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Donne nell'informatica? Certamente!

Cinque donne, una professione: amano la matematica e l'informatica, si confrontano quotidianamente con nuove sfide e con spirito critico si definiscono un po' pazze. Anja, Sarah, Michelle, Leonie e Julia* lavorano in un settore «cyber» del Centro operazioni elettroniche presso la Base d'aiuto alla condotta dell'esercito. In occasione della giornata Nuovo futuro ci illustrano il loro campo d'attività non del tutto usuale per una donna.

12.11.2019 | Comunicazione Difesa, Helen Alt

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Analizzano quotidianamente nuove minacce provenienti dal ciberspazio: le ingegnere e gli ingegneri di sistema presso la BAC. (foto: VBS/DDPS)

Per garantire la loro protezione personale, i collaboratori del Centro operazioni elettroniche non possono essere né fotografati né chiamati pubblicamente con il loro vero nome. Le ingegnere e gli ingegneri di sistema presso la Base d'aiuto alla condotta dell'esercito (BAC) analizzano quotidianamente nuove minacce ed esaminano la struttura degli schemi d'attacco con malware. In tal modo è possibile identificare nuove tecniche di hacking e testare i metodi di difesa disponibili.

Cinque donne, cinque percorsi diversi

La 28enne Sarah ha studiato informatica soprattutto per curiosità. Era stimolata dal fatto di capire come funzionano Internet e i computer. La sua collega Julia (29 anni) ha invece dapprima intrapreso degli studi di matematica e svolto due stage pratici diversi prima di iniziare la sua attività come ingegnere di sistema. Nel suo caso il motivo che l'ha spinta a optare per l'informatica è stato il fascino per l'hacking, ovvero l'infiltrazione nascosta in altri computer e reti informatiche. È stata attratta dal fatto che all'inizio era totalmente ignara di questa tematica. Generalmente, dal momento in cui sorge una nuova minaccia nel mondo informatico, gli ingegneri di sistema devono dapprima acquisire le conoscenze specifiche. Anche la 22enne Leonie apprezza questa possibilità di poter imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Dopo aver conseguito il diploma di impiegata di commercio lavora a tempo parziale e nel contempo studia informatica: «Volevo un lavoro che ravvivasse costantemente il mio entusiasmo, fino al pensionamento. Ora credo di averlo trovato». Nell'operare la sua scelta la giovane donna ha dovuto soprattutto tener testa alle voci critiche nella sua cerchia più intima: «La mia famiglia era dell'avviso che io come donna non avessi talento per il pensiero logico.» Dando prova di grande coraggio, Leonie ha ignorato queste opinioni: «Mi sono detta: in fondo sono brava in matematica. Ce la farò!».

A detta di Sarah, sebbene i loro percorsi siano totalmente diversi, avrebbero comunque un'affinità: «Quando abbiamo terminato la nostra giornata lavorativa, torniamo a casa e ci sediamo nuovamente al computer. Talvolta non riusciamo proprio ad averne abbastanza». E Julia aggiunge sorridendo: «Amiamo il nostro lavoro, eh sì, probabilmente siamo tutte un po' pazze». Le condizioni di lavoro presso la BAC sono formidabili, esclama la 25enne Anja, esordiente tecnica SSS in informatica. Oltre al vantaggio di avere orari di lavoro flessibili il personale ha infatti anche la possibilità di conciliare la formazione e gli impegni familiari con la professione. Quest'ultimo aspetto è importante soprattutto per la 40enne Michelle che è madre di tre figli in tenera età. «Posso lavorare all'80%, pianificare bene le mie assenze e non ho mai orari di lavoro rigidi da seguire». Finora il fatto di essere madre non le ha mai impedito un avanzamento sul piano professionale, afferma la 40enne titolare di un dottorato in matematica. Naturalmente la conciliabilità della professione con la vita privata è sempre un criterio determinante nella scelta del posto di lavoro. Oltre a una buona pianificazione è importante avere un datore di lavoro flessibile e disponibile verso il lavoro part-time come la BAC.

I vecchi ruoli di genere sono molto diffusi

Sotto il profilo statistico il numero delle donne che svolgono una professione nel campo dell'informatica è nettamente inferiore rispetto a quello dei loro colleghi uomini. (fonte: OSCE, Eurostat). Questa è però una realtà che si può cambiare, afferma Sarah con determinazione: «Quello che facciamo noi non è eccessivamente complicato. L'informatica non è fisica quantistica». Anja concorda con la sua collega sul fatto che è necessario un cambiamento di mentalità nella società: «A noi viene detto già in giovane età quali sono le professioni adatte alle ragazze e ai ragazzi. Sarebbe ora di smetterla con questo modo di ragionare stereotipato». Come madre Michelle può solo assentire: «La chiave del cambiamento, verso una parità tra donne e uomini, sta nell'educazione dei nostri figli».

Ed è proprio su questo punto che fa leva anche la giornata Nuovo futuro, che quest'anno cade il 14 novembre (vedi riquadro). Di norma le ragazze accompagnano i loro padri e i ragazzi le loro madri, scambiandosi così i fronti e imparando a conoscere campi d'attività atipici nonché l'ampia gamma di prospettive per il loro futuro. La giornata Nuovo futuro promuove il coraggio e l'autostima dei giovani a operare la loro scelta professionale e a impostare il loro futuro orientandosi ai loro desideri e ai loro talenti, e non in base a concezioni stereotipate dei ruoli. Un giorno dovranno poter dire come Leonie: «Sì, ce la farò!», come Leonie.

* tutti i nomi sono noti alla redazione
 

Giornata Nuovo futuro

La giornata Nuovo futuro è nata nel 2001 sotto il nome «Giornata nazionale delle ragazze». Lo spunto iniziale è stato dato nell'ambito del progetto Posti di tirocinio 16+ della Conferenza svizzera delle/dei delegate/i alla parità CSP. Inizialmente era destinata principalmente ai padri e alle figlie. Le ragazze accompagnavano al lavoro il padre, lo zio o il padrino nell'arco di una giornata. In occasione del 10° anniversario, nel 2010 la giornata è stata ribattezzata «giornata Nuovo futuro – prospettive diverse per ragazze e ragazzi». Come suggerisce il nome, la giornata Nuovo futuro intende contribuire a plasmare il futuro. Ragazze e ragazzi cambiano prospettiva, imparando così a conoscere campi d'attività nonché ambiti di vita atipici e acquisendo esperienze per la vita. Grazie a questa offerta si aprono nuovi orizzonti e la scelta professionale diventa tema di discussione in famiglia. Le ragazze e i ragazzi acquisiscono il coraggio e l'autostima necessari per prendere in mano le redini del proprio futuro staccandosi dalle rigide immagini legate all'uno o all'altro sesso. La Giornata Nuovo futuro promuove così tempestivamente la parità dei sessi a livello di scelta professionale e di pianificazione della propria vita. Si tratta di un progetto di cooperazione tra scuola, mondo del lavoro e famiglia.