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Villaggio fantasma sotto tiro – Il battaglione di fanteria 56 si esercita a Nalé

A circa quattro chilometri dalla caserma di Bure (JU) è situato il villaggio d'esercitazione Nalé. Qui il battaglione di fanteria 56 durante suo il corso di ripetizione si esercita nel combattimento in edifici e in località nelle condizioni più moderne.

25.09.2019 | Comunicazione Difesa, Michael Senn

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Già durante il viaggio di andata ci si accorge che non si sta raggiungendo un normale paesino. La strada è in cattivo stato, fuori dalla norma rispetto alle altre strade locali, manca la segnaletica e non c'è traccia di altri veicoli. Ad un certo punto si scorge un cartello che indica «village d'exercice» e si svolta sulla Rue de Porrentruy. Nel villaggio d'esercitazione Nalé il battaglione di fanteria 56 (bat fant 56) ha il compito di perquisire gli edifici alla ricerca di sostenitori della controparte per l'esercizio con truppe al completo «Cappio Ovest».

Sensori e raggi laser

Il Centro d'istruzione al combattimento ovest (CIC ovest) sviluppato dalla RUAG comprende 32 edifici. Al centro si trova una rotonda, affiancata dal ristorante «de la demi-lune» e da un alto edificio in legno. Il resto del paese è composto per la maggior parte da case unifamiliari e da due edifici amministrativi.

I militari della fanteria fissano i sensori del sistema LASSIM (simulatore di tiro laser) sul casco, sulle braccia, sul petto e sulle gambe. Anche i veicoli sono equipaggiati di sensori. I vari sistemi d'arma vengono ampliati con elementi attraverso i quali non vengono sparati proiettili, bensì raggi laser. Inoltre vi sono campi minati e granate a mano senza carica esplosiva che «esplodono» emettendo raggi laser. Tutte queste apparecchiature tecniche permettono un'analisi precisa e un'esercitazione senza pericoli.

Il più reale possibile

Quando un militare punta la mitragliatrice contro una casa, il sistema calcola il danno da prevedere in base alla conformazione della facciata e ai valori balistici. I soldati che si trovano nell'edificio colpito possono essere marcati come feriti o addirittura feriti a morte. Possono consultare il proprio stato di salute su un display digitale che portano su di sé.

Dall'edificio fuoriesce del fumo che ne segnala i danni, gli altoparlanti simulano i rumori del combattimento e i flash indicano i tiri. Se un locale non è più accessibile, un segnale luminoso arancione lampeggia sul soffitto. Le scale crollate si riconoscono dai tubi azionati a forza idraulica che ne bloccano immediatamente l'accesso. 8 videocamere esterne e 365 interne registrano ogni movimento, ogni scintilla.

Analisi di alto livello

La quantità di dati così raccolti viene analizzata nell'edificio 15 della piazza d'armi di Bure. Una squadra composta da collaboratori della RUAG, rappresentanti della direzione dell'esercizio della divisione territoriale 2 nonché militari di professione del Centro d’istruzione dell’esercito seguono gli avvenimenti della fanteria su numerosi schermi e servendosi di tre proiettori. I risultati verranno integrati nella discussione dell'esercizio e possono essere presentati sotto forma di immagini e sequenze video.

Il bat fant 56 ha completato l'esercizio con successo. Tuttavia il direttore dell'esercizio, divisionario Hans-Peter Walser, grazie ai mezzi tecnici del CIC ovest, ha individuato potenziale di miglioramento e con il materiale video registrato può mostrare le rispettive situazioni alla truppa subordinata. I risultati confluiscono nel debriefing del servizio di quest'anno e i punti da migliorare potranno essere affrontati in modo mirato nel corso del prossimo esercizio di combattimento in edifici e in località.