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«Voglio trascorrere con questa truppa un periodo indimenticabile all'insegna del cameratismo»

Due settimane fa il 21enne originario di Zugo Damian Sidler è entrato in servizio nella scuola reclute DCA 3-2/20. Sul Glaubenberg LU illustra le sue prime impressioni dell'ambito militare e spiega come le costrizioni dovute al coronavirus gli abbiano offerto l'opportunità di conoscere un po' più da vicino i quadri e i camerati.

15.07.2020 | Comunicazione Difesa, Urs Schumacher

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(Foto: DDPS)

Recluta Sidler, lei sapeva già da tempo che avrebbe voluto prestare il suo servizio nella difesa contraerea. Da cosa è nata questa scelta?

Già mio fratello ha potuto assolvere la sua scuola reclute (SR) nella difesa contraerea. Ha raccontato con entusiasmo delle sue esperienze e del cameratismo e inoltre, dopo la sua SR, ha frequentato la scuola sottufficiali.

Per me era importante soprattutto che potessi assolvere una SR molto variata e ricca di esperienze. Così mi sono fatto reclutare come cannoniere nella difesa contraerea.

A seguito della situazione legata al coronavirus nel primo fine settimana di servizio nessun militare della scuola è potuto uscire in congedo e tutti sono dovuti rimanere negli accantonamenti. Come ha vissuto quel fine settimana?

Il fatto che non potessimo andare a casa naturalmente era un peccato. Ciononostante tutte le reclute e anche i quadri hanno compreso e accettato le limitazioni dovute alla situazione. La domenica abbiamo potuto trascorrerla in tranquillità, abbiamo passato il tempo libero giocando a ping-pong o a calcio. Penso che già questo abbia contribuito a unire la nostra truppa. Dal momento che nemmeno i quadri potevano lasciare la piazza d'armi, abbiamo inoltre avuto l'opportunità di conoscere un po' più da vicino i capigruppo e i capisezione. Si è inoltre avuta una certa parvenza di libera uscita quando sabato sera abbiamo potuto bere tranquillamente una birra con i nostri camerati, cosa che ha senz'altro propiziato il buonumore e la coesione.

Prima dell'inizio della SR lei è stato attivo per 12 anni nella «Jungwacht (movimento scout attivo nella Svizzera tedesca)», 5 dei quali come responsabile. Esistono delle somiglianze con la quotidianità militare?

Penso che ci siano degli aspetti in comune. Ad esempio anche in una comunità come la «Jungwacht» è molto importante riuscire a mettere un po' da parte le proprie esigenze personali. Per progredire come gruppo e perseguire insieme un obiettivo è necessario che si riesca a lavorare insieme ad altre persone e che si tengano in considerazione le loro esigenze. Anche la «sopravvivenza» in aree inesplorate è un'esperienza che ho potuto già fare durante i numerosi campi e le varie attività nella «Jungwacht». Quindi per me non è nulla di nuovo trascorrere alcune notti senza infrastrutture in un sacco a pelo. Rispetto a ciò la vita nell'esercito d'altra parte è molto diversa: nella «Jungwacht» gli elementi prioritari sono soprattutto il divertimento e l'amicizia, mentre durante il servizio si svolgono principalmente sequenze d'istruzione militare.  

Quali sono le sue aspettative e i suoi desideri personali per la SR?

Considero molto importante il servizio per la Patria. Vorrei conoscere e imparare ad apprezzare persone provenienti da ogni angolo della Svizzera e da ogni situazione di vita e con questa truppa trascorrere un periodo indimenticabile all'insegna del cameratismo. Inoltre vorrei, se è possibile, assolvere la scuola ufficiali e in seguito svolgere io stesso una SR come caposezione.

Mille grazie per le sue impressioni. Le auguriamo ancora un buon servizio e pieno successo sul suo percorso per diventare aspirante ufficiale.