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Essere pronti significa anche attendere

Dopo la mobilitazione, i militari devono innanzitutto eseguire un'istruzione orientata all'impiego. Solo così possono essere ingaggiati nel servizio d'assistenza. Nel caso di una richiesta d'aiuto da parte delle autorità civili, questa deve prima essere approvata dall'autorità federale.

25.03.2020 | Comunicazione Difesa

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Per essere pronti il più rapidamente possibile, le formazioni necessarie dell'esercito vengono mobilitate prima dell'emanazione di un ordine di impiego. Lo stesso per un corso di ripetizione o una scuola reclute, poi ingaggiati nel servizio d'assistenza. Ciò consente una prontezza molto elevata dei vari specialisti dell'esercito. Tuttavia, è anche possibile che non tutte le formazioni siano immediatamente impiegate e debbano brevemente restare in attesa. In questo caso, la formazione viene intensificata per essere pronti, con le necessarie competenze, nel caso di necessità. Solo così la popolazione svizzera può contare sull'appoggio mirato e impegnato da parte dell'esercito. L'Esercito svizzero è pronto a svolgere le missioni assegnate.

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FAQ

In generale

Il 6 marzo 2020 il Consiglio federale ha deciso di mettere a disposizione da subito fino a 800 militari in servizio d’appoggio per sostenere i Cantoni. La responsabilità d’impiego spetta alle autorità civili che conferiscono il mandato alla truppa assegnata d’intesa con il DDPS, sulla base delle richieste delle autorità civili competenti.

Il 16 marzo 2020 il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di proseguire l’impiego di fornire supporto in servizio d’appoggio ai Cantoni nella gestione della crisi dovuta al coronavirus, estendendolo dal 6 marzo 2020 al più tardi fino al 30 giugno 2020. La chiamata in servizio della truppa comprenderà ora 8000 militari al massimo.

L’impiego comprende i compiti seguenti:

  • il supporto sul piano del personale in impianti ospedalieri nell’ambito delle cure di base e delle cure mediche generali;
  • il supporto nell’applicazione delle misure per arginare la diffusione del COVID-19;
  • il supporto nei trasporti di pazienti infettivi;
  • lo sgravio dei corpi di polizia cantonali nell’ambito della sicurezza;
  • il supporto nella protezione e nei controlli dei confini nazionali;
  • il supporto nell’adempimento di ulteriori compiti logistici.

Il 16 aprile 2020 il Consiglio federale è stato informato che l’esercito, considerata l’evoluzione della situazione e d’intesa con i Cantoni, licenzia dall’impiego una parte delle truppe sanitarie in servizio d’appoggio. Il numero di richieste d’appoggio da parte dell’esercito pervenute dai Cantoni in relazione con la crisi di coronavirus ha subìto soltanto ancora un lieve aumento. I 300–400 militari saranno licenziati con obblighi di prontezza e potranno essere nuovamente chiamati in servizio nell’arco di 24 ore se la situazione dovesse richiederlo. La misura adottata consentirà ai militari licenziati dall’impiego di tornare al loro posto di lavoro. La sanità pubblica avrà ancora a sua disposizione sufficienti militari per prestazioni sanitarie d’appoggio.

Il 22 aprile 2020 il Consiglio federale ha approvato il disegno di un decreto federale e il relativo messaggio concernente il servizio d’appoggio dell’esercito.
Nel messaggio il Consiglio federale illustra come saranno indennizzati i militari, quanti giorni di servizio saranno computati e come sarà finanziato l'impiego:

  • Indennità: Il Consiglio federale ha deciso che la parte di salario dei lavoratori dipendenti o di reddito dei lavoratori indipendenti che non è compensata dall’indennità di perdita di guadagno (IPG) sarà assunta dalla Confederazione. Questa disposizione si applica ai giorni di servizio prestati dai militari in servizio d’appoggio che superano la durata del servizio d’istruzione previsto per l’anno in corso. Ciò vale retroattivamente dall’inizio del servizio d’appoggio, il 6 marzo 2020. L’onere finanziario supplementare massimo è stimato a circa 20 milioni di franchi. Tuttavia, i costi effettivi saranno probabilmente inferiori, poiché secondo la pianificazione attuale il limite massimo di 8000 militari per la chiamata in servizio della truppa fino alla fine di giugno fissato nel decreto del Consiglio federale del 16 marzo 2020, non sarà probabilmente raggiunto. Le risorse finanziarie necessarie possono essere assorbite nel quadro del budget attuale del DDPS
  • Giorni di servizio: Il Consiglio federale ha deciso che l’impiego in servizio d’appoggio vale come un corso di ripetizione ordinario. A coloro che prestano un numero di giorni di servizio che supera la durata di un normale corso di ripetizione verrà computato al massimo un secondo corso di ripetizione sul suo totale obbligatorio di giorni di servizio d'istruzione (quindi un totale di 38 giorni di servizio d'istruzione).
  • Finanziamento: Nel suo messaggio il Consiglio federale illustra le modalità di finanziamento dei costi supplementari generati dall’impiego. L’ammontare totale dei costi dipende dall’entità del servizio d’appoggio, ovvero soprattutto dal numero di militari chiamati in servizio e dalla durata del loro impiego. Al momento non può quindi essere calcolato in modo definitivo. I costi dell’impiego verranno in linea di principio assorbiti nei limiti del budget stanziato per il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Se tuttavia ciò non fosse possibile, il DDPS chiederà un credito aggiuntivo. Le spese supplementari per le indennità di perdita di guadagno saranno coperte dal pacchetto di misure del Dipartimento federale dell’interno (DFI). 

Se l’impiego concerne più di 2000 militari o dura più di tre settimane, l’Assemblea federale deve approvarlo nella sessione successiva.

Dopo la prima richiesta presentata all’inizio di marzo 2020, sono pervenute all’esercito complessivamente oltre 350 richieste di prestazioni sanitarie, di assistenza, di protezione e di sicurezza. Da marzo al 16 aprile 2020 l’esercito ha già realizzato circa 150 delle richieste d’appoggio sottoposte. Oltre 110 richieste sono in fase di realizzazione. Circa 15 richieste sono in fase di valutazione e circa 40 sono state annullate dai richiedenti. Le richieste rimanenti, non conformi al principio di sussidiarietà, hanno potuto in gran parte essere realizzate con risorse civili.

