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La lotta contro paure e solitudine

Negli impieghi militari prolungati non basta essere ben istruito, equipaggiato e nutrito. Sono altrettanto importanti il tempo libero, un po' di privacy, la preparazione mentale e la ricerca della propria forza. Il ten Kevin De-Carli racconta come nella compagnia sanitaria 2 è stato trovato il delicato equilibrio tra prestazione collettiva e benessere personale.

18.05.2020 | Comunicazione Difesa – Giorgio Krüsi

Il ten Kevin De-Carli mostra dove si trova la gaming room, le sale studio e, dove si può andare a spaccare la legna…

Sono parecchi i giovani militari che entrano in servizio, convinti della loro forza e invincibilità. Presto realizzano però che non è tutto facile come nei film. Nelle vere situazioni d'emergenza, negli ospedali, arrivano ambulanze da ogni dove, con pazienti terrorizzati. La sofferenza dura parecchi giorni e talvolta si conclude, con le lacrime, con un decesso, con la solitudine.

La dura realtà

Non solo in impiego, anche in caserma il livello di stress cresce. La sera, dopo 12 ore di estenuante lavoro nel reparto di cure intense, i soldati fanno rientro in caserma. La situazione con la quale devono confrontarsi presuppone d'un canto che mantengano le distanze dagli altri, ma nel contempo, nel collettivo di un impiego militare, tutto va condiviso. Nonostante la distanza la vita sociale è azzerata. Tanti vorrebbero un po' di tempo per stare da soli ma nel contempo soffrono di solitudine perché da tempo non possono beneficiare di congedi per andare a casa. I militi ventenni cercano conforto - anche presso l'assistente spirituale.

Un orecchio teso

Il tenente Kevin De-Carli è assistente spirituale della compagnia sanitaria 2 (cp san 2), chiamata in impiego a supporto delle strutture sanitarie ticinesi: «Sono stato capo-sezione e quartiermastro e so quanto sia difficile per i quadri confrontarsi anche con i problemi personali ed emozionali dei soldati.»  Ma i soldati devono poter contare sul sostegno umano, soprattutto in questa situazione di distanza sociale. Non solo l'istruzione, l'equipaggiamento e la sussistenza ma anche l'equilibrio e la forza mentale del soldato contribuiscono alla prontezza d'impiego. «Non va dimenticato che l'istruzione specifica all'impiego (SIS) solitamente è parecchio tecnica e invece poco orientata alla preparazione mentale. Nel mio ruolo di assistente spirituale mi sento allora come una specie di valvola di sfogo ed alla truppa posso offrire appoggio spirituale e umano», così l'assistente spirituale De-Carli.

Riconoscenza quale motivazione

In questo genere di impieghi il tema della spiritualità riacquisisce importanza. Due o tre volte alla settimana il tenente De-Carli annuncia una visita negli accantonamenti o sul fronte degli ospedali, talvolta accompagnato dal medico di truppa. Questo scambio diretto vale oro. «Ai soldati ricordo allora quanto il loro lavoro sia prezioso e trasmetto la grande riconoscenza della popolazione, attestata da una montagna di lettere, cartoline e disegni dedicati alla truppa.» Le numerose testimonianze positive sono incredibilmente importanti per il morale della truppa. L'assistente spirituale De-Carli è assai convinto che i soldati rientrano a casa molto più forti di quando erano entrati in servizio. Conserveranno per sempre il ricordo di questa dura prova e sapranno meglio gustare il valore della vita.

Il ten Kevin De-Carli

Kevin De-Carli è cresciuto nel canton Argovia ed è originario di Locarno TI. Figlio di padre cattolico e di madre ebrea ha deciso di studiare le religioni. Il 27-enne Kevin De-Carli vive nel canton Friborgo, pendolare fra Zurigo dove studia e Ginevra dove lavora. Frequenta un master ma dispone di una licenza di insegnamento per liceo in storia e religione, nonché di un dottorato in filosofia delle religioni. Quale specialista di religioni e cultura lavora quale consulente per l'ONU e diverse NGOs. Organizza perfezionamenti professionali e specifici impieghi all'estero, anche in teatri internazionali molto sensibili. Nella sua attività di assistente spirituale militare, è stato attribuito per l'impiego "Corona" alla cp san 2, impiegata a favore delle istituzioni sanitarie ticinesi.

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Documenti

  • Concetto di protezione, Comando Istruzione
    Tutti i punti menzionati nel presente concetto di protezione si fondano sugli ordini vigenti del medico in capo dell’esercito nonché sui rispettivi ausili di lavoro, sui promemoria e sulle raccomandazioni relative alle misure di comportamento e d’igiene dell’UFSP.
    07.07.2020 | PDF, 16 Pagine, 137 KB