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Due giovani militari di professione raccontano la loro quotidianità

Un’istruzione impegnativa, lunghi tempi di presenza, un grande impegno: il lavoro di ufficiale di professione e di sottufficiale di professione non è per pantofolai. In compenso è vario, ricco di responsabilità e incentrato sulla promozione dei giovani. Due giovani militari di professione raccontano la loro quotidianità e i motivi per cui non cambierebbero la loro professione con nessun altro lavoro.

23.09.2019 | Comunicazione Difesa, Ruth van der Zypen

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L'aiutante di stato maggiore Joe Thalmann in addestramento.

Lunedì mattina alle 7 in punto, inizio della terza settimana per le reclute della scuola della guerra elettronica nella caserma di Jassbach. Il capitano Daniel von Känel, ufficiale di professione d’unità della compagnia 1, tra mezz’ora comincia l’istruzione delle reclute sul tema delle armi nucleari, biologiche e chimiche.

Una carriera di ufficiale inattesa

«All’inizio non avevo alcuna intenzione di continuare, ma sono stato convinto del contrario», confessa ridendo. Il capitano von Känel ha studiato geologia al PF di Zurigo. Dopo il master, in qualità di ufficiale di milizia fresco di brevetto, ha iniziato la formazione per diventare ufficiale di professione. «Ho avuto validi modelli e mi piaceva il pensiero di poter contribuire in prima persona a una buona cultura di condotta e alla sicurezza del nostro Paese».
Von Känel inizia la sua lezione di teoria. Le reclute ripassano le conoscenze acquisite nell’ultima lezione su una piattaforma online interattiva, con il cellulare.

Sottufficiale di professione, coach, promotore

Nel frattempo, il 28enne aiutante di stato maggiore Joe Thalmann fa il giro dei capigruppo, che questa mattina istruiranno le reclute sul tema dei mezzi coercitivi, esercitandosi nelle prese per il combattimento ravvicinato. L’aiutante di stato maggiore Thalmann si fa mostrare alcune mosse e dispensa qualche consiglio qua e là. Per i capigruppo è solo la terza settimana d’impego, quindi sono nuovi alla condotta. Thalmann è la loro persona di contatto e il loro coach. «Quanto più a lungo si collabora, tanto più i giovani quadri cercano il contatto con me», è consapevole Thalmann. «Il mio motto: tratta i tuoi collaboratori come vorresti essere trattato dal tuo futuro capo», aggiunge.

Tante ore, ma anche molto valore aggiunto

Thalmann confessa: le giornate lavorative possono essere molto lunghe, ogni settimana si prestano molte ore di servizio. Sono necessarie buone capacità organizzative per ricavarsi anche del tempo per la famiglia e per gli hobby. L’aiutante di stato maggiore Thalmann ci riesce bene. «Spesso nel quadro dei miei hobby mi viene chiesto di organizzare grandi eventi. Grazie alle conoscenze acquisite nel lavoro, per me non è affatto un problema, anzi mi diverto molto». L’aiutante di stato maggiore Joe Thalmann mostra grande slancio ed entusiasmo. «Vedo immediatamente il frutto dei miei sforzi nel lavoro dei capigruppo e posso raggiungere risultati notevoli. Posso pianificare una giornata, ma non dirigerla e questo rende il lavoro interessante».

Tra l’altro Thalmann è anche esperto d’esame dell’Associazione svizzera per la formazione nella conduzione e con il diploma della Scuola per sottufficiali di professione può conseguire un attestato professionale federale per diventare formatore di adulti.

Vivere la propria passione nella professione

Nella caserma di Jassbach, dopo aver tenuto la sua lezione teorica, il capitano von Känel assiste un momento all’istruzione delle reclute – istruzione ai mezzi coercitivi, istruzione NC, istruzione in materia di trasmissioni – e discute brevemente con le reclute e con i capigruppo. «Qui tastiamo veramente il polso della società», spiega. «I giovani di oggi vogliono conoscere il senso delle cose e noi dobbiamo essere in grado di spiegarglielo». Un ufficiale di professione d’unità deve anche saper fare fronte ai piccoli e grandi eventi inaspettati, come una malattia o, nel caso peggiore, un incidente stradale: «Simili eventi sono impegnativi anche dal punto di vista emotivo. Mi sento pienamente responsabile per le nostre reclute e i nostri soldati». Come per il sottufficiale di professione, anche il lavoro di ufficiale comporta lunghe giornate di lavoro e rinunce personali. Ma il capitano von Känel è convinto della sua scelta professionale: «Mi permette di vivere la mia passione: avviare progetti, motivare le persone ad aderirvi, incoraggiare i partecipanti e farli crescere». Anche lui desidera svilupparsi ulteriormente: si sta preparando per il corso di formazione di stato maggiore generale e successivamente, se possibile, intende seguire una formazione all’estero.

 
 
 

Giornata di lavoro

Capitano Daniel von Känel, ufficiale di professione d’unità della compagnia 1 nella SSU/SR GE 64:

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«Mi piace molto avere la pos-sibilità di definire autonomamente il programma della mia giornata. E ho il pieno sostegno e la stima dei superiori!», capitano Daniel von Känel.

25% gestione di team e coaching,
25% pianificazione e amministrazione,
25% istruzione e gestione dell’istruzione,
25% reclutamento e assistenza dei quadri.

 
 
 

Aiutante di stato maggiore Joe Thalmann, sottufficiale di professione, insegnante specialista della compagnia 1 nella SSU/SR GE 64:

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«Raccomanderei in qualsiasi momento la mia professione a un giovane soldato», aiutante di stato maggiore Joe Thalmann.

50% istruzione specialistica tecnica dei quadri,
25% pianificazione e amministrazione,
25% assistenza dei quadri.

 
 
 

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