Verso metà aprile 2020 il numero di richieste d’appoggio da parte dell’esercito pervenute dai Cantoni in relazione con la crisi di coronavirus ha subìto soltanto ancora un lieve aumento.
 

Durante una prima fase, dal 16 aprile 2020 l’esercito licenzierà dall’impiego una parte delle truppe sanitarie in servizio d’appoggio. Il licenziamento dall’impiego di 300–400 militari è connesso a obblighi di prontezza: i militari potranno essere nuovamente chiamati in servizio nell’arco di 24 ore se la situazione dovesse cambiare o in caso di motivate richieste supplementari di appoggio da parte dei Cantoni. La misura adottata consentirà ai militari licenziati dall’impiego di tornare al loro posto di lavoro.

La sanità pubblica avrà ancora a sua disposizione un numero sufficiente di militari. Le risorse disponibili e la situazione in ogni singolo luogo d’impiego saranno analizzate assieme ai Cantoni e ai richiedenti. Dove possibile il personale sul posto sarà ridotto.

In linea di principio il Consiglio federale decide in merito all’impiego dell’esercito a favore delle autorità civili nel quadro del servizio d’appoggio. Nel caso di una catastrofe la decisione spetterebbe al DDPS. Se la chiamata in servizio concerne più di 2000 militari o l’impiego dura più di tre settimane, è competente l’Assemblea federale.

Lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione decide in merito alla definizione delle priorità delle prestazioni d’appoggio militari e alla durata dell’assegnazione di mezzi alle autorità civili sotto la direzione dell’Ufficio federale della sanità pubblica d’intesa con il DDPS.

Il servizio di appoggio si fonda sulla legge militare. L’articolo 67 prevede, tra l’altro, di fornire servizio d’appoggio nel far fronte a catastrofi, a situazioni di acuto sovraccarico o a compiti che le autorità non sono in grado di adempiere per mancanza di personale o mezzi adeguati. Gli articoli successivi ne disciplinano i dettagli. L’articolo 70, ad esempio, prescrive che se la chiamata in servizio concerne più di 2000 militari o l’impiego dura più di tre settimane, l’Assemblea federale deve approvare l’impiego nella sessione successiva.

Inoltre anche nell’articolo 1 della legge militare, il quale definisce i compiti dell’esercito, troviamo una base legale in merito. L’esercito appoggia le autorità civili in Svizzera quando i loro mezzi non sono più sufficienti, tra l’altro, nel far fronte a catastrofi e ad altre situazioni straordinarie (cpv. 2 lett. b), nell’adempimento di compiti nel quadro della Rete integrata Svizzera per la sicurezza e dei servizi coordinati (cpv. 2 lett. d) e nel far fronte a situazioni di acuto sovraccarico o a compiti che le autorità non sono in grado di adempiere per mancanza di personale o mezzi adeguati (cpv. 2 lett. e).

Conformemente al Regolamento di servizio dell’esercito, l’obbligo di prestare servizio militare comprende obblighi fuori del servizio (per es. il tiro obbligatorio), il servizio d’istruzione (SR, CR ecc.), il servizio di promovimento della pace, il servizio d’appoggio e il servizio attivo.

  • Servizio d’istruzione
    Nella situazione normale tutti i militari sono tenuti a prestare il numero di giorni di servizio d’istruzione previsto in base al loro grado militare. Il servizio d’istruzione comprende la scuola reclute, i corsi di ripetizione annuali e la partecipazione a corsi di formazione, corsi, esercitazioni e rapporti. Il numero di giorni di servizio d’istruzione da prestare è stabilito nell’ordinanza concernente l’obbligo di prestare servizio militare.
  • Servizio di promovimento della pace
    Gli impieghi per il promovimento della pace all’estero sono prestati su base volontaria e in virtù di pertinenti mandati dell’ONU o dell’OSCE. Chi compie un servizio di promovimento della pace è assunto in base a un contratto di diritto pubblico. Sono computati i giorni di servizio prestati durante l’istruzione specifica all’impiego.
  • Servizio d’appoggio
    Nei casi in cui i mezzi civili non sono sufficienti per un compito di importanza nazionale l’esercito può essere mobilitato per assistere le autorità civili. Il servizio d’appoggio è un impiego dell’esercito e non serve all’istruzione dei militari. Per questo motivo i giorni di servizio prestati in servizio d’appoggio sono computati soltanto in parte o non sono computati del tutto sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione.
  • Servizio attivo
    In caso di minaccia per la sicurezza nazionale l’esercito può essere chiamato alle armi dall’Assemblea federale per prestare un servizio attivo. Le truppe chiamate al servizio attivo sono giurate. L’esercito può essere impiegato in un servizio di difesa nazionale per respingere una minaccia proveniente dall’esterno oppure nel quadro di un servizio d’ordine, per far fronte a gravi minacce interne (per es. terrorismo).

Durante il servizio d’appoggio vigono regole particolari (un impiego non è un CR):

Ogni militare è tenuto a prestare i giorni di servizio d’istruzione previsti dal suo grado militare. Nella situazione normale i giorni di servizio d’istruzione sono prestati dalla maggiore parte dei militari nel quadro della scuola reclute e successivamente in occasione dei corsi di ripetizione annuali. Per esempio, conformemente all’ordinanza concernente l’obbligo di prestare servizio militare (art. 47), i soldati e gli appuntati prestano 245 giorni di servizio d’istruzione. Il numero di giorni di servizio che devono essere prestati aumenta a seconda del grado e della funzione. Sono computati sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione anche i giorni del reclutamento, il giorno dell’entrata in servizio e il giorno del licenziamento.

Attualmente molti militari non stanno assolvendo un servizio d’istruzione, bensì un servizio d’appoggio, che sono stati chiamati a prestare nel quadro di una mobilitazione. Nella legge militare (art. 65a) è previsto che in tal caso il Consiglio federale definisce quanti giorni di servizio prestati dalla truppa devono essere computati sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione. Dato che l’impiego potrà estendersi su un periodo prolungato, soltanto una parte verrà computata sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione. Concretamente verranno computati soltanto i giorni di servizio che i militari avrebbero comunque dovuto prestare quest’anno, per esempio nell’ambito di un corso di ripetizione ordinario.

