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I veloci conducenti su due ruote

Semplici e nere. Chi non conosce le vecchie biciclette d'ordinanza dell'esercito? Le truppe di ciclisti dell'Esercito svizzero hanno percorso per oltre un secolo le strade di tutta la Svizzera con le biciclette dell'esercito. Oggi queste truppe sono state sciolte, ma le biciclette rimangono.

15.06.2017 | Comunicazione Difesa

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Le truppe di ciclisti durante un impiego (fonte: Hildebrandt 2011: 278; foto: Burlet Jürg, Oetwil am See).

Sulla foto in basso si vedono i membri fondatori dell'Unione svizzera dei velocipedisti che ha iniziato la sua attività nel 1883. Sono in posa pieni di orgoglio accanto alle loro "biciclette", con le grandi ruote anteriori che arrivano fino quasi alle loro spalle. Quest'Unione costituì l'elemento trainante per l'introduzione delle truppe di ciclisti nel sistema dell'Esercito svizzero. Persentò infatti all'allora Consiglio federale la proposta di integrazione di questo nuovo veicolo. E c'erano buone ragioni per questa integrazione: le autorità militari dei Paesi limitrofi potevano registrare già diversi successi grazie alle biciclette. La carenza di cavalli da sella nell'esercito cosituiva un ulterioe motivo per guardare a nuovi mezzi di trasporto. La proposta fu quindi attuata: «Nel settembre 1887 un distaccamento di 20 ciclisti volontari prese parte per la prima volta a un esercizio del nostro esercito. In abiti civili e con velocipedi portati da casa furono impiegati […] per portare messaggi» (Hildebrandt 2009: 12).

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I membri fondatori dell'Unione svizzera dei velocipedisti nel 1883 (fonte Hildebrandt 2009: 11; foto: Swiss Cycling, Ittigen).

Alcuni anni più tardi l'Esercito svizzero aveva le prime compagnie di ciclisti, ciascuna composta da 185 militari, tra cui quattro meccanici e quattro trombettieri. Tuttavia ancora non tutto era perfetto. Soprattutto l'equipaggiamento completo di fanteria che i cicilisti dovevano portare si rivelò poco funzionale poiché a causa del taglio troppo stretto provocava dolori e determinava l'incapacità di prestare servizio. Perciò i ciclisti ricevettero presto un equipaggiamento appropriato che ebbe ripercussioni positive sull'efficienza.

Progresso tecnico

Nei primi tempi delle truppe di ciclisti i soldati dovevano ancora prendere con sé per il servizio la propria bicicletta personale. Quelle biciclette erano prive di marce e dovevano essere spinte non appena la trada era un po' in salita. Alcune di quelle più vecchie, poi, non avevano nemmeno i freni e in questo caso i conducenti dovevano aiutarsi con dei rami che servivano come "freni a disco". Nel 1905 ai ciclisti fu consegnata la prima bicicletta militare ufficiale con il nome di bicletta d'ordinanza 05. Questa bicicletta fu impiegata per i successivi 90 anni dal momento che la sua struttura semplice e robusta soddisfaceva le esigenze. Solo negli anni '90 venne introdotto un nuovo modello con più marce.

Scioglimento delle truppe

Per molti anni i ciclisti hanno rappresentato un elemento indispensabile dell'Esercito svizzero. Erano rapidi e in caso di necessità potevano prendere in spalla la loro bicicletta su terreni impervi. Erano silenziosi, quasi invisibili di notte e non avevano bisogno di carburante.

A partire dagli anni '70 si è discusso in merito allo scioglimento di queste truppe. I ciclisti hanno addirittura organizzato delle dimostrazioni su Piazza Federale contro la minaccia del loro scioglimento. Hanno avuto successo, visto che le truppe hanno continuato a esistere per altri 30 anni. Poi, con Esercito XXI, è davvero giunta l'ultima ora, le truppe di ciclisti sono state sciolte: «La motivazione principale era la mancanza di protezione dei ciclisti nei confronti delle armi moderne» (Hildebrandt 2014: 241). Anche il vantaggio di potersi muovere silenziosamente e quindi senza farsi riconocere non esisteva più dal momento che la moderna tecnologia dei sensori era in grado di rilevare anche i ciclisti. Anche dopo lo scioglimento i ciclisti non sono scomparsi del tutto. Con la creazione dell'associazione Nostalgia della compagnia di ciclisti ha avuto luogo una sua rinascita. Mediante apparizioni pubbliche, mostre e gare, l'obiettivo dell'associazione è quello di non far cadere nell'oblio le truppe di ciclisti.

Gare ciclistiche militari

Oltre alle gare ciclistiche in ambito civile, intorno al 1900 ebbero già luogo le prime gare ciclistiche militari. Intorno all'inizio del nuovo secolo gli organizzatori dovettero fare i conti con alcune difficoltà iniziali, ad esempio per la mancanza delle necessarie autorizzazioni. Poi nell'estate del 1900 giunse il momento della prima gara di ciclismo campestre militare di 20 chilometri, insieme ai campionati svizzeri di ciclismo su strada, che fu svolta dall'Unione svizzera dei velocipedisti. La tradizione delle gare ciclistiche militari è stata porata avanti per molti anni. Oltre alle gare ciclistiche storiche, i militari attivi partecipano ancora oggi a gare ciclistiche in ambito civile. Soldati sportivi di punta partecipano ad esempio regolarmente a gare ciclistiche in Svizzera e nel resto del mondo. Al momento si tratta tra gli altri di Stefan Küng e di Silvan Dillier.

Fonte: il testo si basa in gran parte sulla serie di libri dal titolo Das Ordonnanzrad in der Schweizer Armee (La biciletta d'ordinanza nell'Esercito svizzero), di Carl Hildebrandt.

  • Hildebrandt, Carl (2009): Das Ordonnanzrad in der Schweizer Armee; 1887 - 1913. Hrsg.: Verein Schweizer Armeemuseum, Thun.
  • Hildebrandt, Carl (2011): Das Ordonnanzrad in der Schweizer Armee; 1914 - 1945. Hrsg.: Verein Schweizer Armeemuseum, Thun.
  • Hildebrandt, Carl (2014): Das Ordonnanzrad in der Schweizer Armee;1945 - heute. Hrsg.: Verein Schweizer Armeemuseum, Thun.

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