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Rapporto tra diversità e unità

L'Esercito svizzero riunisce giovani uomini e donne provenienti da diverse regioni del Paese, con differenti stili di vita, lingue e valori. Come nella società civile anche nell'esercito la protezione dall'emarginazione costituisce una tematica. Si tratta di creare la consapevolezza che opinioni e idee diverse rappresentano un valore aggiunto. Vanno quindi promosse e non combattute.

18.11.2019 | Comunicazione Difesa, Eve Hug

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In qualità di membro dell'ONU e del Consiglio d'Europa la Svizzera ha ratificato le convenzioni internazionali fondamentali sui diritti umani. Queste costituiscono, come i diritti fondamentali previsti dalla Costituzione, una parte integrante dell'ordinamento giuridico svizzero. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani stabilisce che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Hanno diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza. In linea di principio significa che tutte le differenze devono essere accettate e che nessuno può essere svantaggiato o condannato a causa dell'origine, della razza, del sesso, dell'età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, dell'orientamento sessuale, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche. Un principio che in teoria è chiaro e comprensibile, ma la cui applicazione nella vita quotidiana può essere tuttavia problematica.

Le persone tendono in generale a temere l'ignoto e a rifiutare le novità. Un riflesso da ricondurre al primordiale istinto di sopravvivenza. Gli individui prudenti sfuggivano a una morte precoce con maggiore frequenza. Quindi il rifiuto del diverso e dell'ignoto costituiva un'efficace strategia di sopravvivenza risalente a migliaia di anni fa e non più adatta come modello per spiegare gli attuali schemi di comportamento. Oggi è molto più probabile essere investiti da un'automobile che essere divorati da un animale selvatico. Ciononostante l'ignoto o il diverso crea apprensione oggi come allora. Neppure l'esistenza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da sola è in grado di cambiare le cose.

Spetta a ogni singolo individuo riflettere e impostare in modo adeguato il proprio atteggiamento personale e il proprio comportamento. Proprio questo è il nocciolo del problema: è una questione di valori morali e di convinzioni individuali se una persona tratta un altro individuo con rispetto o meno. Anche nell'esercito i valori possono essere vissuti soltanto dall'individuo stesso e non ordinati. L'esercito è in ultima analisi uno specchio della società, in cui confluiscono persone provenienti da tutte le possibili regioni del Paese, regioni linguistiche e ceti sociali e insieme prestano servizio militare. Nell'esercito si riflettono tutte le sfaccettature di stili di vita, valori e di relative tensioni che esistono anche nella società. Fondandosi sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e sulla Costituzione federale della Confederazione Svizzera, l'Esercito svizzero ha stabilito in modo inequivocabile nel Regolamento di servizio che la dignità delle persone deve essere rispettata nella loro diversità e senza discriminazioni. Ma questa dichiarazione scritta in un regolamento non può da sola modificare il comportamento dei militari.

Nel 2008 inoltre l'allora capo dell'esercito ha emanato un ordine sulla gestione della diversità in seno all'esercito, «Diversity Management». Quest'ordine può essere considerato come una sorta di monito, per cui la diversità non costituisce una minaccia, ma piuttosto un'opportunità: capacità e talenti diversi possono essere impiegati in maniera proficua e recare molteplici vantaggi all'unità. Nell'esercito vige quanto segue: ogni militare ha gli stessi diritti, obblighi e opportunità indipendentemente dal suo background. Atti discriminatori non vengono tollerati nella società e neppure nell'esercito. Quest'ultimo non si trova al di fuori del diritto. I temi etici, come la dignità umana e il divieto di discriminazione, costituiscono da tempo parte integrante della formazione militare alla condotta. Il rispetto dei diritti umani e dei diritti fondamentali rappresenta la base determinante per tutti gli impieghi militari, l'istruzione dei militari e per la convivenza nella collettività militare.

E tuttavia rimane difficilmente superabile il rapporto di tensione tra diversità e unità, in particolare nell'esercito, in cui individui diversi vengono uniti da uniformi standardizzate. Atteggiamenti personali contradditori o idee contrastanti possono portare a situazioni difficili nell'andamento del servizio. La sfida nell'ambito dell'istruzione militare consiste pertanto nell'esercitare un influsso positivo sull'atteggiamento morale di base dei militari per determinare una riflessione sul comportamento individuale e creare una consapevolezza per il valore aggiunto rappresentato dalla diversità di opinioni e capacità. Contemporaneamente laddove è necessario l'esercito offre la possibilità di trovare compromessi, affinché ognuno trovi un posto nel sistema complessivo. Indipendentemente dalle rispettive differenze tutti i militari hanno diritto alle stesse opportunità e allo stesso rispetto.
 


La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (estratto)

Risoluzione ONU 217 A (III) del 10 dicembre 1948

Art. 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Art. 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. (…)

Art. 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
 

Costituzione federale della Confederazione Svizzera (estratto)

del 18 aprile 1999 (Stato 23 settembre 2018)

Art. 7 Dignità umana
La dignità della persona va rispettata e protetta.

Art. 8 Uguaglianza giuridica
1 Tutti sono uguali davanti alla legge.
2 Nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell'origine, della razza, del sesso, dell'età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.
3 Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l'uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.
4 La legge prevede provvedimenti per eliminare svantaggi esistenti nei confronti dei disabili.
 

Regolamento di servizio dell'esercito (RSE) (estratto)

del 22 giugno 1994 (Stato 1° gennaio 2018)

Art. 77 Obblighi fondamentali
3 Ogni militare ha il dovere di rispettare i diritti umani e la dignità delle persone tenendo conto della loro diversità e senza discriminazioni. Nessuno deve essere trattato in maniera pregiudizievole in particolare a causa del sesso, dell'appartenenza etnica o nazionale, della lingua, dell'età, della religione, dell'orientamento sessuale, delle opinioni politiche o di altro genere, dell'estrazione sociale, dello stile di vita o della propria disabilità.
Sezione: Diritti

Art. 93 Diritti e libertà fondamentali
1 Anche in servizio, ai militari sono garantiti i diritti previsti dalla Costituzione e dalla legge. Ciò vale in particolare per la protezione della personalità, la libertà di credenza e di coscienza, il diritto di esprimersi liberamente e l'esercizio dei diritti politici.
2 In servizio, i diritti e le libertà fondamentali sono però soggetti a restrizioni. Quest'ultime non possono andare oltre ciò che esige l'adempimento del compito dell'esercito, della truppa e del singolo militare.