Se venissero computati tutti i giorni di servizio, i militari concluderebbero rapidamente il loro obbligo di prestare servizio militare senza continuare la loro istruzione nei sei corsi di ripetizione usuali e quindi senza mantenere la loro prontezza all’impiego. Ne conseguirebbe che per svariati anni l’esercito non disporrebbe più di un numero sufficiente di unità sanitarie pronte all’impiego e istruite.
 

Misure di protezione dell’esercito

Le misure decise dal Consiglio federale (divieto di grandi manifestazioni) e le misure d’igiene e comportamentali dell’Ufficio federale della sanità pubblica valgono anche per i soldati; devono essere rigorosamente osservate e l’andamento del servizio deve adeguarsi a tali misure.

L’esercito ha inoltre adottato misure per ridurre il rischio di propagazione del virus:

  • interrogazione al momento dell’entrata (del rientro) in servizio;
  • limitazione del raggio d’uscita per tutte le formazioni;
  • eliminazione delle giornate delle porte aperte e annullamento di altri (grandi) eventi; 
  • inasprimento della regolamentazione relativa ai congedi;
  • telelavoro per i collaboratori dell’esercito. 

  • Ausilio di lavoro
    Aiuto per l’attuazione di misure comportamentali e delle norme igieniche nel quadro COVID-19
    PDF, 16 Pagine, 5 MB

Per l’esercito valgono le regole seguenti:

  • le misure d’igiene ordinate dall’Ufficio federale della sanità pubblica e la distanza sociale (social distancing) devono essere attuate senza eccezioni durante il tempo libero; 
  • nell’ambito dell’istruzione e degli impieghi militari, in linea di principio la distanza prescritta di almeno 2 metri deve essere rispettata;
  • laddove il tipo di istruzione non lo permette, ad esempio nel caso dell’istruzione con veicoli o dell’istruzione sanitaria, le persone interessate devono indossare una maschera di protezione. Per l’istruzione vengono consegnate tre maschere ciascuno.

La salute dei militari è una priorità assoluta. Per questo motivo, la distanza sociale e le norme igieniche sono rigorosamente applicate dai soldati in servizio di assistenza. Solo le persone che mostrano sintomi influenzali o febbre saranno sottoposte a test. Questo assicura che i test siano a disposizione delle persone che ne hanno veramente bisogno e che i risultati siano disponibili il prima possibile. I test su tutti i militari che entrano nel servizio di assistenza sarebbero solo un'istantanea. Inoltre, supererebbero la capacità dei test disponibili e le possibilità di valutazione.

Grazie alla Sanità militare l’esercito garantisce l’assistenza medica ai militari. Il virus COVID-19 nei militari impiegati non provoca praticamente decorsi gravi vista la loro età. Qualora dovesse verificarsi un caso grave, l’esercito fa affidamento ai posti nei reparti di cure intensive degli ospedali civili (respiratori).

Di norma può farlo il militare stesso. In primo luogo i parenti sono informati dal militare interessato. Se necessario e d’intesa con il settore dell’esercito addetto alle cure mediche di base, i parenti sono informati anche dal comandante o dal medico di truppa.

È posta in quarantena una persona che non è ammalata a priori. Si tratta di una separazione per motivi di sicurezza. Se il paziente mostra chiari sintomi o se è già risultato positivo al test del virus COVID-19, viene invece messo in isolamento. La quarantena serve a separare le persone che sono state esposte a un rischio elevato di contagio ma che non sono ammalate o che non mostrano alcun sintomo (casi sospetti, contatti con persone infette).

La quarantena è una misura ordinata per contenere la propagazione di malattie trasmissibili. La misura è ordinata dal medico in capo dell’esercito d’intesa con le autorità civili e militari. Secondo le prescrizioni dell’UFSP, la quarantena per il SARS-CoV-2 dura 10 giorni. L’istruzione può comunque aver luogo, in forma diversa, all’interno dell’area definita per la quarantena.

L'isolamento significa isolare le persone ammalate o contagiate. Una persona che si ammala durante la quarantena deve essere posta in isolamento. Il paziente trascorre il periodo di isolamento nell’infermeria oppure nel Centro medico regionale (CMR).

L’isolamento è una misura ordinata per contenere la propagazione di malattie trasmissibili ed è decisa dal personale medico secondo le prescrizioni dell’UFSP (Ufficio federale della sanità pubblica).

Giorni di servizio, indennità e congedi

Il Consiglio federale ha deciso che l’impiego in servizio d’appoggio vale come un corso di ripetizione ordinario. A coloro che prestano un numero di giorni di servizio che supera la durata di un normale corso di ripetizione verrà computato al massimo un secondo corso di ripetizione sul suo totale obbligatorio di giorni di servizio d'istruzione (quindi un totale di 38 giorni di servizio d'istruzione).

 

Il Consiglio federale ha deciso che la parte di salario dei lavoratori dipendenti o di reddito dei lavoratori indipendenti che non è compensata dall’indennità di perdita di guadagno (IPG) sarà assunta dalla Confederazione. Questa disposizione si applica ai giorni di servizio prestati dai militari in servizio d’appoggio che superano la durata del servizio d’istruzione previsto per l’anno in corso. Ciò vale retroattivamente dall’inizio del servizio d’appoggio, il 6 marzo 2020.

Se la situazione lo permetterà, i comandanti potranno concedere congedi generali. Nel servizio d’appoggio i congedi sono autorizzati sulla base di un rapporto di fiducia. Quale contropartita ci si aspetta da tutti i militari che si attengano scrupolosamente alle norme in materia di igiene.

I militari possono richiedere congedi individuali al proprio comandante. Tali congedi possono essere accordati in caso di emergenze nel contesto familiare, professionale o personale.
 

I CR dell'esercito vengono adeguati a causa della crisi COVID-19. I CR di formazioni non impiegate nell'ambito di CORONA o che non garantiscono prestazioni fondamentali dell'esercito sono sospesi. La valutazione ha luogo trimestralmente.

Prestazioni e istruzione

I militari forniscono appoggio in primo luogo alla sanità pubblica civile. Disponendo di un’istruzione militare riconosciuta dalla Croce Rossa, i soldati sanitari e d’ospedale sgravano il personale sanitario ad esempio nell’ambito delle cure di base, del monitoraggio dei pazienti, dell’esecuzione di test diagnostici e del trasporto di pazienti. Il personale sanitario può quindi concentrarsi maggiormente sulle patologie gravi. I militari di milizia aiutano inoltre la Farmacia dell’esercito nell’ambito degli acquisti di materiale medico e forniscono supporto al Laboratorio Spiez al fine di aumentarne la capacità di eseguire test.

