print preview Ritornare alla pagina precedente Pagina iniziale

Non esistono alternative valide

Le Forze aeree forniscono un contributo essenziale all'adempimento dei compiti dell'esercito, e di conseguenza al buon funzionamento del sistema complessivo «esercito», dal servizio di polizia aerea e dalla difesa aerea fino all'appoggio aereo alle truppe di terra. A tale scopo gli aerei da combattimento sono indispensabili. Per la sicurezza nello spazio aereo svizzero non esistono alternative valide.

21.07.2020 | Comunicazione Difesa, Eve Hug

Foto: VBS/DDPS, André Scheidegger

 

A partire dalla fine del 2020 la prontezza all'impiego nel quadro del servizio di polizia aerea sarà garantita 24 ore su 24 mediante due aerei da combattimento armati in grado di decollare nel giro di 15 minuti. Tuttavia è sbagliato destinare i mezzi per la protezione dello spazio aereo unicamente al servizio di polizia aerea quotidiano. L'elemento centrale consiste piuttosto nella capacità di sorvegliare in permanenza lo spazio aereo, di proteggerlo in presenza di tensioni e di difenderlo in caso di conflitto armato.

Requisiti elevati

Le Forze aeree hanno bisogno di aerei da combattimento con un’elevata velocità ascensionale, che siano in grado di raggiungere velocità supersoniche e di rimanere per un certo tempo nel settore d’impiego. I nuovi aerei dovranno inoltre essere dotati di sensori e armi impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica, di radar potenti, di sistemi di autoprotezione efficaci contro le minacce moderne e di un sistema di identificazione amico-nemico affidabile. Oltre ai missili aria-aria, gli aerei devono poter impiegare anche armi aria-terra per poter fornire appoggio alle nostre truppe.

La velocità conta

Gli elicotteri da combattimento o gli aerei da combattimento leggeri non sono un'alternativa valida. Anche se i primi sono in grado di fornire appoggio alle truppe di terra, sono troppo lenti per il servizio di polizia aerea o per la difesa aerea e raggiungono quote insufficienti. Gli aerei da combattimento leggeri disponibili sul mercato non sono in grado di soddisfare nemmeno i requisiti minimi per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di superare la velocità del suono – una condizione indispensabile nella piccola Svizzera –, la velocità ascensionale e la capacità di accelerazione sono insufficienti oppure non è disponibile un radar adeguato.

Contatto visivo e segni con la mano

Oltre ai requisiti tecnici, anche la persona seduta nel cockpit è di fondamentale importanza. Infatti non appena è stato stabilito il contatto visivo con un aeromobile non identificato, il pilota del jet da combattimento può tentare di prendere contatto via radio o tramite segni con la mano. Con un drone ad esempio una comunicazione del genere non sarebbe possibile. Sebbene i droni forniscano buone prestazioni nella ricognizione aerea, non sono tuttavia adatti per il servizio di polizia aerea o per la difesa contro aerei da combattimento o missili da crociera. In particolare per il servizio di polizia aerea è importante che sia presente in loco un pilota che possa prendere decisioni adeguate alla situazione.

Integrazione con mezzi al suolo

Allo stesso modo nemmeno la difesa terra-aria è adatta al servizio di polizia aerea. I suoi sistemi non sono in grado di identificare aeromobili in volo, di metterli in guardia, allontanarli o costringerli all'atterraggio, ma possono essere impiegati solo per abbattere aeromobili. Per contro, consentendo una protezione con elevata capacità di resistenza, forniscono un importante contributo alla difesa aerea. Possono, e devono, integrare gli aerei da combattimento, ma non sostituirli. Una combinazione ben armonizzata tra difesa terra-aria e aerei da combattimento (Air2030) è fondamentale affinché l'esercito sia in grado di adempiere i propri compiti anche in futuro. Per questo non esiste alcuna alternativa valida.