa del Kopaonik. La città è divisa in due dal fiume Ibar. La sorgente dell'Ibar si trova in Montenegro e il fiume scorre attraverso il Montenegro, il Kosovo e infine la Serbia. Il ponte di Austerlitz collega la parte settentrionale della città di Mitrovica, dove la maggioranza degli abitanti è di lingua serba, con la parte meridionale, dove la maggioranza è di lingua albanese. La separazione della zona non è rappresentata soltanto dal fiume ma anche da diverse scuole e unità amministrative. Mentre la parte meridionale più grande è costituita dal Comune di Mitrovica e Jugut, la parte settentrionale è formata dal Comune di Severna Kosovska Mitrovica. La regione è la patria di numerose diverse etnie. Oltre ad albanesi del Kosovo e a serbi del Kosovo, in alcuni quartieri abitano anche minoranze come il gruppo etnico dei rom.

 

Da alcune settimane anche il Liaison and Monitoring Team del 43° contingente della SWISSCOY si trova al completo sul posto. Sotto la direzione del Team Commander, magg Robin Gubler, i militari si stanno ambientando nella loro nuova casa per i prossimi sei mesi e si stanno abituando anche alla convivenza con gli altri. Infatti la vita nella casa, quasi un'abitazione condivisa, in un gruppo così ampio è anche impegnativa. «Siamo undici persone e inizialmente la situazione deve un po' stabilizzarsi. Inoltre cucinare per undici persone non è affatto semplice!», afferma Gubler. Tuttavia è soddisfatto del team e dell'Area of Responsibility. «Qui abbiamo sempre qualcosa da fare, indipendentemente da quello che accade. Ci occupiamo della parte settentrionale e di quella meridionale, da qualche parte succede sempre qualcosa!» – un buon presupposto quindi per un LMT. Pertanto neanche le prime settimane sono state noiose per il team e hanno già visto in programma numerosi meeting, sebbene il lavoro sia suddiviso tra quattro sottoteam.

 

Anche se attualmente si lavora perlopiù ancora in questi piccoli gruppi, vi sono momenti nei quali i militari possono dialogare tutti insieme tra loro. «A mezzogiorno pranziamo insieme, così ci vediamo tutti almeno una volta al giorno», afferma il ten Quirin Kurath, che lavora come osservatore dell'LMT. Si tratta anche di un team molto sportivo quello che si è ritrovato a Mitrovica. «Spesso si allenano insieme e si spronano a vicenda con delle sfide», racconta Kurath.