Anche le autorità di sicurezza, in particolare l’Amministrazione federale delle dogane (AFD), beneficiano dell’appoggio dell’esercito. Militari professionisti della polizia militare nonché formazioni di milizia appropriate sostengono il Corpo delle guardie di confine nella sorveglianza dei valichi di confine e della frontiera verde nonché nello svolgimento di compiti di sicurezza nell’ambito della circolazione delle persone e della canalizzazione del traffico. La protezione delle ambasciate è stata inoltre assegnata ai militari per sgravare i corpi cantonali di polizia.

Tutti gli impieghi dell’esercito si effettuano sulla base di domande presentate dai Cantoni o da autorità federali. In questo contesto sono giunte domande da tutti i Cantoni e anche dal Principato del Liechtenstein.

L’esercito interviene in via sussidiaria, ovvero su mandato e con la responsabilità d’impiego del beneficiario di prestazioni civile. In un’istruzione specifica all’impiego i militari sono in grado di adempiere i compiti loro assegnati. Per quanto riguarda la sanità pubblica: non ci sarà ad esempio nessun soldato nella sala di trattamento o in sala operatoria; in quei luoghi continuano a lavorare i medici qualificati. Ma nelle retrovie un soldato può assicurarsi che vi sia a disposizione un numero sufficiente di apparecchi sterili, sgravando in tal modo il personale ospedaliero in generale. In Svizzera l’esercito dispone inoltre di mezzi straordinari nella sanità pubblica, come ad esempio i veicoli sanitari leggeri, in cui il conducente e il paziente sono separati l’uno dall’altro. L’esercito allena simili impieghi sussidiari nel quadro dei profili prestazionali.

Durante l’istruzione specifica all’impiego (ISI) vengono loro trasmesse le conoscenze e le capacità necessarie all’adempimento del compito. I contenuti dell’ISI di ordine sanitario sono definiti dallo SM Es Sanità militare (medico in capo dell’esercito) e sono orientati alla possibile fornitura di prestazioni.

Il servizio sanitario dell’esercito dispone di:

  • militari in ferma continuata delle truppe sanitarie (1–2 sezioni sanitarie)
  • 4 battaglioni d’ospedale (tutti di milizia con prontezza elevata)
  • 8 compagnie sanitarie (di cui 5 di milizia con prontezza elevata)
  • 1 battaglione della logistica sanitaria (in appoggio alla Farmacia dell’esercito)
  • 1 battaglione di supporto sanitario (1 pool di specialisti nel settore medico).

Prestazione principale: supporto sul piano del personale nell’ambito delle cure di base e delle cure mediche generali (pazienti «low level care»). Ruolo: assistente di cure CRS = competenza di base / programma d’istruzione CURAFIT.

Prestazioni accessorie: supporto sul piano del personale in qualità di assistente.

  • servizio di trasporto interno (soldati d’ospedale addetti al servizio d’esercizio / militari delle sezioni di trasporto)
  • pulizia (soldati d’ospedale addetti al servizio d’esercizio)
  • lavanderia (soldati d’ospedale addetti al servizio d’esercizio)
  • logistica ospedaliera (soldati della logistica sanitaria)
  • sterilizzazione/sterilizzazione centrale (soldati d’ospedale addetti al servizio d’igiene)
  • cucina ospedaliera (cuochi/cuochi di truppa)

Il 90 per cento circa del personale sanitario impiegato dall’esercito non è attivo professionalmente nella sanità pubblica. L’esercito provvede alla formazione dei propri specialisti nel quadro delle scuole d’ospedale e delle scuole sanitarie nonché presso la scuola sottufficiali e la scuola ufficiali mediche militari. I servizi prestati nell’esercito sono orientati alla situazione particolare e alla situazione straordinaria.

In linea di principio sì. Tuttavia l’esercito ha deciso che i medici, in particolare, potranno far differire il loro servizio dal settore «Personale dell’esercito» d’intesa con il medico in capo dell’esercito.

  • Gli altri specialisti attivi nella sanità pubblica civile e incorporati in una formazione sanitaria dell’esercito dovranno obbligatoriamente entrare in servizio in caso di chiamata in servizio. Il loro know-how è necessario per sostenere l’istruzione specifica all’impiego (ISI). Tuttavia, su richiesta, potranno essere licenziati dal loro comandante dopo tre giorni.
  • Le eventuali domande di differimento del servizio presentate da specialisti non incorporati nelle formazioni sanitarie saranno considerate con molta disponibilità. 
  • Le eventuali domande di differimento del servizio presentate da persone incorporate nel Servizio della Croce Rossa saranno trattate dal rispettivo servizio competente d’intesa con il medico in capo dell’esercito.

 

Equipaggiamento, ospedali militari e posti letto

L’esercito ha avviato l’acquisto di ulteriori attrezzature respiratorie e di monitoraggio. Oltre alle circa 100 unità esistenti, ne verranno acquistate altre 900. Gli apparecchi vengono consegnati in tranche.

Nel quadro del Servizio sanitario coordinato (SSC), l’esercito può gestire 100 posti letto per le cure di base e le cure mediche generali («low level care») in ognuno dei 7 ospedali civili con lo statuto particolare «SSC» e nell’ospedale militare di Einsiedeln, per un totale di 800 posti letto. Tali 800 posti letto si trovano tuttavia in strutture sotterranee, non adatte a far fronte all’epidemia di coronavirus. L’esercito concentra pertanto i suoi sforzi nell’appoggio alla sanità pubblica civile, presso le infrastrutture di quest’ultima. Le formazioni militari previste a tale scopo possono essere impiegate da due a quattro giorni dopo la chiamata in servizio e una breve fase di istruzione.

