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«Una collaborazione costruttiva con il committente civile è fondamentale!»

In occasione dell'incontro annuale del World Economic Forum (WEF) a Davos l'esercito svolge un impiego irrinunciabile, solido e complessivo a favore delle autorità civili. In tale contesto collabora strettamente con il Cantone dei Grigioni e la polizia cantonale grigionese. Le procedure sono pianificate e concordate con precisione.

08.01.2019 | Comunicazione Difesa

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L'esercito lavora con grande impegno per fornire il supporto necessa-rio alle autorità civili in occasione del WEF a Davos.

 

L'Esercito svizzero svolge a Davos un impiego sussidiario di sicurezza. In tale ambito quant'è importante la collaborazione con gli organi civili, come la polizia cantonale e gli altri partner nel campo della sicurezza?

Comandante di corpo Aldo C. Schellenberg: Una stretta collaborazione professionale e costruttiva con il committente civile è di fondamentale importanza per il buon esito finale sia nella preparazione che durante l'impiego. Un Impiego sussidiario di sicurezza dell'esercito viene svolto su richiesta delle autorità civili quando i loro mezzi non sono più sufficienti – per fornire appoggio in caso di sollecitazioni estreme o di compiti che le autorità non sono in grado di affrontare da sole per mancanza di personale o di mezzi adeguati. L'esercito può fornire appoggio anche per l'adempimento di altri compiti d'importanza nazionale o internazionale. Nel caso dell'incontro annuale del WEF il committente è il Cantone dei Grigioni. La polizia cantonale grigionese ha la responsabilità globale della sicurezza alla conferenza annuale. In collaborazione con i servizi informazioni, valuta la situazione sul piano della sicurezza e la portata delle misure di sicurezza. D'intesa con l'esercito definisce i compiti e le prestazioni che questo deve fornire. La responsabilità della condotta delle truppe impiegate tuttavia spetta sempre ai comandanti di truppa.

Secondo quali criteri viene svolto l'impiego?

Parte degli accordi sono anche le cosiddette regole d'impiego e di comportamento per la truppa e le concrete competenze dei militari impiegati nel quadro dell'«ordinanza concernente i poteri di polizia dell'esercito».

E quale importanza ricopre a tale riguardo la collaborazione con i Paesi limitrofi, ad esempio con l'Austria?

Anche nello spazio aereo la collaborazione con i Paesi limitrofi assume grande importanza. Esistono convenzioni con Italia, Germania e Francia per il servizio di polizia aereo transfrontaliero per la difesa da pericoli non militari. Una convenzione analoga con l'Austria è stata ratificata dai due Stati ed entrerà in vigore il 1 febbraio 2019. Tuttavia grazie a un accordo, come negli anni precedenti, durante il WEF sarà possibile effettuare interventi transfrontalieri. In pratica un eventuale impiego della forza può avere luogo soltanto al di sopra del rispettivo territorio statale. Occorre inoltre precisare che l'impiego delle Forze aeree svizzere per far rispettare la zona d'interdizione al volo sopra Davos non consiste in un impiego sussidiario, ma nel compito originario delle Forze aeree per la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo. Esse pertanto non agiscono su incarico o sotto la responsabilità d'impiego del Cantone dei Grigioni.

In base a una decisione del Consiglio federale, durante il WEF l'Ufficio federale dell'aviazione civile dispone una «restricted area», ovvero uno spazio aereo limitato, sopra Davos. Che cosa significa questo per il traffico aereo civile? Questa zona dev'essere rigorosamente evitata?

No. Se gli aeromobili civili sono stati annunciati e identificati presso le Forze aeree, è possibile utilizzare lo spazio aereo anche nella «restricted area». La responsabilità della relativa autorizzazione spetta alle Forze aeree. Inoltre occorre disciplinare il traffico aereo effettuato per mezzo di elicotteri da e per Davos. Le limitazioni valgono anche per parapendii, droni, aeromodelli e simili.

Che cosa succede in caso di violazione dello spazio aereo?

In caso di violazione dello spazio aereo limitato intervengono le Forze aeree. Intercettano gli aeromobili in questione per identificarli e li costringono a uscire dallo spazio aereo oppure ad atterrare presso un aeroporto idoneo. Se l'intercettazione secondo le norme regolamentate a livello internazionale non sortisce alcun effetto, quale mezzo estremo ne può essere ordinato l'abbattimento. Quest'ordine può essere dato dal capo del DDPS oppure, in delega, dal comandante delle Forze aeree.

Qual è il valore aggiunto di questo impiego per i militari?

L'impiego dei militari non avviene come servizio d'istruzione, ma nella forma giuridica di «servizio d'appoggio» e corrisponde al profilo prestazionale previsto per le formazioni impiegate e al compito dell'esercito secondo la legge militare. Dopo una breve istruzione specifica all'impiego, inizia l'impiego vero e proprio. Rimango sempre sorpreso nel constatare con quanto impegno, con quanta serietà e con quanto senso di responsabilità i nostri militari di qualsiasi grado e funzione affrontino i compiti spesso in condizioni estreme con neve, freddo e monotonia, di giorno e di notte, anche in alta montagna, fornendo eccellenti prestazioni. Le esperienze acquisite in tali circostanze a tutti i livelli non soltanto rafforzano l'autoconsapevolezza di ogni singolo militare, ma confluiscono sotto forma di insegnamenti e conoscenze nell'allenamento e nel servizio d'istruzione. La prontezza di base che le formazioni devono raggiungere nei corsi di ripetizione ha lo scopo di rendere immediatamente possibili tali impieghi.

E per i quadri?

La condotta in un impiego reale, 24 ore su 24, per un periodo prolungato, in condizioni esterne difficili e sotto gli occhi dell'opinione pubblica mondiale pone ai quadri elevati requisiti. Proprio qui si evidenziano in particolar modo i vantaggi del nostro esercito di milizia: la migliore esperienza pratica di condotta accompagnata da senso di responsabilità, disciplina e buonsenso. Tali impieghi forniscono ai quadri preziose esperienze e la possibilità di far confluire nei servizi successivi le capacità e le conoscenze acquisite.

Di fronte a quali sfide specifiche il WEF 2019 pone l'esercito in generale e la catena di comando in particolare?

Alla luce dei recenti attacchi terroristici in Europa, il grado di minaccia rimane elevato in molti Paesi europei. Anche le persone radicalizzate presenti in Svizzera potrebbero essere indotte a compiere azioni violente di matrice terroristica. Per tale ragione il dispositivo di sicurezza è stato adattato alla crescente minaccia terroristica già in occasione del WEF 2016. Un solido dispositivo di sicurezza con una presenza visibile della polizia è necessario anche per garantire la sicurezza del WEF 2019. A questo si aggiungono intense attività di esplorazione e di controllo di polizia. La situazione in materia di sicurezza viene costantemente esaminata e valutata dalle autorità civili. Grazie a queste misure l'esercito e le autorità civili sono preparati a tutti i possibili intoppi durante l'incontro annuale. Non si prevedono sfide particolari rispetto all'anno precedente.

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