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«Conosci ciò che proteggi»

A metà agosto le reclute della scuola della guerra elettronica 64 di Jassbach hanno visitato diverse ubicazioni militari sensibili nel quadro di un «tour dell'esercito». Per due giorni e mezzo i futuri ciberspecialisti dell'esercito hanno così potuto familiarizzarsi con le infrastrutture critiche che saranno chiamati a proteggere.

30.08.2019 | Comunicazione Difesa, Anthony Favre

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A Meiringen uno specialista di Skyguide ha spiegato alle reclute il funzionamento della torre di controllo.

«Conosci ciò che proteggi»: è con questo motto che a metà agosto le 21 reclute della scuola della guerra elettronica 64 (scuola GE 64) si sono recate all'aerodromo militare di Meiringen per iniziare il loro «tour dell'esercito». La base aerea bernese è stata il punto di partenza per questo tour di due giorni e mezzo, il cui scopo era quello di far conoscere ai futuri «hacker» dell'Esercito svizzero le infrastrutture sensibili che dovranno proteggere. Il programma comprendeva anche visite a un centro di calcolo, all'Air Operations Center (AOC) di Dübendorf, alla Centrale nazionale d'allarme e a un'ubicazione in alta quota.

Il ruolo centrale della BAC

Presso gli aerodromi di Meiringen e Dübendorf le reclute hanno potuto apprendere nel dettaglio come le Forze aeree svizzere sorvegliano lo spazio aereo in collaborazione con i partner di Skyguide e della Base d'aiuto alla condotta (BAC). Le varie visite alle basi aeree, al centro di calcolo e all'ubicazione in alta quota hanno mostrato il ruolo cruciale della BAC. Quest'ultima garantisce infatti la disponibilità dei servizi informatici e una rete di condotta indipendente, stabile e robusta per l'esercito in qualsiasi situazione. Presso la Centrale nazionale d'allarme, le reclute sono state sensibilizzate anche in merito alla gestione delle catastrofi naturali in relazione a infrastrutture critiche come le centrali nucleari.

Non si è trattato di una gita scolastica

Organizzato durante la seconda settimana del loro corso di formazione ciber, questo «tour dell'esercito» non è stato un evento ricreativo per i futuri ciberspecialisti dell'Esercito svizzero. Infatti, durante ogni visita hanno dovuto assimilare una quantità significativa di informazioni tecniche anche se disponevano già di un solido background nel campo dell'informatica. Tutti sono stati rigorosamente selezionati per questa scuola reclute in base alle loro competenze civili. Ad esempio una persona ha completato l'apprendistato di sviluppatore di applicazioni mentre un'altra recluta ha conseguito un master in informatica. Le visite hanno spesso consentito ai partecipanti di interagire e hanno dato luogo a numerosi scambi di opinioni sul funzionamento della rete di condotta, dei radar o del sistema di cifratura dei dati.

«Siamo abituati a lavorare con dati sensibili, ma questo tour ci ha permesso di scoprire novità entusiasmanti. Sono rimasto particolarmente sorpreso dalla portata e dalla forza della rete impiegata dalla BAC», ha detto un partecipante alla fine delle visite. Al termine della loro scuola reclute, questi ciberspecialisti saranno in grado di fornire appoggio ai professionisti della BAC e garantirne la capacità di resistenza in caso di attacchi informatici. Il primo battaglione di ciberspecialisti dell'esercito verrà probabilmente costituito nel 2023.

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Per la propria sicurezza, i partecipanti al corso di formazione ciber mantengono l'anonimato durante l'istruzione.