Il parco immobiliare fondamentale dell’esercito comprende:

  • l’ospedale militare di Einsiedeln

Sono stati venduti:

  • l’ospedale militare di Disentis, venduto nel 2017 all’abbazia di Disentis
  • l’ospedale militare di Langnau, venduto nel 2017 al Comune di Langnau
  • l’ospedale militare di Fiesch, venduto nel 2011 al Cantone del Vallese
  • l’ospedale militare di Glarus, venduto nel 2014 al Comune di Glarona
  • l’ospedale militare di Nottwil, venduto nel 2015 alla Fondazione svizzera per paraplegici

Il parco immobiliare disponibile (riserva) di armasuisse Immobili comprende:

  • l’ospedale militare di Obergösgen, utilizzabile in teoria soltanto con elevati oneri, iscritto dal 2007 nel parco immobiliare disponibile
  • l’ospedale militare di Muotathal, utilizzabile in teoria con oneri di media entità, iscritto dal 2016 nel parco immobiliare disponibile
  • l’ospedale militare di Schattdorf, utilizzabile in teoria con oneri di media entità, iscritto dal 2019 nel parco immobiliare disponibile

La rimessa in funzione non è in discussione. Le strutture sotterranee sono inoltre considerate dagli specialisti medici poco adatte per la gestione di un’epidemia virale (spazi limitati, standard edili attualmente insufficienti).

Gli ospedali militari sono stati smantellati a causa della mutata situazione politica e di un adeguamento in funzione delle dimensioni dell’esercito. Poiché bisognava stabilire priorità a livello di risorse, la politica e il Comando dell’esercito hanno ridotto al minimo indispensabile le infrastrutture ospedaliere militari, mantenendo attivo un solo ospedale.

Ulteriori compiti dell’esercito

Indipendentemente dall’attuale pandemia, l’esercito deve proteggere la popolazione dall’intera gamma di minacce e pericoli possibili. La Costituzione federale assegna all'esercito il compito di garantire la prontezza all'impiego delle sue truppe in tutte le situazioni. Ciò significa che anche in questa situazione straordinaria deve essere svolta l'istruzione di tiro e le Forze aeree effettuano il servizio di polizia aerea e mantengono preparati i propri piloti per la difesa aerea. Un’interruzione degli addestramenti dei piloti di aviogetti per settimane o addirittura mesi pregiudicherebbe la capacità delle Forze aeree di proteggere la popolazione, per esempio nel quadro del servizio di polizia aerea, dalle minacce nello e dallo spazio aereo. Inoltre le parti delle piazze d'armi dell'esercito che normalmente vengono messe a disposizione della popolazione civile per attività ricreative, devono ora essere sbarrate per l'istruzione.

L’esercito verifica costantemente in quali settori è possibile e opportuno ridurre l’istruzione e gli addestramenti in funzione del livello di prontezza. Il comandante delle Forze aeree ha deciso di ridurre temporaneamente le attività di addestramento ad un minimo accettabile. Questo a tutela della popolazione, che al momento rimane in buona parte a casa. Ovviamente rimangono garantiti i compiti di legge delle Forze aeree (servizio di polizia aerea, servizio di ricerca e salvataggio, servizio di trasporto aereo della Confederazione), nonché i crescenti servizi di supporto con elicotteri a favore di polizia, del Corpo delle guardie di confine e delle truppe impiegate nel servizio d'appoggio. Le ore di volo con i caccia F/A-18 saranno ridotte il più possibile, ed i voli notturni d'addestramento con F/A-18 sono sospesi. Anche la partecipazione a due importanti esercizi internazionali è stata annullata. Gli addestramenti e le dimostrazioni della Patrouille Suisse, del Team PC-7 e dei display con F/A-18 e Super Puma sono sospesi fino a nuovo avviso. L'istruzione di base e la formazione continua dei piloti sono mantenute, alfine di garantire sul medio termine l'assolvimento dei compiti affidati alle Forze aeree.

 

Attualmente, la gestione della pandemia è una priorità assoluta per l’esercito. Tuttavia, la situazione generale in materia di sicurezza non è cambiata a causa della crisi di coronavirus e negli scorsi anni è peggiorata. Le minacce e i pericoli sono oggi più variegati e meno prevedibili. Spesso sopravvengono in maniera del tutto inaspettata, come dimostra l’attuale pandemia. I compiti dell’esercito devono essere definiti in modo da comprendere per quanto possibile tutta la gamma di minacce e pericoli attuali e prevedibili contro cui deve poter essere impiegato.

All’esercito sono stati assegnati svariati compiti. Tra questi figurano i servizi d’appoggio a favore delle autorità civili, ad esempio nel settore sanitario come nel caso della crisi attuale. Le forze armate dispongono dell’equipaggiamento necessario. Tuttavia le pandemie non rendono meno probabili le minacce tradizionali, alle quali l’esercito è orientato e che possono sorgere o acuirsi in seguito a un aggravamento delle tensioni internazionali. Anche nel momento attuale il compito fondamentale dell’esercito è proteggere e difendere la Svizzera e la sua popolazione da un’ampia gamma di minacce e pericoli. 

 

 

 

La gestione della pandemia di coronavirus è molto importante. Ma è altrettanto importante proteggere la popolazione da tutta la gamma di possibili minacce e pericoli. Tale gamma comprende anche le minacce nello e dallo spazio aereo. L’acquisto di nuovi aerei da combattimento è un investimento a favore della sicurezza della Svizzera e della sua popolazione per i prossimi 30–40 anni. L’acquisto è realizzato con il budget ordinario dell’esercito, che corrisponde a circa il 7 per cento del budget della Confederazione. L’esercito sarà in grado anche in futuro di fornire appoggio alle autorità civili, come è attualmente il caso durante la pandemia.

Servizio sanitario coordinato (SSC)

Il SSC supporta la pianificazione preventiva e la pianificazione degli impieghi e fornisce consulenza allo Stato maggiore federale «Protezione della popolazione». Inoltre appoggia il coordinamento a livello di Confederazione e la gestione delle risorse in vari settori. Elabora e valuta la situazione sanitaria, ad esempio per quanto concerne i posti letto disponibili a livello nazionale, e rileva i relativi dati mediante il sistema d’informazione e d’impiego (SII). Il SSC dirige il proprio ambito mediante l’Organo di coordinamento sanitario (OCSAN).

Il medico in capo dell’esercito fornisce consulenza al capo dell’esercito per tutte le questioni mediche militari e, in qualità di capo e responsabile della sanità militare, emana le direttive specialistiche necessarie nella propria sfera di competenza.

