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La sicurezza non è scontata

La Svizzera è uno dei Paesi più sicuri della Terra, ma questo non è scontato. Per salvaguardare la neutralità svizzera, sia a terra che nello spazio aereo, l’esercito deve essere in grado in qualsiasi momento di difendere il Paese in modo indipendente ed efficace da minacce di vario genere. L’acquisto di nuovi aerei da combattimento è dunque indispensabile.

30.06.2020 | Divisionario Claude Meier, capo dello Stato maggiore dell’esercito

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(Foto: DDPS)
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Divisionario Claude Meier, capo dello Stato maggiore dell’esercito

Tutti i velivoli moderni hanno quattro dimensioni: apertura alare, lunghezza, altezza... e politica.

Sir Sidney Camm

 

Questa citazione dell’ingegnere dell’aviazione Sir Sydney Camm dell’anno 1961 sottolinea incisivamente la dimensione politica dell’acquisto di jet da combattimento. Pertanto, per la votazione referendaria che avrà probabilmente luogo a settembre 2020, è fondamentale rettificare le informazioni sbagliate, chiarire le affermazioni fuorvianti e informare il pubblico con argomenti validi in merito alla necessità di nuovi aerei da combattimento. L’investimento imminente per nuovi aerei da combattimento non concerne più soltanto una sostituzione parziale, ma piuttosto il perdurare della nostra capacità credibile di difesa.  

Gli aerei da combattimento, attualmente in parte già obsoleti, devono essere sostituiti entro il 2030. Dopotutto si tratta di un investimento a favore della sicurezza della popolazione per i prossimi decenni. Attualmente non vi sono alternative adeguate agli aerei da combattimento. Il solo impiego di droni, elicotteri da combattimento, aerei da combattimento leggeri o velivoli da addestramento armati non è adatto né per il servizio di polizia aerea né per la difesa aerea. Le prestazioni di questi aeromobili sono insufficienti per combattere efficacemente un avversario equipaggiato in modo moderno.

Inoltre, per motivi legati alla neutralità e alla politica, un’adesione ad alleanze di sicurezza come la NATO o un generale ampliamento della cooperazione internazionale non sarebbero alternative adeguate. La sorveglianza e la protezione dello spazio aereo nazionale sono compiti e responsabilità essenziali di uno Stato. In quanto Stato neutrale, la Svizzera in caso di conflitto non intende dipendere dal sostegno di altri, né impegnarsi a sostenere altri a sue spese.

Contrariamente alle opinioni più diffuse, secondo le quali per il nuovo acquisto sono necessarie ulteriori risorse finanziarie della Confederazione, i jet da combattimento sono finanziati esclusivamente con il budget ordinario dell’esercito. Oltre al denaro a disposizione a cadenza annuale destinato agli investimenti per l’armamento per un ammontare di circa un miliardo di franchi, a partire dal 2021 al budget dell’esercito è stato concesso un tasso di aumento nell’ordine di grandezza del 1,4 per cento reale all’anno. I sei miliardi di franchi per i nuovi aerei da combattimento sono dunque parte dell’ordinario programma d’armamento.

La quantificazione dei mezzi necessari per la protezione dello spazio aereo non può basarsi sul fabbisogno in una situazione normale, ma deve essere orientata all’intera ampiezza dello spettro dei rischi. Attraverso i rapidi sviluppi tecnologici e i continui cambiamenti geopolitici, possono sorgere minacce oggi ancora sconosciute. Affinché l’esercito possa proteggere in qualsiasi momento la popolazione svizzera da attacchi in modo conforme alla Costituzione, è indispensabile una difesa aerea funzionante, affidabile e adeguata.