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Comando KAMIR: esperienza decennale nel trattamento dei proiettili inesplosi

37 anni fa i proiettili inesplosi sono tragicamente saliti alla ribalta quando nel giro di poche settimane sette persone hanno perso la vita a causa di granate lasciate per terra. Le autorità hanno reagito immediatamente e hanno creato organi direttivi al fine di far fronte al pericolo derivante dalle munizioni militari sul terreno. Oggi spetta al comando KAMIR a Spiez provvedere alla maggiore sicurezza possibile grazie alla sua competenza specialistica acquisita nel corso di vari decenni, affinché tali tragedie non si ripetano più.

19.10.2020 | Comunicazione Difesa, Michael Senn

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Il Centro di competenza NBC-KAMIR (nucleare, biologico, chimico, eliminazione di munizioni inesplose e sminamento) è stazionato a Spiez e dirige la difesa NBC e il comando KAMIR. (VBS/DDPS Stefan Meienhofer)

Nell'estate del 1983 si verificano addirittura due tragici incidenti con le munizioni militari che non erano esplose dopo essere state sparate. Il 21 giugno nei pressi di Flums SG due adulti e un bambino perdono la vita dopo aver rinvenuto una granata di lanciamine di 8,1 centimetri. Solo poche settimane dopo una donna e tre dei suoi figli perdono la vita sul Dreizehntenhorn, in Vallese. Durante un'escursione si sono imbattuti in un proiettile inesploso, lo hanno messo nello zaino e dopo essere arrivati sulla cima della montagna l'hanno esaminato tenendolo tra le mani.

Le misure immediate producono miglioramenti

Questi incidenti mortali hanno suscitato profonda commozione in Svizzera e l'allora Dipartimento militare federale (DMF) ha dichiarato immediatamente l'adozione di misure.  Poche settimane dopo i gravi incidenti diverse migliaia di militari hanno setacciato numerose zone di tiro. Queste azioni di ricerca intensificate da parte del DMF vengono mantenute anche negli anni successivi. In una risposta a un'interrogazione parlamentare, nel 1986 il Consiglio federale scrive quanto segue: «Azioni di sgombero da parte della truppa nella regione alpina: già solo nel 1986 nel corso di queste azioni sono stati raccolte e portate via dalla zona oltre 100 tonnellate di residui di munizioni come pure di rifiuti civili e militari».

Viene fondato il comando eliminazione di munizioni inesplose

Nel 1991 il DMF ha assegnato l'incarico interno di effettuare uno studio breve dal titolo «Eliminazione di munizioni inesplose in tempo di pace». Dal 1994 ha avuto luogo la relativa attuazione durante la quale, sotto la direzione dell'allora Aggruppamento dell'armamento (oggi armasuisse) a Thun, è stata gestita una Centrale d'annuncio di proiettili inesplosi. Dopo una fase intermedia, nel 1999 il Corpo delle guardie delle fortificazioni (CGF) ha assunto la gestione dell'organo direttivo per l’eliminazione di munizioni inesplose a livello di esercito.

Nel 2004 si è infine giunti alla fondazione del Centro di competenza KAMIR, per cui gli esperti di munizioni provenienti dall'Aggruppamento dell'armamento e il CGF sono stati riuniti sotto un comando diretto centralmente.

La Centrale d'annuncio di proiettili inesplosi si trasferisce a Spiez

Nel 2018, nel quadro dell’ulteriore sviluppo dell’esercito, il Centro di competenza KAMIR e NBC, nel frattempo fusi tra loro, sono stati trasferiti nella Formazione d’addestramento del genio/del salvataggio/NBC. A partire da quel momento il quartiere generale come pure la Centrale d'annuncio di proiettili inesplosi si trovano a Spiez.

Oggi, grazie alla sua competenza acquisita nel corso di decenni e ai suoi addetti all'eliminazione di munizioni inesplose, il comando KAMIR provvede affinché i proiettili inesplosi e i residui di munizioni vengano recuperati e resi innocui. Tuttavia ciò che era pericoloso in passato forse lo è ancora oggi. Per tale ragione in caso di avvistamento di munizioni vale sempre il principio: non toccare –  contrassegnare – notificare.

Pericolo decennale

Da decenni l'esercito utilizza le pareti rocciose come zone degli obiettivi per lanciamine, cannoni di fortezza, razzi anticarro e generi di proiettile di qualsiasi calibro. Dopo ogni tiro da sempre la normale procedura prevede che i militari perlustrino la zona per raccogliere i residui di munizioni e segnalare i proiettili inesplosi. Le grandi quantità di neve, il pietrisco franoso e le difficili condizioni nelle regioni di montagna impediscono tuttavia ripetutamente che possano essere rinvenuti tutti i residui di munizioni. Molti di questi riemergono in superficie solo con l'arrivo dell'estate e lo scioglimento della neve. Spesso il pericolo persiste per anni se non addirittura per decenni.

Notificare i proiettili inesplosi

Per «proiettili inesplosi» si intendono le munizioni che non sono esplose oppure che sono esplose solo in parte, ad esempio perché sono cadute in acqua, nella neve o in terreni molli oppure perché la spoletta non ha funzionato a dovere. I proiettili inesplosi e i residui di munizioni si trovano spesso su piazze di tiro, in zone degli obiettivi situate in montagna o sui ghiacciai, ma possono essere lasciati anche in memoria di militari deceduti come ricordo del loro servizio. Al fine di evitare incidenti, occorre osservare i seguenti principi: non toccare – contrassegnare – notificare, per telefono o tramite app. Nel limite del possibile utilizzate l'app «Inesploso» che potete scaricare gratuitamente dall'App Store o dal Google Play Store. Potete notificare il ritrovamento anche per telefono al numero 117.

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