 

Le farmacie cantonali comunicano alla Gestione delle risorse della Confederazione (ResMaB) il proprio fabbisogno di maschere di protezione attraverso il Centro di monitoraggio della situazione della Centrale nazionale d’allarme (CENAL). Sulla base di queste comunicazioni, in collaborazione con il Comando Operazioni dell’esercito, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE), il SSC stabilisce la distribuzione delle maschere di protezione che verrà effettuata dalla Farmacia dell’esercito. A livello logistico, la fornitura da parte della Farmacia dell’esercito può essere eseguita almeno fino ai punti di consegna designati (farmacisti cantonali) nei Cantoni.

Su incarico dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), la Farmacia dell’esercito – quale servizio di acquisto della Confederazione per i prodotti medico-farmaceutici – gestisce una scorta di maschere di protezione per la sanità pubblica svizzera. Ha inoltre previsto una scorta di disinfettanti per l’esercito (assistenza medica di base e formazioni sanitarie e d’ospedale comprese le relative scuole).

Farmacia dell’esercito

In virtù della decisione del Consiglio federale del 20 marzo 2020 la Farmacia dell’esercito è stata incaricata di acquistare prodotti sanitari per l’intera sanità pubblica. Con l’incarico, alla Farmacia dell’esercito è stato conferito anche il relativo budget e le sono state assegnate le disposizioni in materia di acquisti dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). L’UFSP definisce, d’intesa con i Cantoni, la quantità di prodotti sanitari da acquistare. Per quanto riguarda le mascherine igieniche la Farmacia dell’esercito ha già soddisfatto ad inizio aprile le disposizioni in materia di acquisti. L’UFSP è competente per la comunicazione delle quantità effettive.

Sulla base della legge federale sull’approvvigionamento economico del Paese (vedi riquadro) e della sua ordinanza d’esecuzione, la Farmacia dell’esercito può essere incaricata di adempiere «compiti di approvvigionamento economico del Paese». Fino al 20 marzo 2020 la Farmacia dell’esercito non era stata incaricata in merito. Il suo incarico si limitava a garantire in ogni momento il rifornimento dell’esercito e dell’Amministrazione federale con materiale sanitario nonché il rifornimento dell’esercito con medicamenti.

Le esigenze della sanità pubblica vengono rilevate nei Cantoni a livello centrale e sono valutate dalla Confederazione, che ne definisce le priorità. I Cantoni comunicano il fabbisogno di maschere alla Centrale nazione d’allarme (CENAL). La distribuzione è effettuata dal servizio sanitario coordinato d’intesa con l’UFSP, l’UFAE, l’UFPP e il Comando Operazioni (DDPS). La Farmacia dell’esercito ne garantisce la consegna.

 

No. La Farmacia dell’esercito dispone di un laboratorio in cui è possibile verificare la qualità di principi attivi e prodotti finiti. Il laboratorio non può tuttavia fabbricare alcun principio attivo.

Per quanto possibile l’esercito cerca di concentrarsi sui fabbricanti di principi attivi europei. Purtroppo spesso questo non è possibile perché nell’ultimo ventennio molti fabbricanti sono «emigrati» in Asia o in India.

La Farmacia dell’esercito produce in proprio soprattutto antidoti, antibiotici, forti antidolorifici, anestetici, medicamenti d’urgenza quali soluzioni adrenaliniche, diverse soluzioni per perfusioni, soluzioni per il risciacquo chirurgico e disinfettanti. La produzione di disinfettanti è attualmente molto limitata a causa della mancanza di materie prime. Inoltre, la Farmacia dell’esercito non produce in proprio principi attivi e non è in grado di produrre in proprio articoli di protezione quali mascherine ecc.

 

Mobilitazione dell’esercito

Dapprima vengono impiegate le formazioni che si trovano in servizio di truppa regolare. Le scuole reclute, il servizio dei militari in ferma continuata e i corsi di ripetizione saranno prolungati laddove necessario. In determinati settori dovranno essere mobilitate altre truppe. Ciò riguarda in particolare i militari di formazioni di milizia in prontezza elevata. Fanno, tra l’altro, parte di queste formazioni tutti e quattro i battaglioni d’ospedale e delle compagnie sanitarie. In seguito alla decisione di mobilitazione possono essere impiegati entro quattro giorni. L’avvio della mobilitazione ha avuto luogo il 16 marzo 2020.

Per reagire in maniera adeguata e tempestiva all’ulteriore evoluzione della situazione il Consiglio federale ha inoltre autorizzato il DDPS a chiamare in servizio, a seconda delle esigenze delle autorità civili, anche le truppe che non fanno parte delle formazioni di milizia in prontezza elevata. Questo può voler dire che certe truppe vengono mobilitate temporaneamente e istruite all’impiego a titolo preventivo. Dopo un’istruzione di qualche giorno sono nuovamente licenziate dal servizio e potranno essere chiamate in servizio per un impiego successivo, quando giungeranno le rispettive richieste dei Cantoni.

 

I medici necessari all'assistenza urgente dei pazienti COVID-19 non devono entrare in servizio e, su richiesta, vengono dispensati retroattivamente dal med C Es. Il medico in capo dell'esercito verifica personalmente tutte le richieste.

I medici entrati in servizio vengono trattenuti in servizio solamente se ciò è assolutamente necessario per l'istruzione specifica all'impiego oppure per l'assistenza medica alla truppa. In caso contrario vengono licenziati dal servizio.



Il militare deve entrare in servizio completamente equipaggiato (compresa l’arma personale), analogamente a un servizio d’istruzione.

Cibo (incluse le bevande) per 2 giorni (generi alimentari conservabili, che non necessitano né di refrigerazione né di preparazione). Il militare riceverà in seguito un’indennità.

Sì, in caso di mobilitazione tutte le persone incorporate nelle formazioni interessate devono entrare in servizio, indipendentemente dai servizi d’istruzione.

Sì, in caso di mobilitazione tutte le persone incorporate nelle formazioni interessate devono entrare in servizio.

Sì, il messaggio d’allarme via eAlarm vale come chiamata in servizio. Portare l’uniforme dà diritto nei primi quattro giorni a utilizzare gratuitamente tutti i mezzi di trasporto pubblici. Gli ordini di marcia verranno spediti successivamente.

Il militare deve entrare in servizio in ogni caso. Se successivamente dovessero emergere questioni giuridiche, se ne occuperà l’esercito.

