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Ritorno dall'impiego reale alla vita civile per il 40° contingente della Swisscoy

Dopo il loro impiego di sei mesi l'Esercito svizzero ha congedato i militari del 40° contingente della Swisscoy, che hanno fatto ritorno alla vita civile. Per l'occasione amici, parenti e conoscenti sono giunti numerosi a Stans-Oberdorf. Hanno potuto assistere da vicino alla cerimonia di consegna del meritato distintivo d'impiego ai militari appena rientrati dal Kosovo.

11.11.2019 | Comunicazione Difesa, Fahrettin Calislar

I militari svizzeri impegnati per il promovimento della pace sono stati in Kosovo per sei mesi.
I militari svizzeri impegnati per il promovimento della pace sono stati in Kosovo per sei mesi.

L'11 ottobre presso la piazza d'armi di Stans-Oberdorf la commozione era tangibile. Al centro del piazzale della caserma sono radunati soldati donne e uomini che si comportano in maniera inusuale: applausi frenetici, abbracci, pacche sulle spalle, strette di mano – per alcuni addirittura alcune lacrime agli occhi. Dopo complessivamente nove mesi di intensa vita in comune il colonnello SMG Xaver Sailer ha licenziato il suo 40° contingente della Swisscoy che farà ora ritorno alla vita civile. I 165 militari donne e uomini provenienti da tutti gli angoli della Svizzera hanno marcato presenza, condotto il dialogo e fornito supporto in diversi luoghi del Kosovo. In tal modo hanno assolto un importante compito dell'esercito: il promovimento della pace.

Il cameratismo era in primo piano

«Cameratismo, sincerità, passione» – la sua truppa ha vissuto quotidianamente all'insegna di questo motto del contingente, come ha affermato il comandante Sailer. Si è detto fiero dei suoi «Quarantesimi», come lui li chiamava. «Il vostro impegno mi ha commosso», ha affermato. I sei mesi in Kosovo e la precedente istruzione di tre mesi in Svizzera sono trascorsi velocemente. «Abbiamo vissuto insieme un periodo incredibile. Questi mesi ci hanno unito fortemente», ha aggiunto Sailer. I militari del contingente hanno condiviso alti e bassi, momenti difficili e belle esperienze. «Vi siete sostenuti e aiutati a vicenda, avete affrontato le sfide tutti insieme», ha detto Seiler, esprimendo la speranza che i giovani possano impiegare nella loro vita civile e di milizia le esperienze vissute. «Vi ringrazio di cuore e vi auguro ogni bene», ha concluso il comandante Sailer.

Anche il comandante di corpo Aldo C. Schellenberg, capo Comando Operazioni, ha espresso il suo ringraziamento. Oltre che ai militari del contingente, si è rivolto ai genitori e agli amici che per diversi mesi hanno dovuto fare a meno di loro e li hanno potuti accompagnare solo da lontano. «Ora potete abbracciarli. Questo momento appartiene a voi», ha detto il comandante di corpo Schellenberg. Tutti erano consapevoli del fatto che l'impiego non fosse esente da rischi: «Non può essere dato per scontato che si ritorni sani e salvi». Infatti le ferite aperte dalla guerra civile sono ancora ben visibili in Kosovo. «La pace non è scontata», ha aggiunto Schellenberg, «c'è bisogno di persone che si impegnino, si espongano e lascino la loro zona di comfort». Per assolvere il loro incarico di contribuire alla stabilizzazione del Kosovo, i «Quarantesimi» hanno sacrificato tempo ed energia. Per questo si viene ricompensati con esperienze di vita.

Il comandante di corpo Schellenberg e il comandante della Swisscoy Seiler hanno consegnato ai militari del 40° contingente il tradizionale distintivo d'impiego. «Contingente: riposo! Siete licenziati. Grazie infinite!», ha concluso Seiler prendendo commiato dai suoi «Quarantesimi».

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