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Trasmettere le conoscenze a favore della propria sicurezza

Nel quadro del promovimento militare della pace, l’Esercito svizzero partecipa con la SWISSCOY alla missione multinazionale Kosovo Force in Kosovo. In questo contesto sono impiegati anche esperti per l’eliminazione di munizioni inesplose e sminamento. Questi ultimi, in occasione dell’istruzione di militari greci a metà settembre, hanno trasmesso le loro conoscenze nell’ambito del riconoscimento di dispositivi esplosivi e incendiari.

26.10.2020 | 42° contingente SWISSCOY, uff spec Fabienne Wälti / Comunicazione Difesa, Michael Senn

Discussione tra i militari dell’Esercito svizzero e i soldati greci
Un membro del team EOD svizzero spiega a un soldato greco quali sono gli aspetti salienti in occasione dei controlli di veicoli all’ingresso del camp.

Precisione, affidabilità e ampie conoscenze tecniche di tipo specialistico sono le caratteristiche attribuite ai membri dell’Explosive Ordnance Disposal (EOD) svizzero. Gli specialisti nell’eliminazione di munizioni inesplose svolgono numerosi incarichi in Kosovo in qualità di membri del contingente SWISSCOY a favore della Kosovo Force (KFOR). Infatti il team EOD svizzero ispeziona insieme ai colleghi austriaci per esempio aree improvvisate d’atterraggio per elicotteri oppure aiuta a sgomberare blocchi stradali.

Gli esperti svizzeri sono inoltre in contatto con il team EOD della Kosovo Security Force (KSF), responsabile in qualità di First Responder dell’eliminazione di munizioni inesplose e residuati esplosivi risalenti alla guerra, come per esempio munizioni o mine. In questo contesto gli specialisti svizzeri sorvegliano il loro lavoro e prestano loro consulenza.

Cooperazione internazionale

Il team EOD svizzero è molto richiesto a causa del suo ampio know-how: oltre all’eliminazione di munizioni inesplose, rientra nei suoi compiti anche sensibilizzare in merito all’attuale situazione di minaccia derivante da munizioni inesplose nella zona d’impiego. Durante queste sequenze d'istruzione, a militari di diverse nazioni sono trasmesse importanti conoscenze tecniche, per loro necessarie al fine di affrontare gli incarichi con successo e in modo sicuro.

Per esempio a settembre due membri del team EOD svizzero hanno istruito per due giorni i colleghi greci che effettuano controlli nell’ambito della guardia nonché controlli di persone e di veicoli all’ingresso del camp del quartiere generale KFOR a Pristina.

Non esiste alcuna ricetta universale

«Non esiste una regola standard, infatti dipende dalla situazione», afferma il direttore svizzero dell’esercizio all’inizio della formazione. Nel modulo teorico da 45 minuti ha illustrato ai soldati greci l’attuale situazione di minaccia e ha spiegato quali dispositivi esplosivi o incendiari insoliti devono aspettarsi durante il lavoro.

In questa occasione ha fatto appello all’intuito e al buon senso del personale di guardia. Anche se le possibilità di effettuare un attacco sono infinite, i segnali in caso di potenziali sospetti sono ben visibili: sudorazione eccessiva, nervosismo, oggetti o osservazioni sospette sono indizi ai quali occorre prestare attenzione.

Decisioni in funzione della situazione

In seguito hanno avuto luogo moduli d’istruzione pratici con esempi concreti. Quali aspetti devono essere tenuti a mente quando si controlla un veicolo? Come possono proteggere sé stessi e i loro colleghi in modo ideale? Cosa fare qualora si verifica un evento reale ed è stato effettivamente posizionato un dispositivo esplosivo?

La risposta ripetutamente fornita ai colleghi greci è stata: dipende da caso a caso. Per riuscire nel proprio intento sono fondamentali la comunicazione, la distanza e il rispetto delle procedure di notifica. I militari greci hanno tratto beneficio dall’istruzione e con le conoscenze acquisite possono garantire una maggiore sicurezza nell’ambito della sorveglianza all’entrata del camp. Si tratta di una situazione ideale per tutte le parti coinvolte.

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