Sì, se è in grado di viaggiare. Al momento dell’entrata in servizio deve annunciarsi presso il comandante o il medico di truppa e presentare il certificato medico. Se non è in grado di viaggiare, deve far pervenire il certificato medico al suo comandante.

I militari ancora soggetti all’obbligo di prestare servizio d’istruzione e incorporati saranno valutati dall’esercito. Se risulteranno idonei e sarà necessario impiegare le loro capacità e le loro conoscenze, verranno chiamati in servizio. Le persone non più soggette all’obbligo di prestare servizio saranno rinviate all’organo di condotta del loro Cantone di domicilio e potranno mettersi a disposizione quali volontari presso un’organizzazione sanitaria civile.

Alla truppa

22.04.2020 | Indennità militari COVID 19

A seguito della seduta del 22 aprile 2020 il Consiglio Federale ha deciso che Ordinanza sull’indennità dei militari in servizio d’appoggio per far fronte alla pandemia di coronavirus (Ordinanza COVID-19 indennità dei militari) entrerà in vigore con effetto retroattivo a partire dal 6 Marzo 2020.

I dettagli di questo regolamento e la sua attuazione sono attualmente in fase di elaborazione e saranno disponibili qui a partire dal 1° maggio 2020.

  • Domande e Risposte
    La conciliazione di assistenza, famiglia e lavoro pone i militari (mil) davanti a grosse sfide. In queste situazioni il servizio sociale dell'esercito (SSEs) è a Sua piena disposizione con consigli utili e varie forme di sostegno.
    14.04.2020 | PDF, 2 Pagine, 251 KB
  • LAVORO
    Ricerca di lavoro e reinserimento lavorativo post Servizio di Appoggio o Scuola Reclute
    16.04.2020 | PDF, 1 Pagine, 243 KB


Ciò che conta è procedere correttamente! Quale complemento all'istruzione sanitaria di base, tutte le militari in impiego seguono una sequenza d'istruzione supplementare in ambito low-level care per essere ben preparate in vista di un impiego in ospedali o case di riposo. A tale scopo il Centro dei media elettronici (CME), in collaborazione con le scuole d'ospedale 41 a Moudon, ha prodotto sei brevi filmati didattici a disposizione della truppa in tutta la Svizzera quale supporto all'istruzione. I temi comprendono l'aiuto nell'assunzione di cibo o bevande, la pulizia di superfici e pavimenti, l'igiene delle mani e la mobilizzazione dei pazienti. È importante che tutto venga fatto in modo corretto.

Distribuzione dei pasti

Disinfezione di superfici

Igiene personale delle mani

Cura della pelle

Igiene delle mani

Mobilitazione

«A nome del Governo svizzero ringrazio di cuore voi e le vostre famiglie per il vostro impiego in questi tempi fuori dall’ordinario. So di poter contare su di voi – la popolazione conta su di noi.» La consigliera federale Viola Amherd, capo del DDPS, si rivolge ai militari in servizio

«Siamo pronti. Adempiremo i nostri compiti e forniremo appoggio agli ospedali. La truppa lo sa fare». Il capo dell'esercito, comandante di corpo Thomas Süssli, ringrazia i suoi militari: «Grazie del vostro impiego e del vostro impegno per il nostro Paese». Oggi il Consiglio federale ha deciso che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi l'esercito garantirà l'appoggio a favore delle autorità civili e a tale scopo per determinate unità viene decretata una mobilitazione».

Informazioni del medico in capo dell'esercito alla truppa sul COVID-19

Ittigen, stato: 25.02.2020

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 continua a diffondersi. È la causa della malattia chiamata COVID-19. A partire dalla Cina, ci sono ora focolai in diversi paesi. Gli sviluppi nel Nord Italia negli ultimi giorni sono preoccupanti.

Il virus si diffonde tramite infezione da goccioline o per contatto . Anche le persone senza sintomi della malattia possono trasmettere l'agente patogeno.

La durata tra l'infezione e l'insorgenza della malattia è di 2 - 14 giorni. Nella metà dei casi non si sviluppano sintomi. Un altro 40% sviluppa i sintomi di una lieve influenza. Nel 10% dei casi la malattia si sviluppa in polmonite, che richiede un trattamento ospedaliero. I corsi gravi si verificano quasi esclusivamente in persone di età superiore ai 60 anni e in persone con malattie precedenti.

Situazione particolare nell'Esercito Svizzero

Il contagio è da aspettarsi anche nell'esercito in qualsiasi momento. Sia il servizio sanitario civile che quello militare sono ben preparati a questa situazione.

Misure da adottare

  • Chiunque si senta male deve avere accesso immediato a una visita medica;
  • Le misure di igiene personale e di comportamento descritte nella scheda informativa devono essere rigorosamente rispettate;
  • L'andamento del servizio deve adeguarsi a queste misure.

Ulteriori misure possono essere ordinate in qualsiasi momento.

In caso di un significativo cambiamento della situazione, verrà effettuato un aggiornamento.

Servizio media

Foto e video dei militari in impiego per dare sollievo alle autorità sanitarie civili. La collezione viene costantemente arricchita.

armee@media

Armée: engagement redimensionné

RTS

Plus de la moitié des soldats engagés depuis le début de la crise ont terminé leur service. Venu en renfort pour le personnel soignant dans les hôpitaux et EMS, il peuvent maintenant progressivement rentrer à la maison. Damien de Rocco, médecin de troupe, bataillon hôpital 2, Shkumbim Tora, soldat, compagnie sanitaire 1, Capitaine Gabriel Malgioglio, commandant compagnie sanitaire 1, s'expriment.

RTS Un / Le journal 19h30

Maske auf! – Der Corona-Armee-Report

srf

22.04.2020 | Maske auf! – Der Corona-Armee-Report Es ist die grösste Mobilmachung seit dem Zweiten Weltkrieg. Doch statt zu marschieren, helfen Soldaten und Rekruten im Altersheim. Desinfektionsspray und Mundschutz statt Tarnanzug und Sturmgewehr. Wie schlägt sich die Armee im Kampf gegen den unsichtbaren Feind? Die Armee-Reportage an der Virus-Front. An der Theke zieht Verteidigungsministerin Viola Amherd eine erste Bilanz und nimmt auch zu Kritik am historischen Armee-Einsatz Stellung.

