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In missione di pace all'estero

Dal 1953 i militari svizzeri sono impegnati in zone colpite da guerre e conflitti, attualmente in 18 Paesi su quattro continenti. Il fulcro di tali impieghi di promovimento della pace dell'Esercito svizzero è il Centro di competenza SWISSINT a Stans-Oberdorf, Nidvaldo.

11.06.2019 | Comunicazione SWISSINT

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Da 30 anni i militari svizzeri si impegnano nel quadro di missioni ONU, come in questo caso quali osservatori militari della UNTSO nel Vicino Oriente. (Foto: SWISSINT)

Quale osservatore militare tra le ripide vette del Kashmir, specialista di banche dati dello sminamento nelle sabbiose distese del Sahara occidentale spazzate dal vento o responsabile di corso presso il Centro d'istruzione per il promovimento della pace nel caldo umido tropicale del Ghana: attualmente 270 cittadine e cittadini svizzeri prestano servizio volontario nel quadro del promovimento militare della pace, nelle funzioni più disparate in 18 Paesi, distribuiti su quattro continenti.

Grande varietà degli impieghi – da 30 anni anche nelle missioni ONU

I peacekeeper elvetici, inviati singolarmente nelle missioni ONU composte da volontari provenienti da più Nazioni, svolgono principalmente le funzioni di osservatori militari e ufficiali di stato maggiore, oppure partecipano ai programmi di sminamento dell'ONU. Le missioni attuali sono nel Vicino Oriente, nella Repubblica Democratica del Congo, nel Sudan del Sud, in Mali e nel Sahara occidentale.

Per contro, l'impegno più grande a livello di personale è quello del contingente della SWISSCOY stazionato in Kosovo, il quale conta 190 soldati (riduzione a 165 da ottobre 2019). Qui si trova anche il ventaglio più ampio di funzioni. Le più importanti sono quelle nell'ambito delle attività dei quattro Liaison and Monitoring Team, che curano il contatto con la popolazione e con i funzionari provenienti dagli ambiti più disparati della società. Ciò li rende «gli occhi e le orecchie» della Forza multinazionale in Kosovo (KFOR), una sorta di sistema di preallarme per il comando della missione. La SWISSCOY è stazionata in Kosovo da 20 anni e fornisce ulteriori prestazioni nell'ambito del trasporto aereo, dell'assistenza medica, dell'eliminazione di munizioni inesplose e nel quartiere generale della KFOR. Insieme alle altre Nazioni coinvolte contribuisce così a instaurare un clima sicuro e stabile nel Paese.

I militari svizzeri fanno inoltre parte dell'EUFOR in Bosnia-Erzegovina, svolgono compiti di responsabili di corso presso centri d'istruzione per il promovimento militare della pace in Kenia e in Ghana e rappresentano l'Esercito svizzero nei quartieri generali dell'ONU a New York e dell'OSCE a Vienna. Inoltre dal 1953 gli ufficiali svizzeri sono stazionati presso la linea di demarcazione tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. Questo primo impegno nell'ambito del promovimento della pace all'estero segnò anche l'inizio del promovimento militare della pace da parte del nostro Paese.

Centro di competenza SWISSINT: il fulcro

Qui i futuri peacekeeper vengono reclutati, equipaggiati e istruiti in maniera specifica al futuro impiego. Oltre all'autodifesa e alla protezione dei propri camerati, nell'istruzione vengono trasmessi anche contenuti che riguardano le caratteristiche specifiche di un impiego all'estero, come per esempio il mine awareness training, le competenze interculturali, le rules of engagement o l'esercizio nella conduzione di colloqui. Una volta «fit for the mission» i peacekeeper vengono inviati all'estero per sei mesi o un anno, a seconda della funzione. Durante l'impiego sono a stretto contatto con il Tactical Operations Center, responsabile dell'osservazione e della valutazione della situazione nel relativo Paese d'impiego. Dopo l'impiego, un debriefing dettagliato permette di elaborare gli insegnamenti tratti dalle esperienze all'estero, facendone tesoro per esempio per l'istruzione specifica all'impiego, nella quale molto presto nuovi peacekeeper verranno preparati al promovimento della pace.

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