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Zecche: un pericolo si annida tra i cespugli

Le zecche sono particolarmente attive in primavera e in autunno. Una puntura di zecca può trasmettere diversi agenti patogeni. Una prevenzione adeguata è dunque importante: a coloro che si recano in una zona a rischio di zecche il servizio medico militare raccomanda di indossare abiti chiusi e di utilizzare spray insetticidi.

20.08.2019 | Comunicazione Difesa, Eve Hug

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Immagine simbolica: militare con binocolo sotto una tettoia mimetizza-ta. (Foto: DDPS/CME, Philipp Schmidli)

Il cambiamento climatico ha portato a una proliferazione delle zecche, che sono ora presenti in tutta la Svizzera fino a circa 2000 metri di altitudine. Vivono soprattutto nei boschi di latifoglie con sottobosco fitto e si annidano vicino al suolo ai margini del bosco, in presenza di sterpaglia o erba alta. Questi acari si nutrono di sangue animale e umano e quando pungono possono trasmettere diversi agenti patogeni. In Svizzera gli agenti trasmessi più frequentemente dalle zecche sono il virus della TBE e l'agente della borelliosi di Lyme. Il numero annuo dei casi di malattia notificati oscilla notevolmente, ma dal 2016 è aumentato soprattutto il numero di persone colpite da meningoencefalite da zecca (TBE). 

Evitare le punture di zecca

La prevenzione contro le punture di zecca è quindi indispensabile. Considerato l'elevato numero di attività svolte all'esterno durante il servizio militare, è necessario adottare e osservare misure cautelative adeguate:

  • indossare abiti aderenti che coprano tutto il corpo (chiudere saldamente le maniche della TAZ, calzare scarpe robuste);
  • applicare rimedi contro gli insetti 20 minuti prima di esporsi;
  • nel limite del possibile evitare il sottobosco (cespugli e arbusti) e le radure;
  • dopo essere stati nel bosco controllare sistematicamente il proprio corpo alla ricerca di eventuali zecche (soprattutto nella regione inguinale, sotto le ascelle e sulla nuca);
  • togliere il più rapidamente possibile le zecche con una pinzetta (estrarre la zecca procedendo diritti, non girare la pinzetta, non usare oli) e disinfettare bene la puntura;
  • nei giorni successivi osservare attentamente la zona della pelle interessata.

In presenza di rossore che si espande, allergie della pelle, irritazione febbre o altri sintomi influenzali è opportuno consultare il medico.

Riconoscere i sintomi della malattia

In media una zecca su tre è portatrice del battere che scatena la borelliosi di Lyme. La gravità di una borelliosi può variare notevolmente, e spazia da una leggera allergia della pelle a – in casi molto rari – affezioni croniche alle articolazioni e neuropatie. Mentre la borelliosi può essere curata efficacemente con antibiotici, nel caso della TBE è possibile combattere esclusivamente i sintomi, ma non le cause della malattia. Mediamente circa l'uno per cento delle zecche trasmette il virus della TBE. Da sette a quattordici giorni dopo l'infezione possono manifestarsi sintomi simili all'influenza. Nella maggior parte dei pazienti questo episodio segna la fine della malattia. In circa il 15 per cento dei casi viene però intaccato il sistema nervoso centrale e le persone colpite soffrono di cefalea, vertigini e disturbi della concentrazione e motori, in parte sull'arco di mesi. Più raramente possono verificarsi anche paralisi alle braccia, alle gambe o ai nervi facciali che possono sfociare in disabilità permanenti. In circa l'uno per cento dei casi il decorso della malattia è letale.
Esiste un vaccino efficace per prevenire la TBE. I militari di professione e i militari impiegati all'estero vengono vaccinati. Le vaccinazioni sono proposte anche all'inizio della scuola reclute e nei corsi di ripetizione. Queste sono facoltative, ma caldamente raccomandate per tutte le reclute e i miliari.