SRF 1 / Rundschau, 20:05 Uhr

Il TG nella farmacia dell'esercito

rsi

21.04.2020 | Visita alla farmacia dell'esercito, che ha assunto un'importanza strategica per il Paese. Ha ricevuto il compito di acquisire e distribuire urgentemente centinaia di milioni di mascherine, con un credito massimo di 2,1 miliardi di franchi. Le spiegazioni di Markus Näf, coordinatore per l'approvvigionamento Coronavirus.

RSI LA 1 / Telegiornale

Déconfinement - le rôle du masque

RTS

21.04.2020 | Visite de la pharmacie de l'armée, devenu un lieu d'importance stratégique pour le pays. C'est-elle qui devra acquérir les centaines de millions de masques que la Suisse veut commander d'urgence pour plus de 2 milliards de francs. Au micro: Brigadier Markus Naef (DDPS).

RTS La 1ère | Le journal 19h30

Im Auftrag des Bundes hat die Armee begonnen, Hunderte Millionen Masken einzukaufen

srf

21.04.2020 | Palettenweise kommen die Schutzmasken aus China nun in der Armeeapotheke bei Bern an. Die Armee will maximal 2,1 Milliarden Franken für Schutzmaterial ausgeben. Es soll den Bedarf bis im August abdecken. Bericht mit Ausführungen von Markus Näf, Corona-Beschaffungskoordinator Armee.

SRF 1 / Tagesschau, 19:30 Uhr

Armeechef über den Corona-Einsatz: «Es war ein prägendes Gefühl, die Armee dort einsetzen zu können, wo es sie braucht.»

17.04.2020 | Kaum war er im Amt, musste er den grössten Ernsteinsatz seit dem Zweiten Weltkrieg auslösen. Bald schickt Thomas Süssli aber bereits wieder erste Soldaten nach Hause. Im Interview spricht der neue Armeechef über Corona, flache Hierarchien und den Kulturwandel, den er durchsetzen will.

NZZ / 16.04.2020

Unterwegs mit dem Grenzwachtkorps an der grünen Grenze

srf

02.04.2020 | Das Grenzwachtkorps allein kann im Moment die Schweizer Grenze nicht sichern. Um das Einreiseverbot durchsetzen, hilft nun die Armee aus.

SRF 1 / 10vor10, 21:50 Uhr

Interview avec le brigadier Raynald Droz

RTS

01.04.2020 | Le brigadier Raynald Droz, chef de l'état-major du commandement des opérations, sera l'invité de La Matinale le 1er avril pour discuter de l'engagement de l'Armée suisse contre le coronavirus.

RTS La 1ère | La Matinale 07.30

Der gestählte Brigadier Droz ist der heimliche Held der Corona-Krise

30.03.2020 | Raynald Droz koordiniert die erste Armeemobilisierung seit dem Zweiten Weltkrieg. Das Militär hätte keinen Besseren schicken können.

NZZ / 30.03.2020

Thomas Süssli, Chef der Schweizer Armee

srf

26.03.2020 | Er ist erst seit drei Monaten im Amt – und schon steht er vor einer grossen Bewährungsprobe: Thomas Süssli, Chef der Schweizer Armee. Wegen der Corona-Pandemie kommt es zur grössten Ernstfall-Mobilisierung der Schweizer Armee seit dem Zweiten Weltkrieg.

SRF 1 / Tagesgespräch 13:00 Uhr

Coronavirus: «Si quelqu’un avait voulu fomenter un acte radical, réfléchi et très efficace, il ne s’y serait pas pris autrement!»

heidi_nesw

24.03.2020 | Dans cette interview, le brigadier Raynald Droz, chef de l'état-major du Commandement des Opérations, aborde différents aspects de l'engagement de l'armée contre le coronavirus.

Heidi.news

Corona – An der Front

srf

24.03.2020 | Sie setzten die eigene Gesundheit auf Spiel, um Infizierten zu helfen. Sie verzichten auf ihr Privatleben, um Leben zu retten. Ärztinnen und Ärzte sowie das Pflegepersonal sind die stillen Heldinnen und Helden der Coronakrise. Wie gehen sie mit der Belastung um?

SRF / Club 22:25 Uhr

Le coronavirus en chiffres et en cartes

RTS

24.03.2020 | Le nombre de cas de coronavirus continue de croître en Suisse et dans le monde, ainsi que le nombre de décès. Le point à travers nos cartes, graphiques et infographies.

RTS / RTS Info

Speciale Coronavirus

rsi

23.03.2020 | Una serata per fare il punto sulla pandemia, le sue conseguenze per il sistema sanitario, la scuola e l'economia .

RSI LA 2 / 60 minuti

Die Coronavirus-Pandemie trifft die Schweiz nicht ganz unvorbereitet

srf

18.03.2020 | In einer Grossübung vor 6 Jahren wurde genau ein solches Szenario geübt. Der Bund zog aus der Übung Lehren, trotzdem gibt es weiter Defizite. Interview mit André Duvillard, Delegierter Sicherheitsverbund Schweiz.

SRF 1 / Tagesschau 18.00

Die Schweizer Armee macht mobil

srf

18.03.2020 | Mobilmachung: Korpskommandant zieht positive erste Bilanz

Radio SRF 1 / HeuteMorgen 07.00

«Die Armee produziert Desinfektionsmittel für Spitäler»

srf

17.03.2020 | Desinfektionsmittel für die Hände sind derzeit äusserst gefragt. Auch Gesundheitseinrichtungen haben Mühe, an genügend Mittel zu kommen. Deshalb beliefert die Armee Spitäler. Doch auch die Armeeapotheke in Ittigen hat Schwierigkeiten, zu den Rohstoffen zu kommen, wie der oberste Armeeapotheker im Interview erklärt.

Regionaljournal Bern Freiburg Wallis

Coronavirus: Armee mobilisiert per «E-Alarm»

srf

17.03.2020 | Wegen des Coronavirus löst der Bundesrat den grössten Schweizer Militäreinsatz seit dem Zweiten Weltkrieg aus. 8000 Armeeangehörige sollen primär dem Gesundheitswesen unter die Arme greifen, darunter 3000 Sanitätssoldaten. Unterdessen gibt es auch in der Armee mehrere bestätigte Corona-Fälle. Einige Bereiche wurden in Quarantäne versetzt. Interview mit KKdt Thomas Süssli, Chef der Armee.

SRF 1 / Tagesschau Hauptausgabe